Il CD di installazione
Per installare Ubuntu Server su una macchina è necessario usare un apposito CD di installazione: per ottenerlo basta scaricare l’immagine ISO del CD da Internet e masterizzarla su di un supporto vuoto.
Un’immagine ISO è un singolo file che racchiude l’intero contenuto di un CD o di un DVD.
La prima operazione da compiere, dunque, è prelevare l’immagine ISO. Utilizzando un qualsiasi sistema operativo si apre con un web browser la pagina: http://www.ubuntu.com/getubuntu e si fa clic sotto l'opzione Download Now su Server. Nella schermata che appare, quindi, si mette la spunta sull’opzione Ubuntu 8.04 o 9.x LTS Server Edition. Poi, poco più sotto, si indica il tipo di computer sul quale va effettuata l’installazione: se si tratta di un PC con CPU a 32 bit selezionare l’opzione Standard personal computer, mentre se si è in possesso di un computer con processore a 64 bit scegliere 64bit AMD and Intel computers.

Figura 1: la pagina di download della versione server di Ubuntu
Scendendo ancora un poco nella pagina si fa clic sulla scritta Please Choose a Location e nel menu che appare si seleziona un server vicino da cui scaricare l’immagine ISO, per esempio Italy University of Rome
-La Sapienza. Effettuare il download da un server posto nelle proprie vicinanze permetterà di rendere l’operazione più rapida. Infine, si fa clic su Beging Download.
Una volta scaricata l'immagine ISO, bisogna masterizzarlo su CD: per fare questo basta utilizzare un comune software di masterizzazione come Nero (su Windows), K3b o Brasero (su Linux) o Toast su Mac.
Creato il CD di installazione non rimane che inserire questo nel lettore del PC e avviare la macchina. Per procedere nell’installazione è necessario che nel BIOS il lettore CD-ROM abbia una priorità più alta rispetto all’hard disk per il boot del PC. In caso contrario, bisogna intervenire sulla configurazione del BIOS e cambiare le priorità (le informazioni su come accedere alla schermata di configurazione del BIOS si trovano all’interno del manuale del proprio PC).
Avvio dal CD
Al boot del PC comparirà la schermata di avvio del CD di Ubuntu Server. La prima operazione da compiere è scegliere la lingua che deve essere utilizzata nella procedura di installazione: nell’elenco che appare sullo schermo ci si sposta da una voce all’altra tramite i tasti cursore; raggiunta la voce Italiano si preme il pulsante Invio per confermare la scelta.

Figura 2: inserito il CD bisogna indicare la propria lingua
A questo punto si avrà la schermata di avvio del CD tradotta in lingua italiana (visibile in figura 3). Nella schermata sono disponibili cinque opzioni: anche qui, per muoversi tra le voci presenti si utilizzano i tasti cursore, poi si preme Invio per scegliere un’opzione tra quelle presenti.

Figura 3: la schermata di avvio del CD in italiano
La prima opzione disponibile è Install Ubuntu Server. Selezionandola verrà avviata la procedura di installazione.
La seconda opzione è Controlla difetti sul CD e serve ad assicurarsi che il supporto sul quale si è masterizzato il CD di Ubuntu Server sia effettivamente integro: in caso di blocchi e malfunzionamenti durante le operazioni di installazione si consiglia di controllare il CD per mezzo di questa opzione. Se il CD risulta difettoso, quindi, non rimane che effettuare una nuova masterizzazione su di un supporto affidabile.
L’opzione successiva, Ripristina un sistema danneggiato, consente di avviare il CD in “modalità ripristino”: ciò permette di recuperare un sistema non più funzionante. Grazie a questa opzione, in particolare, è possibile reinstallare il boot loader sull’hard disk e aprire una console di root, in modo tale da poter effettuare tutte le operazioni di manutenzione necessarie per rimettere in sesto il sistema.
Nota
Root è l’utente di amministrazione nei sistemi derivati da Unix. Ha pieni poteri nell’accesso ai dispositivi e nella manipolazione di file e directory. Una console di root, quindi, è un terminale in cui è possibile amministrare liberamente il sistema impartendo comandi diretti.
La quarta opzione disponibile è Test della memoria e consente di verificare che tutti i banchi di RAM presenti sul PC siano perfettamente funzionanti. Se il PC va spesso in crash, prima di dare la colpa al sistema operativo, è consigliabile effettuare un controllo completo sulla memoria e, in caso di banchi difettosi, procedere immediatamente alla sostituzione della RAM.
Infine, l’ultima opzione è Boot dal primo disco rigido. Questa permette, molto semplicemente, di avviare il sistema operativo presente sull’hard disk principale.
Installare Ubuntu Server
Per installare Ubuntu Server sul disco rigido del PC si seleziona dunque la prima voce presente nella schermata di avvio, Install Ubuntu Server.
Fatto questo viene caricato il kernel Linux e si viene poi accolti dal programma di installazione, che fa sfoggio di una spartana ma solida interfaccia a caratteri. Ecco come muoversi tra i vari elementi presenti nell’interfaccia: con i tasti freccia su e giù si passa da un’opzione all’altra, con Tab si salta dalle opzioni ai pulsanti in basso nello schermo e viceversa e, infine, con Invio si selezionano l’opzione o il pulsante attivi al momento. La prima schermata della procedura di installazione richiede che l’utente selezioni la propria nazione d’appartenenza: viene preselezionata la voce Italia, quindi è sufficiente premere Invio per proseguire.

