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Scopriamo i files di configurazione Linux

Prime nozioni

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Autore: Paolo Ferretti http://www.paoloferretti.it
In questo articolo faremo una breve panoramica dei files di configurazione in ambiente Linux. Tratteremo l'argomento senza entrare nei particolari: vogliamo mostrare all'utente poco esperto cosa si nasconde sotto il cofano del proprio sistema Linux. Un avvertimento per il lettore: la modifica dei files di configurazione può portare a conseguenze disastrose, soprattutto se non si è consapevoli di quello che si sta facendo.

Una breve introduzione

Gli utenti Windows sono abituati ad avere utility grafiche per la configurazione del sistema. Generalmente, quando queste vengono meno, si ricorre al registro di sistema: un files in formato binario modificabile solo con appositi strumenti forniti dal sistema operativo stesso.
Linux segue una serie di soluzioni sostanzialmente diversa, appoggiandosi unicamente ai files di configurazione. Questi sono esclusivamente files di testo, in modo da essere modificabili facilmente con qualsiasi editor. L'indiscusso vantaggio dell'utilizzo dei files di testo è che, oltre ad essere modificabili in qualsiasi ambiente, grafico o testuale, sono addirittura modificabili con facilità anche utilizzando un sistema operativo diverso. L'unico strumento indispensabile è un editor di testo.
Purtroppo non esiste uno standard nella sintassi dei files di configurazione, così ogni applicazione adotta soluzioni a sé: dal semplice testo al file XML. In ogni caso, i concetti che stanno alla base della stesura di questi files sono comuni, quindi una volta capita la logica di base ogni sintassi diventa comprensibile senza problemi.
Negli ultimi anni, con la maggiore diffusione di Linux, sono stati realizzati ottimi strumenti grafici di configurazione. Attenti a non farsi ingannare dalle apparenze però: queste agevolazioni non si sostituiscono al file di configurazione originale, ma semplicemente gestiscono in modo automatico le modifiche a questi files. In questo modo, molti aspetti della configurazione del sistema non sono più appannaggio dell'utente avanzato, ma sono alla portata di chiunque, esattamente come accade nei sistemi Windows e Mac.
Le distribuzioni Ubuntu, Fedora/RedHat, OpenSuSE e Mandriva, ad esempio, offrono ottime interfacce di amministrazione e configurazione.
I files di configurazione, soprattutto quelli di sistema, possono essere modificati solo dall'amministratore, cioè dall'utente root. Per poter seguire l'articolo e visualizzare il contenuto dei files, non è indispensabile avere i diritti di amministrazione sul computer su cui si sta lavorando. Questi però diventano indispensabili per poter modificare i files.

Dove risiedono i files di configurazione

La quasi totalità del files di configurazione del sistema è contenuta nella cartella /etc, come indicato dalla convenzione FSSTND (File System Standard). Questa convenzione indica come dovrebbe essere la struttura di un file system nei sistemi Linux. Generalmente l'accesso a /etc è libero, quindi si può visualizzare il suo contenuto facendo il login con qualsiasi utente, non è obbligatorio essere amministratori del sistema.
Purtroppo non sempre i nomi dei files coincidono tra le varie distribuzioni Linux, quindi se non trovate il nome esatto citato qui, cercatene uno simile. Ricordo che il sistema usato per la scrittura di questo articolo è Ubuntu Linux 8.04.1.

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