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Installazione di Mac OS X Leopard

Le opzioni di installazione

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Autore: Luca Accomazzi e Lucio Bragagnolo - Tratto da: Mac OS X Leopard Guida completa - Apogeo


Time machine durante l’installazione

Dalla versione 10.5, Mac OS X include una nuova funzionalità chiamata Time Machine. Si tratta di un sistema di backup, ovvero un sistema che protegge gli utilizzatori di Macintosh registrando automaticamente una copia di riserva di tutti i documenti da loro creati. Il sistema Time Machine funziona automaticamente e può venire attivato sin dalla prima installazione del sistema operativo. Durante l’installazione, infatti, Mac OS X offre la possibilità di creare una copia integrale del disco fisso prima ancora di installare l’ultima versione del sistema operativo. Attenzione però:Time Machine richiede la disponibilità di un intero disco fisso (o almeno un’intera partizione) interamente dedicato. Il disco fisso esterno o la partizione che destiniamo a Time Machine apparirà sulla scrivania come protetto in scrittura, quindi sarà inutilizzabile per qualunque altro scopo. Mettere le copie di riserva su una partizione del disco fisso principale non è affatto una buona idea: un guasto fisico al disco fisso potrebbe provocare la perdita di tutti i dati, sia della copia principale sia della copia di riserva. Pertanto, consigliamo di usare Time Machine soltanto su un dispositivo fisico diverso dal disco principale. Per esempio, se avete un portatile, vi consigliamo di dotarvi di un economico disco esterno Firewire (o perlomeno USB) e di dedicarlo a questo scopo: ve la caverete con un centinaio di euro e dormirete sonni davvero tranquilli.
Torniamo all’installazione: quando Mac OS X viene installato per la prima volta offre, come dicevamo, la possibilità di fare una copia integrale del disco fisso su un disco di riserva: se acconsentiamo,Time Machine si impadronisce del disco designato e l’installazione di Mac OS 10.5 può venire annullata. In altre parole, se, dopo aver installato il nuovo sistema operativo, vi accorgeste che sulla vostra macchina si verificano gravi malfunzionamenti, potreste annullarla e tornare alla versione precedentemente installata su quella macchina.
Time Machine può anche essere abilitato a posteriori: quando collegate per la prima volta un nuovo disco fisso al Macintosh appare una finestra a livello del Finder: il computer si offre di prendere possesso di quel disco fisso per usarlo con Time Machine. Nelle Preferenze di sistema esiste un pannello di controllo riservato al sistema di backup di Apple. Su Come fare a... abbiamo già parlato di Time Machine per maggiori informazioni consultate l'articolo "Scopriamo i segreti di Time Machine".

Installazione a monitor spento

Mac OS X è l’unico sistema operativo installabile anche da un cieco; non si tratta di uno slogan, l’abbiamo verificato. È sufficiente dare due volte Invio alla partenza per far scattare VoiceOver, la nuova tecnologia che legge ad alta voce tutte le scritte che appaiono a schermo. Per ora VoiceOver è preconfigurato soltanto con i fonemi della lingua inglese, ma sono installabili altri fonemi (tra cui quelli italiani).

La formattazione del disco fisso

Il formato standard per dischi fissi in Mac OS X dalla versione 10.2.2 si chiama HFS Journaled. Se decidete di inizializzare un nuovo disco per ospitare il nuovo sistema operativo, è questo il formato che Apple suggerisce di impiegare.
Cosa significa journaled? Il sistema di journaling ha un unico scopo: rendere più veloce il riavvio del Macintosh quando si verifica un blocco totale del sistema. Normalmente, in questo caso Mac OS X esegue un controllo del disco e su dischi davvero grandi (sopra i 1000 GB, o un TB, terabyte) questo controllo può richiedere più di un’ora. Quando il journaling viene attivato, Mac OS X tiene traccia dei cambiamenti apportati alla struttura del disco (quali file vi sono, quali vengono cancellati o creati) all’interno di uno spazio privato, il giornale di bordo. In caso di crash, Mac OS X consulta il giornale e ricostruisce in pochi istanti il disco. Poiché il giornale documenta la struttura del disco, ma non i contenuti, la sua presenza non fa nulla per prevenire danni ai file o per riparare i documenti che si possono danneggiare a causa di un crash.
I programmi che intervengono direttamente sulla struttura del disco sono incompatibili con il journaling. Bisogna essere molto prudenti se si fa uso di software come Norton Utilities o Disk Warrior: le vecchie versioni lo ignorano e lo disabilitano addirittura. Chi collegasse a un sistema Mac OS di versione precedente alla 10.2.2 un disco con journaling abilitato vanificherebbe il giornale, senza però causare incidenti: è comunque importante che in caso blocco, al momento del riavvio il disco sia connesso a una macchina Mac OS 10.2.2 o superiore, di modo che il journal venga riconosciuto e utilizzato.

Con cosa stampi?

Il programma di installazione vi offre la possibilità di personalizzare la vostra copia di Leopard. Conviene dare un’occhiata alle opzioni offerte, anziché accettare la configurazione standard. In particolare, chi possiede una stampante vecchiotta farà bene a controllare che sul computer venga installato tutto il software di stampa disponibile per quella marca. Chi possiede un disco fisso piccolino, per esempio su un iBook non proprio recente, può anche scegliere di escludere qualche cosa, a cominciare proprio dal software di stampa per le marche di cui non possediamo alcun prodotto. Chi ha un portatile moderno, con un disco capiente può fare una scelta generosa e installare tutto, in modo da poter usare qualunque stampante gli capiti di incontrare.
Può anche succedere che la stampante non venga automaticamente riconosciuta da Leopard: in questo caso visitate il sito web del produttore e cercate di scaricare il software opportuno, chiamato driver.