Figura 4: nella prima schermata bisogna indicare la nazione in cui si vive
A questo punto viene rilevato il lettore di CD-ROM e sono caricati nel sistema alcuni componenti aggiuntivi, poi se è possibile contattare un server DHCP viene configurata in automatico la scheda di rete.
Nota
Un server DHCP consente di assegnare automaticamente degli indirizzi IP ai computer presenti in una rete locale.
Nel caso in cui non fosse raggiungibile alcun server DHCP, bisogna configurare manualmente la rete. Ecco come fare. Dopo che è apparsa la scritta Configurazione automatica della rete fallita si deve premere Invio. Poi, nella schermata successiva si conferma l’opzione di default, Configura la rete manualmente, premendo nuovamente Invio.
Quindi si inserisce l’indirizzo IP da assegnare al proprio PC (come mostrato in figura 5) e nelle schermate che seguono si indicano la maschera di rete, il gateway e gli indirizzi dei server DNS.

Figura 5: in questa schermata va inserito l’indirizzo IP del proprio computer
La maschera di rete (netmask) consente di stabilire quali parti all’interno di un indirizzo IP si riferiscono alla rete remota e quali si riferiscono invece agli host nella rete locale. Il gateway è l’indirizzo del dispositivo che inoltra i pacchetti da una rete interna a una esterna (Internet, di solito), mentre i server DNS si occupano di trasformare i nomi degli host in indirizzi IP.
I valori da inserire in queste schermate relative alla rete dipendono dalla configurazione della propria LAN o WLAN. Nel caso si tratti del primo PC da mettere in rete, si può inserire come indirizzo IP un qualsiasi indirizzo riservato alle reti interne (vedi Tabella 1), per esempio 192.168.0.2 e come maschera di rete 255.255.255.0.
Nota
255.255.255.0 è un valore tipico per la maschera di rete. Se viene applicato a un indirizzo di rete 192.168.0.0 stabilisce che gli indirizzi IP da 192.168.0.1 a 192.168.0.255 appartengono alla rete locale.
Quindi, come gateway si inserisca l’indirizzo del router ADSL, se disponibile, e si digitino infine gli indirizzi dei server DNS forniti dal proprio provider per la connessione a Internet.
In caso di incertezza è possibile lasciare gli indirizzi predefiniti: gateway e DNS potranno essere correttamente configurati anche dopo l’installazione iniziale.
Nota
Una LAN (Local Area Network) è una rete locale. Solitamente viene utilizzato il protocollo Ethernet per la trasmissione dei dati in questo tipo di reti. Una WLAN (Wireless Local Area Network) è, in particolare, una rete locale in cui la connessione tra le macchine avviene senza fili, ma tramite onde radio. In questo caso i protocolli impiegati sono quelli contrassegnati dalla sigla IEEE 802.11 (Wi-Fi).
Tabella 1: gli indirizzi IP riservati alle reti locali
| Indirizzo iniziale |
Indirizzo finale |
| 10.0.0.0 |
10.255.255.255 |
| 172.16.0.0 |
172.31.255.255 |
| 192.168.0.0 |
192.168.255.255 |
Se si hanno dei dubbi e si preferisce configurare la rete dopo l’installazione iniziale, nella schermata che appare dopo che è comparsa la scritta Configurazione automatica della rete fallita, al posto dell’opzione Configura la rete manualmente è possibile scegliere Non configurare la rete in questo momento.
Configurata o meno la propria rete, bisogna assegnare un nome al computer: questo consentirà di individuare il singolo PC all’interno della rete locale. Nella schermata successiva dell’installazione (vedi figura 6), quindi, viene proposto come nome predefinito “ubuntu”: si deve inserire al posto di questo un nome a piacere, sincerandosi di scegliere un nome diverso per ogni macchina presente in rete.

Figura 6: è necessario assegnare un nome al PC
Nel caso non sia raggiungibile alcun server DHCP, in un’ulteriore schermata ci viene richiesto di inserire anche il nome del dominio, cioè la parte dell’indirizzo che segue il nome del singolo computer: per esempio, nell’indirizzo eraclito.ufficio.lan il nome del computer è eraclito mentre il nome del dominio è ufficio.lan. È possibile indicare un nome di dominio a propria scelta, ma bisogna inserire lo stesso nome su tutte le macchine della medesima rete locale.
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