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Azioni virali nell'attività del SEO

Il marketing virale

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Autore: Davide Vasta - Tratto da: S.E.O. Ottimizzazione web per motori di ricerca - Apogeo
Acquista il libro online Un metodo poco utilizzato dagli esperti di SEO è quello del viral marketing che consentirebbe di aumentare il passa parola e quindi le visite di un sito internet. Il motivo per cui questa tecnica è poco utilizzata è che è molto difficile da attuare perché bisogna creare dei contenuti che stimolino questo effetto virale.

I virus del marketing

I virus, tristemente noti nel mondo dell’informatica, sono creati con l’unico scopo di auto-replicarsi e creare il maggior numero di problemi ai computer infettati. Per potersi diffondere sono spesso costruiti in modo da utilizzare i contatti di ogni utente come veicolo di espansione.
La peculiarità di un virus è la capacità di replicarsi in breve tempo. Da poche copie iniziali è in grado di riprodursi così tante volte da raggiungere presto una massa critica difficile, se non impossibile, da contrastare. In sostanza, partendo da un singolo utente un virus può raggiungere rapidamente un’intera popolazione.
Il viral marketing nasce proprio dal meccanismo di replicazione dei virus e può essere definito attraverso qualunque strategia che incoraggi gli individui a trasferire un messaggio ad altri, replicando in maniera esponenziale quel messaggio, e dunque l’influenza che questo può avere sulla popolazione. Su Internet il marketing virale viene spesso associato al concetto di “passa parola”, per il quale chiunque vorrà condividere la simpatica notizia o l’incredibile video appena arrivato con i suo amici e contatti.
Le azioni virali possono dunque diventare un ulteriore strumento in mano agli esperti SEO, per aumentare la notorietà di un sito web e dunque attrarre visitatori verso questo. Non tutti gli esperti di SEO però sono in grado di usare il marketing virale, oppure lo scelgono come strategia. In effetti, per poter ottenere risultati significativi bisogna essere davvero in grado di produrre contenuti che stimolino l’effetto virale, ma ciò non è assolutamente semplice.

Azioni virali di successo

Il termine viral marketing oggigiorno viene associato primariamente alla diffusione di filmati video divertenti o incredibili, che passano da un utente all’altro registrando milioni di visualizzazioni in breve tempo. Un caso molto noto di video virali è rappresentato dal fenomeno del Lip Dub, in cui semplici persone, come impiegati d’ufficio, cantano e ballano sulle note di noti brani musicali, con una precisione di doppiaggio senza eguali. A oggi, uno dei video virali considerati più riusciti, è quello creato da una nota agenzia pubblicitaria londinese (la Connected Ventures), che mise in Rete circa due anni fa un proprio Lip Dub, nel circuito Vimeo: il filmato venne visto da più di 1.700.000 utenti e il post ricevette oltre 1.000 commenti. Il filmato fu molto efficace, benché il livello tecnico fosse modesto, quasi amatoriale. Un video virale di cui invece si può apprezzare il livello tecnico è quello realizzato da una scuola tedesca (HS Furtwagen), che riuscì a realizzare in presa diretta, senza interruzioni, un Lip Dup stupefacente, dal titolo “What do you do after studying?”. Qui il video.

Un esempio più classico, e meno noto, di marketing virale è rappresentato invece dal portale americano Hotmail.com, che fornisce ai suoi utenti caselle di posta elettronica gratuite. Il concetto è molto semplice: regalare caselle email e attaccare a ogni singolo messaggio inviato dagli utenti la frase: “Get your private, free email at: http://www.hotmail.com”. In questo modo, si diffonde rapidamente il messaggio, e si attraggono potenziali altri utenti verso il servizio.

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