Come far nascere un cucciolo di leopardo

A questo punto Leopard chiede che tipo di installazione desideriamo. Vi sono diverse possibilità. Innanzitutto, se utilizzavate già Mac OS X su una macchina normalmente configurata (un solo disco fisso strutturato con un singolo volume o partizione) probabilmente vorrete conservare il più possibile la configurazione esistente. Leopard può venire installato sopra la versione precedente: in questo modo erediterà applicazioni, registrazione degli utenti, preferenze e impostazioni. Se possedete un Mac che funziona a meraviglia e volete aggiornarlo a Leopard, questa è l’opzione che fa per voi. Se invece per qualsiasi motivo il Mac risulta instabile, rallentato o ha comportamenti apparentemente inspiegabili, provate una delle altre opzioni.
Se la vostra macchina possiede più di un disco fisso (contando anche i dischi esterni) avete una possibilità in più. Potete installare il sistema operativo in uno spazio che prima risultava libero, senza Mac OS; vi potete anche trasferire dall’installazione precedente le preferenze, tutti gli utenti registrati, eventualmente i documenti e le applicazioni (o anche solo alcune di queste cose).
La stessa possibilità è a disposizione se acquistate un Mac nuovo e ne possedete uno più vecchio. In questo caso si tratta di connettere le due macchine con un cavo Firewire; se ne vendono in tutti i negozi specializzati, ma chiedete il tipo a sei poli a ciascuna estremità, perché nel mondo Windows sono diffusi i tipi a quattro poli, che non vanno bene per questo scopo. Avviate la macchina più vecchia tenendo premuto il tasto T. Il vecchio Mac verrà visto dal nuovo come se fosse un disco fisso esterno e dunque si rientrerà nel caso precedente. È un sistema efficace, semplice e veloce per minimizzare i tempi di installazione sul nuovo computer.


Figura 3: Leopard offre la possibilità di trasferire su un nuovo disco le informazioni provenienti da quello vecchio

NOTA
Se entrambe le macchine sono di tipo professionale e relativamente recenti (prodotte dal 2002 in poi) è anche possibile usare un cavo FireWire 800, riconoscibile per il connettore squadrato. Il trasferimento avverrà due volte più velocemente.

Durante una connessione di questo tipo non vengono trasferite le KEXT, o estensioni, ovvero il software che fa comunicare il nucleo del sistema operativo con le periferiche. Se possedete una tavoletta grafica, un lettore esterno di schede Compact Flash o comunque una macchina fotografica digitale, un palmare, uno scanner o qualche altro attrezzo connesso direttamente al Mac che per funzionare richiede un software particolare, allora dovrete reinstallare il suo software prima che il nuovo Mac (o la nuova installazione di Mac OS X su un nuovo disco fisso) riconosca la periferica. La stessa problematica vale per le applicazioni: un numero limitato di esse installa specifiche KEXT che non vengono trasferite dalla procedura e che vi obbligano alla reinstallazione; in caso contrario alcuni comandi non funzioneranno. Ecco alcuni esempi di applicazioni che installano KEXT: le Norton Utilities, the Missing Sync, Palm Desktop, PGP 9. Le KEXT non si possono semplicemente copiare da un altro computer, perché il Mac, in un eccesso di prudenza, le esegue soltanto se sono state installate con privilegi di amministrazione. Quindi è proprio necessario reinstallarle dai dischi originali. Inoltre, in nessun caso una KEXT sviluppata per un Mac con processore PowerPC può venire usata su un Mac con processore Intel (e viceversa).
Se una periferica o un’applicazione di questo tipo non funziona dopo la reinstallazione, può darsi che la sua KEXT non sia compatibile con la vostra versione di Mac OS X. In questo caso, controllatene il corretto caricamento usando il System Profiler (accessibile dalla prima voce del primo menu, quello a forma di mela, facendo clic su Più Informazioni), sezione Estensioni. Se non trovate la KEXT in questo elenco vuol dire che non è stata caricata. Se vi interessa scoprire il motivo per cui una KEXT non viene caricata dal sistema operativo, aprite il Terminale e digitate il comando:

sudo kextload -t

Aggiungete uno spazio dopo la “t” minuscola, poi localizzate nel Finder la KEXT di dubbia efficacia e trascinatela sopra la finestra del Terminale. Vedrete apparire il nome e percorso completo della KEXT: a questo punto potete premere Invio.
Le KEXT normalmente hanno l’icona di un mattoncino Lego e sono installate in /System/Library/Extensions/ oppure (più raramente) in /Library/Extensions/.
La terza possibilità a disposizione è “archivia e installa”. Appare quando volete aggiornare a Leopard una vecchia versione di Mac OS X e va utilizzata se volete riconfigurare la macchina, per esempio in caso di un’installazione instabile. La vecchia versione viene trasferita, non cancellata, in una sottocartella creata ad hoc sul disco fisso. Leopard viene installato “ex novo” e dovrete configurarlo da capo.
La quarta possibilità è la più drastica: prevede la riformattazione del disco (o volume) su cui volete posizionare il sistema operativo. Un disco inizializzato perde tutti i contenuti precedenti, quindi verranno irreversibilmente cancellati non solo eventuali versioni precedenti di OS X ma anche le applicazioni e i documenti. Questa opzione è utile, per esempio, quando cedete il Mac a un nuovo proprietario.

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