Il sistema operativo dell'iPhone
Il sistema operativo iPhone OS gestisce il funzionamento dello smartphone iPhone commercializzato da Apple. Si tratta in pratica di un sistema operativo OS X (quello utilizzato sui computer Apple) opportunamente ottimizzato per funzionare su un dispositivo smartphone.
All’interno dell’iPhone questo sistema operativo lavora con un microprocessore di tipo ARM (Advanced RISC Machine).
Nota
Il termine ARM indica una famiglia di microprocessori RISC (Reduced Instruction Set Computer) a 32 bit comunemente adoperati in molti dispositivi mobili per il loro basso consumo energetico.
Il sistema operativo iPhone OS risiede su una memoria interna di tipo flash, in modo da poter essere aggiornato all’occorrenza (esiste un’apposita procedura implementata nel dispositivo per compiere questa operazione). Uno dei primi aggiornamenti rilasciati da Apple riguardava principalmente un problema legato alla sicurezza del dispositivo, oltre ad altri piccoli aggiustamenti di minor rilievo. Al pari dei computer tradizionali Apple, anche l’iPhone supporta i cosiddetti widget, ossia piccoli programmi già disponibili tramite il sistema operativo.
Lo smartphone Apple iPhone
Il grande clamore suscitato nel biennio 2007-2008 dall’introduzione sul mercato del nuovo smartphone di Apple è in parte giustificato dalle caratteristiche del dispositivo che, almeno nelle intenzioni dei progettisti, dovrebbe rappresentare un qualcosa di veramente innovativo in grado di massimizzare il connubio già esistente tra i computer e i telefoni cellulari.

Figura 1: Lo smartphone iPhone 3G di Apple
Nota
La grande diffusione dell’iPhone ha spinto molti fornitori di servizi presenti su Internet, come per esempio la nota agenzia ANSA, a rendere disponibile una versione delle proprie pagine ottimizzata per la visione e l’utilizzo con questo dispositivo.
Cominciamo, innanzitutto, a descrivere le caratteristiche più strettamente connesse con il modo del mobile computing, descrivendo, attraverso la successiva tabella 1, le molteplici possibilità di connessione wireless offerte da un iPhone.
| Tipo |
Frequenza |
| UMTS/HSDPA |
850, 1900, 2100 MHz |
| GSM/EDGE |
850, 900, 1800, 1900 MHz |
| Wi-Fi 802.11b/g |
2,4 GHz |
| Bluetooth 2.0 + EDR |
2,45 GHz |
| GPS |
1,2, 1,5 GHz |
Tabella 1: connessioni senza fili supportate dall'iPhone
Nota
La versione Bluetooth denominata 2.0 + EDR (Enhanced Data Rate) rappresenta un nuovo standard in grado di migliorare la capacità di accoppiamento, la sicurezza globale e la gestione delle risorse energetiche. Occorre precisare che la funzionalità Bluetooth resa disponibile dall’iPhone è utilizzabile per colloquiare solo con alcuni dispositivi audio come, per esempio, i vivavoce e gli auricolari, mentre non è possibile adoperarla per lo scambio dei file o l’utilizzo di una cuffia stereofonica.
Sebbene non si tratti di una connessione orientata alla comunicazione, ho ritenuto utile indicare anche la funzionalità GPS per evidenziare la grande duttilità di questo dispositivo o, per meglio dire, di questa classe di dispositivi. L’iPhone dispone di un sistema denominato Assisted GPS (o A-GPS), una funzionalità pensata per ottimizzare le funzionalità GPS all’interno delle città dove la presenza di ostacoli rende difficoltoso individuare con precisione i satelliti necessari per un corretto funzionamento del sistema.
Le altre specifiche tecniche più rilevanti che contraddistinguono l’iPhone sono:
- la presenza di un processore ARM1179JF-S a 667 MHz;
- un hardware dedicato all’accelerazione video e audio che permette la decodifica fluida dei file video;
- l’utilizzo di un meccanismo sandbox per l’esecuzione sicura di applicazioni critiche.
Nota
In letteratura informatica, il termine sandbox indica un particolare ambiente software ben isolato dal resto del sistema. Lo scopo principale è quello di eseguire le applicazioni in modo sicuro, in quanto esse non possono in alcun modo minare l’integrità del sistema.
Il sistema operativo adoperato è OS X (si tratta di una versione adattata del noto Mac OS X), mentre il browser per la navigazione Web, è Safari. iPhone è in grado di gestire numerose periferiche di input/output e dispone al suo interno di una fotocamera da 2 Megapixel.
Ovviamente, il punto forte di questo dispositivo è lo schermo panoramico da 3,5 pollici, capace di una risoluzione massima di 320 x 480 pixel (160 dpi) e munito di funzionalità touchscreen avanzata (multi-touch). Per connettersi all’esterno dispone di un’interfaccia USB 2.0 e di un connettore identico a quello in uso sugli iPod, quindi è in grado di utilizzare molti dei suoi accessori. Ovviamente, al pari di un iPod, gestisce perfettamente i formati audio MP3, AAC, Audible e ALE (Apple Lossless Encoding) nonché i formati video che utilizzano i codec H.264 e MPEG-4.
Nota
Un aspetto molto apprezzato dagli utenti dell’iPhone è l’interfaccia CoverFlow, disponibile durante l’uso in modalità iPod. Essa opera in modalità wide-screen, visualizzando le copertine degli album e permettendo tramite un dito di scorrere i brani contenuti all’interno. È possibile cercare l’album desiderato scorrendo le copertine con piccoli e veloci movimenti del dito.
Una sofisticata funzionalità del dispositivo è in grado di riconoscere quali sono gli accessori iPod non testati sull’iPhone che potrebbero essere disturbati dalle emissioni elettromagnetiche di quest’ultimo. In questo caso viene attivata una particolare modalità di funzionamento priva di emissioni elettromagnetiche; questo, in pratica, si traduce nella disattivazione della parte telefono e nell’abilitazione della modalità aereo che riduce i fruscii; questo tipo di automatismo può essere comunque disattivato dall’utente.
Mi sono volutamente soffermato sulla descrizione di caratteristiche non strettamente connesse alla mobilità del dispositivo allo scopo di evidenziare l’alta convergenza con il mondo dei computer desktop, mondo dal quale questo dispositivo ha ereditato la maggior parte delle odierne funzionalità, consentendo agli utenti di svolgere ovunque operazioni un tempo impensabili su dispositivi di queste dimensioni.
Nota
Coloro che per collocazione anagrafica hanno avuto modo di appassionarsi ai film e ai telefilm di fantascienza in voga negli anni Settanta/Ottanta, avranno avuto modo di constatare come l’attuale tecnologia sia andata ben oltre l’immaginazione degli sceneggiatori di quei tempi.
Fonti: Agenzia Nazionale Stampa Associata (ANSA), http://www.ansa.it.
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