I sistemi di indicizzazione e ricerca
Gli hard disk sono anno dopo anno sempre più capienti. Ciò è senz’altro positivo per l’utente, che può immagazzinare su di un unico supporto quantità enormi di informazioni.
Tuttavia, tali informazioni bisogna anche riuscire a ritrovarle ed in questo, purtroppo, poco possono aiutare i normali strumenti che utilizzano come criterio di ricerca i soli nomi dei file e delle directory. Sono necessarie applicazioni più potenti, che consentano di creare dinamicamente un indice del contenuto di tutti i file personali di un singolo utente, così da poter effettuare ricerche complesse in tempi rapidissimi.
Per esempio, qualora si desideri trovare, in un colpo solo, tutti i documenti di testo che contengano la parola “vacanze” oppure tutte le email nel corpo delle quali è presente la parola “gelateria”, utilizzando i sistemi di indicizzazione e ricerca si otterranno i risultati richiesti in pochi decimi di secondo.
Attivare e configurare Tracker
In Ubuntu viene installato di default il sistema di indicizzazione Tracker, ma nella configurazione iniziale degli utenti questo non crea alcun indice dei file, infatti qualsiasi ricerca restituirà un risultato nullo.
Per attivare l’indicizzazione, dunque, è necessario entrare nel menu Sistema > Preferenze e fare clic sulla voce Ricerca e indicizzazione. Nella finestra che appare, restando nella scheda iniziale, bisogna spuntare le opzioni Abilitare l’indicizzazione e Abilitare il controllo, come mostrato nella figura 1.

Figura 1: la finestra in cui si abilita l’indicizzazione dei file con Tracker
Fatto questo, si può modificare a proprio piacere la configurazione di Tracker. Di default viene indicizzato l’intero contenuto della directory Home dell’utente (opzione Indicizzare e controllare la directory home nella scheda File), ma è comunque possibile inserire delle altre cartelle da indicizzare. Può trattarsi di documentazione condivisa con altri utenti, contenuta per esempio nella directory /usr/share/doc, all’interno della quale si desidera effettuare delle ricerche rapide.
Per fare questo si attiva la scheda File, quindi si fa clic sul pulsante Aggiungi sotto la scritta Directory controllate e, tramite il selettore di file che appare, si indica una directory da inserire nell’indice.
Nella scheda successiva, File ignorati, si stabilisce quali file non si desidera indicizzare all’interno delle cartelle che si è deciso di controllare. Facendo clic sul pulsante Aggiungi posto vicino al riquadro Percorsi ignorati, si indicano con il selettore di file le directory che non si vuole far processare da Tracker.

Figura 2: la scheda File ignorati dove si possono escludere intere directory e tipi di file dall’indicizzazione
Il secondo pulsante Aggiungi, più in basso, permette di stabilire dei tipi di file da scartare durante la creazione dell’indice. Per esempio, se non si desidera effettuare ricerche sui file musicali MP3 basta digitare *.mp3 nella finestra di dialogo che appare quando si fa clic su Aggiungi.
L’ultima scheda, Prestazioni, consente di adattare il funzionamento di Tracker al PC sul quale viene eseguito. Infatti, se l’hard disk presente è lento e la CPU poco scattante, un eccessivo carico di Tracker sul sistema può rendere quest’ultimo poco reattivo.
Su computer con qualche anno sulle spalle, si consiglia dunque di diminuire la Velocità di indicizzazione portando il cursore nella barra orizzontale sottostante vicino alla scritta Più lenta.
Inoltre, su PC con un quantitativo limitato di RAM, è preferibile spuntare l’opzione Minimizzare l’uso della memoria. Terminata la configurazione di Tracker, per attivare l’indicizzazione non rimane che fare clic sul pulsante OK in basso e, nella finestra di dialogo che appare, selezionare Riavvia.
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