Le partizioni sull’hard disk
A questo punto è necessario procedere con la giusta cautela, poiché nel passaggio successivo si interviene direttamente sul contenuto del disco rigido. Nel quarto passaggio, infatti, si sceglie come partizionare l’hard disk.

Figura 6: il passaggio dell’installazione in cui si creano le partizioni sull’hard disk
Sono disponibili tre opzioni. La prima è Guidato - ridimensionare e permette di ridurre le dimensioni della partizione Windows presente sul disco rigido, affinché si faccia spazio a Ubuntu. Lo spazio da lasciare al sistema operativo della Microsoft può essere stabilito dall’utente: a destra della scritta Nuova dimensione della partizione ci sono due rettangoli, uno rappresenta la partizione preesistente (tipicamente quella di Windows), l’altro la partizione di Ubuntu; per dare spazio a una e ridurlo, di conseguenza, all’altra è sufficiente spostare con il mouse la linea divisoria tra i due rettangoli delle partizioni.
La seconda opzione lascia pieno mandato al programma di installazione di decidere come organizzare lo spazio sul disco rigido; tale opzione è consigliabile nel caso di installazione su hard disk vuoti: tutto lo spazio disponibile sul dispositivo, infatti, viene dato a Ubuntu.
La terza opzione, Manuale, consente di intervenire manualmente sulle partizioni (scelta che offre la maggiore libertà d’azione, ma che non è consigliabile per gli utenti meno esperti). Per scegliere la prima opzione basta fare clic sul pulsante Avanti. Per la seconda opzione, invece, bisogna spuntare l’opzione Guidato - usa l’intero disco e premere Invio. In entrambi i casi, il programma d’installazione salterà direttamente al passaggio successivo.
Configurazione manuale dell’hard disk
Selezionando l’opzione Manuale e premendo Avanti, invece, la finestra di installazione diventa una sorta di gestore delle partizioni.
Qui è possibile creare, modificare e cancellare le partizioni presenti sull’hard disk. Per manipolare una partizione basta selezionarla nella finestra e fare clic sul pulsante desiderato, ossia Modica partizione per modificarla e Delete partition per eliminarla.

Figura 7: la configurazione manuale delle partizioni
La finestra Modifica partizione
Selezionando Modifica partizione compare una piccola finestra al centro dello schermo, con lo stesso nome del pulsante. La prima opzione presente in essa consente di ridimensionare manualmente la partizione: nello spazio bianco vicino a Nuova dimensione della partizione bisogna indicare in MB lo spazio da riservare alla partizione. Selezionando la voce Formattare la partizione, si indica al sistema che si vuole cancellare l’intero contenuto della stessa. Più in basso si trova l’opzione Usato come, che permette di modificare il filesystem utilizzato dalla partizione.
NOTA
Il filesystem è il sistema di organizzazione dei file sui dispositivi di memorizzazione come dischi rigidi, chiavette USB e CD-ROM.
Infine è possibile stabilire il Punto di mount, ossia la directory in cui verrà reso disponibile il contenuto della partizione selezionata.
NOTA
Nei sistemi Unix, e quindi anche in Linux, si accede a una partizione tramite un “punto di mount”. Qualsiasi directory può assumere il ruolo di punto di mount per qualsiasi partizione. Ciò consente una grande duttilità nel gestire partizioni e dispositivi, che non sarebbe possibile ottenere assegnando dei punti d’accesso fissi ai dischi.
Per salvare le modifiche alla partizione e uscire dalla finestra Modifica partizione bisogna fare clic su OK, mentre per cancellare le modifiche e uscire si fa clic su Annulla.

Figura 8: la finestra per modificare la partizione selezionata
Aggiungere una partizione
Per aggiungere una nuova partizione si seleziona nella finestra la riga con la scritta Free space, che indica lo spazio libero disponibile sul disco, e si fa clic sul pulsante New partition. La finestra che compare è molto simile alla finestra Modifica partizione, ma con alcune opzioni in più. Innanzitutto, c’è la possibilità di indicare il Tipo della nuova partizione, se Primaria o Logica.
NOTA
Le partizioni sugli hard disk sono di tre tipi: primarie, estese e logiche. Su un disco possono essere create non più di quattro partizioni primarie (le partizioni “classiche”); per ovviare a questo limite si può realizzare una partizione estesa, al cui interno è possibile inserire delle partizioni logiche. I sistemi operativi della Microsoft, per avviarsi, richiedono che i file di sistema siano memorizzati in una partizione primaria. Questo limite non è presente in Linux.
Più in basso si indicano le dimensioni della nuova partizione, sempre espresse in MB, quindi si stabilisce la posizione della partizione, che può essere all’Inizio o alla Fine dello spazio libero (per comodità nella gestione dello spazio disponibile si consiglia di lasciare la spunta su Inizio). Infine, sono presenti le opzioni incontrate in precedenza Usato come e Punto di mount. Una volta inserite tutte le informazioni sulla partizione si fa clic su OK per aggiornare i dati del disco.
Le partizioni indispensabili
Se si è deciso di procedere con la configurazione manuale delle partizioni, per il corretto funzionamento di Ubuntu sono necessarie due sole partizioni: la cosiddetta partizione di root e quella di swap.
La partizione di root, o radice, è la partizione principale del sistema: da essa si diramano tutte le cartelle che compongono l’albero delle directory, anche quelle presenti su partizioni diverse dalla root; grazie ai punti di mount, infatti, anche il contenuto di un CD-ROM sarà raggiungibile partendo dalla partizione radice.
La partizione di swap, invece, è uno spazio su disco che ha la funzione di supplire alle richieste di memoria da parte del sistema quando la RAM scarseggia: la swap è quindi una forma di memoria virtuale, residente su disco. Quanto deve esser grande la partizione di swap? Nei PC moderni non vale più la “regola aurea” che voleva l’area di swap grande il doppio rispetto alla RAM disponibile; in computer con un 1 GB o più di memoria, infatti, è sufficiente dedicare alla swap una piccola partizione da 256 MB.
Un’installazione con root e swap
Ecco come creare autonomamente le partizioni giuste per Ubuntu con una ripartizione minimale del disco. Per farlo, bisogna scegliere Manuale nel quarto passaggio dell’installazione, quindi si crea lo spazio sufficiente sul disco per accogliere le partizioni di Ubuntu: lo si può fare o riducendo le dimensioni delle partizioni preesistenti (pulsante Modifica partizione in finestra) oppure cancellando le partizioni non più necessarie (pulsante Delete partition). A questo punto si può iniziare con la partizione di swap: si fa clic su Free space e, quindi, sul pulsante New partition. Nella finestra Crea partizione che appare, bisogna inserire il giusto valore per l’opzione Nuova dimensione: come detto in precedenza, va bene inserire un valore di 256 MB ma, nel caso si disponga di meno di 1 GB di memoria, si può scegliere 512 o 1024. L’opzione Usato come deve avere come valore area di swap. Fatto questo si può premere OK per confermare i dati sulla swap.

