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Web Analytics: analisi delle visite

Analizzare le visite di un sito internet

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Autore: Davide Vasta - Tratto da: Web Analytics - Apogeo
Acquista il libro online Chiunque si occupi di SEO, deve saper leggere le metriche di un sito per capire se le azioni intraprese stanno avendo effetto. La prima cosa che si guarda nelle statistiche di accesso a un sito, sono le visite. In questo primo articolo del nostro speciale sulla web analytics vedremo come analizzarle.

Le Visite

Le visite che un sito ottiene sono un indicatore esplicito della sua “vitalità”. All’interno della metrica “visite” bisogna poi andare a scavare con attenzione, per segmentare i visitatori in altrettanti gradi di profondità. Con quale frequenza viene visitato il sito? Quanti sono i nuovi visitatori in rapporto a quelli preesistenti? E ancora, quanto realmente proseguono la propria visita dopo essere entrati nel sito? Queste sono solo alcune delle domande che dovremmo porci quando analizziamo le metriche delle visite. Le visite ci dicono anche se le azioni SEO (ottimizzazione web per i motori di ricerca), stanno sortendo i risultati auspicati. Un aumento delle visite provenienti da una determinata keyword, per esempio, indica che nuovi utenti stanno approdando al sito sfruttando i motori di ricerca. Spessissimo dunque (e a ragione), le visite sono considerate un po’ come il termometro di un sito web: più ce ne sono, meglio è. È però pur vero che questo assunto non regge in assoluto, in ogni condizione e con qualunque sito web.Talvolta il “più ce ne sono…” si scontra frontalmente con le strategie legate ad alcuni progetti web. Non è raro infatti trovarsi di fronte alla necessità di “filtrare” il traffico web, escludendo le visite generiche, quelle che non sono utili per lo scopo, e lasciando (anzi aumentando) solo quelle con un elevato grado di pertinenza. In questi casi infatti si passa dal “più ce ne sono…” al “meno e più mirate è meglio…”. Un modo immediato per valutare genericamente le visite nel tempo, senza ancora scavare sulla loro segmentazione, consiste nel visualizzare un determinato arco temporale, sotto forma di grafico. Nel sistema di Web Analytics ShinyStat Business, per esempio, si accede alla sezione Accessi, e poi si sceglie la voce Visite. Come preimpostazione, vengono visualizzati gli ultimi 31 giorni di attività, ma è possibile modificare l’intervallo, sia tramite un menu a comparsa, sia tramite la funzione di calendario avanzato, che tramite due “slider” permette di scegliere un arco temporale ben preciso. La visualizzazione delle visite rappresentata in
figura 1 ci da per esempio un chiaro messaggio circa la tendenza dei visitatori. Nell’arco temporale analizzato (31 giorni) si nota infatti una costante riduzione del numero di visite, dal picco iniziale di 81 visite. Questo tipo di grafico descrive dunque una situazione in cui, giorno dopo giorno, il numero di visitatori è andato decrescendo visibilmente. Generalmente, quando ciò accade su un arco temporale così ristretto, non siamo di fronte a una perdite di consensi da parte degli utenti tale da farci preoccupare. In effetti, tali tipi di tendenze, avvengono sempre in concomitanza con eventi specifici, come l’invio di una newsletter, la pubblicazione di una news sul Web ecc. Succede cioè che la “normalità” delle visite viene per qualche giorno stravolta da picchi di connessioni dovuti appunto a quanto detto in precedenza, per poi ritornare al numero fisiologico di visite che il sito ottiene.


Figura 1: rappresentazione grafica delle visite tramite ShinyStat Business: un esempio di riduzione delle visite

Nota
La tendenza delle visite è di facile lettura con il sistema ShinyStat Business poiché, oltre al grafico a barre, viene tracciata una linea di progressione tratteggiata, in pratica una sorta di “media mobile”.

Il caso rappresentato in figura 2 è invece interessante da analizzare perché, sebbene si siano verificati numerosi picchi di connessione, si apprezza una leggera e costante crescita delle visite. Quando la crescita è così moderata è costante, si è solitamente in presenza di un’azione di ottimizzazione SEO sulle keyword. In pratica alcune pagine, avanzano nelle posizioni sulle SERP, in relazione a keyword specifiche. Ciò fa aumentare il numero di visitatori provenienti dai motori di ricerca.

Suggerimento
Quando si è in presenza di grafici molto frammentati, un modo abbastanza immediato e veritiero per stabilire se siamo in presenza di una crescita, è quello di misurare i punti di ingresso e di uscita. Molto spesso infatti, su un arco temporale molto ampio, è facile notare che il primo giorno in analisi riporta un numero X di visite, mentre l’ultimo ne riporta un numero più elevato.


Figura 2: rappresentazione grafica delle visite tramite Google Analytics: esempio di crescita frammentaria delle visite

Durante l’analisi delle visite può essere molto utile estendere notevolmente il periodo analizzato, soprattutto se nel tempo sono state compiute azioni di web marketing. Nella figura 3 si possono apprezzare dei picchi di accesso, nell’ordine dei 1300/1400 visitatori, su una media di 200 (considerando l’ingresso pari a 150 e l’uscita a circa 300). Osservando il grafico si nota che i picchi di accesso (derivati dall’invio di alcune newsletter), nel tempo diminuiscono. Questo fenomeno è del tutto fisiologico, e può essere spiegato come segue. Quando si riceve una newsletter per la prima volta, spesso si decide di esplorarne i contenuti, facendo clic nei link contenuti in questa. Quando però la newsletter diventa ricorrente, il fattore “interesse” scema rapidamente, e solo una parte degli utenti (i più fedeli) continua a fare clic con costanza sui link in essa contenuti. Nel tempo dunque alcuni utenti rinunceranno a fare clic sui link della newsletter, o addirittura rinunceranno proprio ad aprire il messaggio.


Figura 3: rappresentazione grafica delle visite tramite ShinyStat Business: si noti come, su un arco temporale molto esteso, sia facile rilevare i picchi di connessione indotti da azioni di web marketing

Bookweb.it: un caso esemplare di aumento delle visite

Riuscire a ottenere un incremento di visite su un sito web è lo scopo primario di molti webmaster. Riuscire ad avere però un incremento notevole, non è semplice, se non si interviene pesantemente sui contenuti del sito. In effetti è ormai diffusa in rete l’opinione che i contenuti facciano la differenza agli occhi dei navigatori: “content is the king” si dice. In realtà i contenuti non fanno la differenza solo agli occhi degli utenti, ma anche e, direi soprattutto, agli occhi dei motori di ricerca. Un caso esemplare di questa affermazione è rappresentato dal sito web www.bookweb.it dedicato alla vendita di libri online. Nato intorno ai primi del 2007, fino a circa metà anno 2008, si attestava su una media di circa 300 visite mensili, con una leggera crescita. Agli inizi del 2009 il catalogo dell’azienda si arricchì di numerosi nuovi libri, e per ognuno di questi venne creata una pagina web ad hoc. Come si può osservare in figura 4 le visite ebbero una notevole impennata, passando dalla media di 300 visite giornaliere, a oltre 1500. I contenuti furono cioè in grado di quintuplicare il numero di visite giornaliere. Questo la dice lunga su quanto, all’interno delle strategie SEO, che si concentrano spesso solo su tag e title, sia fondamentale anche l’implementazione di contenuti nuovi e diversificati.


Figura 4: visitatori del sito web www.bookweb.it: nei primi mesi del 2009, grazie all’immissione di numerose pagine web, le visite medie giornaliere si sono quintuplicate

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