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Il dominio .mobi

Vantaggi, critiche e la concorrenza di .tel

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Autore: Fabio ricci - Tratto da: Sviluppare il Web Mobile - Apogeo
Acquista il libro online Il fatto che l’industria creda fermamente nello sviluppo del Web mobile appare evidente se si pone l’attenzione su diverse iniziative che hanno avuto origine negli ultimi tempi. La più eclatante, e anche più di quella rappresentata dalla nascita del dominio .mobi e del concorrente .tel, apparso più di recente.

Cos’è .mobi

DotMobi è il nome informale di una società, la mTLD Top Level Domain LTD, cui ICANN ha dato il compito di gestire il dominio .mobi, le sue regole e la sua diffusione. Tra gli sponsor di tale società figurano nomi importanti di operatori, produttori di device e di soluzioni mobili (come Ericsson, Google, GSM Association, Hutchison, Microsoft, Nokia, Orascom Telecom, Samsung Electronics, Syniverse, T-Mobile, Telefónica Móviles, TIM, Visa e Vodafone).

Nota
Già dai nomi si può intuire quanto importante è stata la rivoluzione del DotMobi (dot in inglese significa “punto”). La lista di cui sopra non è comprensiva di tutte le aziende che in qualche modo partecipano a questo progetto, ma rappresenta gli investor. Le aziende citate hanno dunque un seggio nel direttivo di DotMobi.

L’11 luglio del 2005 fu dunque approvato questo nuovo dominio. Tale introduzione ha rappresentato una novità di non poco conto nel mondo, a dir la verità oltremodo saturo, dei domini Internet. E ciò per vari motivi.

La creazione di una sinergia

Innanzitutto ciò è un chiaro sintomo di un’iniziativa, forse della prima, che sia davvero condivisa da nomi importanti, tesa a creare un movimento universale per lo sviluppo dell’Internet mobile. Mai prima si era riscontrata una tale convergenza di intenti sull’argomento e questa carenza è stata una delle ragioni alla base della scarsa diffusione del Web mobile negli anni passati.
La convergenza non è solo teorica: partecipando attivamente a tale iniziativa, si potrebbe quasi con certezza asserire che i produttori di device e software mobili faranno sì che i browser del futuro siano capaci di interpretare certe regole condivise. I content provider saranno quindi portati a sviluppare un tipo di contenuti visibili su quei device e, infine, gli operatori avranno più di una buona ragione per ritoccare al ribasso i prezzi della connessione permettendo la diffusione capillare del Web mobile. Una sinergia che già produce, ma dovrebbe sempre di più produrre, il vero boom del settore, la nascita di uno dei più grandi mezzi di comunicazione della storia.


Un dominio dai tratti speciali

Anche con una minima conoscenza di Internet, ognuno sa come si struttura un dominio. Dopo il www (che comunque per .mobi dovrà non essere necessario) ci sarà un nome di nostra scelta e quindi un suffisso. Questi suffissi hanno, in linea teorica, il compito di descrivere, su per giù, cosa troveremo nel sito. Esistono essenzialmente due tipi di TLD (Top Level Domain): quelli nazionali e quelli generici.

Nota
In realtà c’è anche un terzo tipo di TLD, quello infrastrutturale, ma in realtà solo .arpa può definirsi tale.

I TLD nazionali dovrebbero indicare la provenienza del sito web oppure l’utenza a cui si rivolgono (per esempio una azienda italiana che opera in Francia può avere un dominio .fr). In realtà, non è sempre così. Alcuni TLD nazionali, per la loro particolarità, non indicano praticamente più una origine geografica nel loro utilizzo reale. Si prenda il caso del TLD di Tuvalu, cioè .tv, che viene utilizzato per quei siti web di televisioni o dove ci sono contenuti perlopiù sotto forma di video. Inoltre, .eu,che dovrebbe indicare l’Unione Europea, fa pensare a un superamento del binomio stato-TLD, così come il .cat assegnato alla regione autonoma della Catalogna.

Nota
Si pensi che l’uso di .cat per indicare siti che hanno per tema i gatti (cat in inglese significa appunto “gatto”) è severamente vietato, se non in lingua catalana.

I TLD generici, invece, sono i seguenti:

  • .com
  • .net
  • .org
  • .edu
  • .gov
  • .mil
  • .int
  • .aero
  • .biz
  • .coop
  • .info
  • .museum
  • .name
  • .pro
  • .jobs
  • .travel
  • .mobi

Nota
Alcuni TLD generici sono in via di discussione (.cym, .kid, .mail, .sco, .web), altri sono stati approvati ma non ancora in funzione (.post, .asia), altri proposti, ma bocciati (.xxx, .kid, .geo). Infine .nato è stato abolito. Per una referenza completa dei TLD generici o nazionali, si veda questa pagina web.

Dalla lista appena proposta il nostro .mobi appare un dominio di grande rilevanza e innovazione. Infatti tutti gli altri indicano più o meno un settore di attività di aziende e individui: per esempio, .com dovrebbe riguardare i siti commerciali, .org le organizzazioni, .aero le compagnie aeree e così via.
Ma nessuno, tranne .mobi, ci lascia capire con quale device possiamo raggiungere al meglio un certo sito. Ed è questa la grandissima novità portata da .mobi. Un dominio del genere dovrà riferirsi a un servizio visibile con un device mobile: non si può legalmente detenere un dominio .mobi e non riferirlo a un sito web che non sia, almeno in una delle sue versioni, mobile. Viene introdotto così il binomio TLD-mezzo di comunicazione. Il fatto che .mobi sia stato approvato e sia attivo è un ulteriore segnale di come Internet sia finalmente ben disposta a farsi “svelare” o “reinventare” da telefoni cellulari, palmari e così via.
A questo punto sorge però un dubbio. Come localizzare di fatto un sito .mobi? E di cosa si occupa un sito del genere? Il suffisso in questione, da solo, non può fornire queste indicazioni. Il suffisso .com, per quanto possa sembrare il più generico dei TLD generici, nacque in teoria per servire siti web commerciali. Ma .mobi non porta con sé nemmeno questa vaga indicazione: si riferisce solo al device che si dovrà utilizzare. Possiamo concludere che .mobi è in questo senso il più speciale, ma anche il più generico dei TLD.

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