Figura 9: i dati da inserire per creare una partizione di swap
A questo punto si può passare alla partizione di root. Per farlo bisogna fare clic nuovamente su Free space, quindi su New partition. Nella finestra Crea partizione, si deve decidere quanto spazio riservare alla partizione radice: se si vuole, semplicemente, dare a essa tutto la spazio disponibile sull’hard disk, bisogna lasciare il valore di default di Nuova dimensione della partizione, altrimenti si devono inserire le dimensioni della partizione espresse in MB. È consigliabile anche lasciare Ext3 come valore di Usato come: questo filesystem è un ottimo compromesso tra prestazioni e sicurezza dei dati e per una configurazione di base non serve altro. Come Punto di mount, quindi, bisogna inserire “/” (che indica, appunto, la directory radice del sistema).

Figura 10: i dati da inserire per creare la partizione di root
NOTA
Altri filesystem disponibili su Linux sono ReiserFS, XFS e JFS. Il primo gestisce al meglio i file di piccolissime dimensioni, il secondo quelli di grandi dimensioni, mentre il terzo è l’ideale per gli hard disk più voluminosi. Nei comuni PC domestici, però, tali caratteristiche avanzate possono risultare di dubbia utilità.
Adesso non rimane che premere il pulsante OK e, al ritorno nella finestra Preparazione delle partizioni, fare clic su Avanti per confermare la nuova struttura dell’hard disk.
Partizioni aggiuntive
Si è scritto che la configurazione root + swap è l’organizzazione minima dello spazio su disco per far funzionare correttamente Ubuntu. Ma per quale motivo si dovrebbe voler rendere la struttura dell’hard disk più complessa? Innanzitutto, aggiungere altre partizioni Linux significa spostare su delle partizioni separate alcune delle directory nevralgiche del sistema: questo permette di organizzare in modo più elastico lo spazio su disco; per esempio, creare una directory /home separata dà la possibilità di accedere facilmente ai file personali da più sistemi Linux installati sullo stesso hard disk. Ripartendo fra più partizioni le directory principali, inoltre, è possibile scongiurare il pericolo di un sistema mal funzionante in caso di esaurimento dello spazio su disco. Infatti, l’unica partizione su cui non si potrà scrivere, a causa dell’assenza di spazio disponibile, sarà quella effettivamente piena, mentre le altre risulteranno funzionanti a pieno regime.
Nella Tabella 1 è possibile scoprire quali siano le directory di sistema più importanti. Tra quelle elencate, in un PC desktop, le directory che è davvero utile tenere in partizioni separate sono /home e /boot: per quanto riguarda quest’ultima, sistemarla in una partizione a sé stante permette di avere accesso a un sistema minimale nel caso in cui la partizione di root risultasse illeggibile.
Tabella 1: le principali directory di sistema
| Directory |
Uso |
| /home |
Contiene i file personali degli utenti presenti nel sistema
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| /usr |
Contiene i programmi installati, la documentazione di sistema,i file di sviluppo
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| /var |
Directory in cui il sistema scrive informazioni, utilizzata per i lavori di stampa. Contiene i file di log |
| /tmp |
Utilizzata per raccogliere i file temporanei creati dal sistema e dai programmi |
| /boot |
Contiene i file del kernel |
| /etc |
Qui ci sono i file di configurazione di sistema
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Aggiungere la partizione relativa a una directory di sistema è semplice: nella finestra Preparazione delle partizioni si deve fare clic sul consueto pulsante New partition e scegliere poi come Punto di mount la directory da inserire nella partizione (per esempio, per creare una partizione di / home si deve indicare come Punto di mount, appunto, /home).
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