I tag di enfatizzazione
Quando un motore di ricerca analizza una pagina, cerca di prelevare le informazioni più rilevanti e utilizzare i tag di enfatizzazione (grassetto, corsivo, sottolineato, colorato) può aiutare lo spider in tale direzione. La ragione è molto semplice: un testo ben formattato è di utilità per l’utenza, quindi può agevolare un motore di ricerca nel fornire informazioni rilevanti.
L’influenza dei tag bold, strong e italics sul posizionamento sui motori è un tema che ha diverse scuole di pensiero, a volte assai scostanti tra di loro. Per prima cosa dobbiamo dire che i tag che prenderemo in considerazione sono i seguenti:
- <STRONG>Strongly emphasized text</STRONG> e <B>Bolded text</B> per il grassetto;
- <I>Italic text</I> e <EM>Emphasized text</EM> per il corsivo;
- <U>Underlined text</U> per il testo sottolineato.
Ma allora qual è la differenza nell’uso di un tag piuttosto che un altro? Dobbiamo precisare che l’utilizzo di questi tag a livello di posizionamento esercita un’influenza molto bassa. Inoltre, secondo una dichiarazione di Matt Cutts (portavoce di Google), non vi è alcuna differenza nell’utilizzo di questi tag; essi vengono considerati con ugual peso.
Nota
Sul motore di ricerca ranking di SEOmoz, i tag grassetto e strong sono elencati alla posizione # 16, con un’influenza minima sul PageRank. Secondo Matt Cutts, Google considererebbe tali tag con egual peso.
Detto ciò, dobbiamo però tenere presente che <b> e <strong> e <i> ed <em>, anche se possono sembrare uguali (a livello di rendering nel browser), hanno un significato assai diverso:
- I tag <b> e <i> servono a indicare al browser come visualizzare i caratteri racchiusi entro tali tag;
- il tag <em> indica enfasi, mentre il tag <strong> indica un’enfasi semantica, che può essere trasmessa da lettori vocali a persone con problemi di accessibilità.
Questo ci fa capire come in realtà l’utilizzo di tag che forniscano un risultato “simile” agli occhi degli utenti possa essere interpretato in maniera differente dai browser o da strumenti per la lettura dei testi. Poiché tutto sul web è ormai legato alla semantica, per aumentare le possibilità di classifica, è quindi consigliabile:
- utilizzare il tag <strong> ed evitare il tag <b> (ormai deprecato);
- preferire il tag <em> al posto del tag <i>;
- utilizzare il corsivo <em>, in quanto sembra avere una rilevanza maggiore rispetto allo <strong>;
- non abusare dei tag <em> e <strong>;
- utilizzare opportunamente i tag per evidenziare le parole che potrebbero comparire nella SERP dei risultati, quindi colpire maggiormente l’attenzione degli utenti;
- minimizzare l’adozione di font-weight : bold (nei CSS), poiché è preferibile utilizzare il tag <strong>.
Nota
Usare il grassetto sulle keyword sembra incidere poco a livello di posizionamento. A ogni modo, potrebbe essere utilizzato per evidenziare keyword del contenuto che compaiono nel tag title e nel meta-tag description. Per Bing, invece, sembra essere importante la presenza di una keyword nel tag BOLD (<b>).
Ovviamente, i webdesigner hanno a disposizione molti elementi per formattare correttamente il testo e renderlo più gradevole agli occhi dei visitatori, anche con l’utilizzo dei CSS. Il nostro consiglio è quello di concentrarsi sull’uso corretto del grassetto e dell’italico all’interno del documento che andremo a redarre, e utilizzare i tag <strong> ed <em> per conferire maggiore enfasi alle parole.
Conclusioni
In questo articolo del nostro speciale su SEO, abbiamo visto come e perché usare i tag di enfatizzazione come il grassetto e il corsivo.
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L'autore
Marco Maltraversi: Laureato magistrale in Ingegneria Informatica e abilitato all’esercizio della professione. È specializzato nello sviluppo di applicativi Web/Form operando in qualità di consulente e formatore. Tiene corsi di programmazione avanzata e recentemente ha conseguito la qualifica di SEO Specialist.
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