I tag HTML nel SEO: introduzione

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I tag HTML delle pagine web

Prerogativa primaria di un sito che voglia essere ben posizionato sui motori di ricerca è una buona leggibilità e una facile accessibilità. Infatti, se per qualche motivo lo spider del motore di ricerca, non riuscisse ad accedere al codice del sito, ciò implicherebbe l’impossibilità di inserire quest’ultimo nell’indice, con la conseguente probabile esclusione dalle graduatorie.
Tale funzione viene espletata, oltre che da fattori non direttamente controllabili, da alcuni tag e meta tag, porzioni di codice invisibili all’utente ma non al crawler, che definiscono non solo l’accesso dei motori di ricerca ai contenuti di un sito, ma anche la struttura e il layout della pagina web.
Per questa ragione, tale fase di progettazione va effettuata con particolare cura.
L’attenzione sui meta tag ha visto un progressivo calo in corrispondenza dell’emergere della classificazione basata sul link analyst; la diffusione dei blog e degli editor per la progettazione web (per esempio, Adobe Dreamweaver), che incorporano funzionalità di inserimento automatico dei meta tag, hanno dato un’ulteriore spinta in tal senso.
Tuttavia, la crescita d’importanza dei contenuti, emblema dell’ultima fase evolutiva del web, ha riportato i meta tag a un ruolo di grande importanza nella loro funzione di descrizione dei contenuti della pagina.
Li analizziamo qui di seguito, con l’obiettivo di stabilire alcune norme pratiche, di semplice applicabilità e sicuro successo nell’opera di ottimizzazione del codice.
meta tag sono informazioni nascoste all’interno del codice HTML studiate appositamente per fornire informazioni aggiuntive (meta-informazioni) su un documento ipertestuale. Il loro inserimento nel documento si effettua all’interno dei tag <HEAD> e </HEAD> e vanno dunque considerati parte dell’intestazione dello stesso.
La sintassi dei meta tag prevede due attributi principali (name e content, atti a definirne tipologia e proprietà). Per esempio:

<meta name="author" content="copyright ingegneri del web " />

Il ruolo dei meta tag ai fini del posizionamento è stato oggetto di dibattiti e controversie, poiché nei primi motori di ricerca questi costituivano l’unico mezzo a disposizione per descrivere i contenuti dei siti, al di fuori del contenuto visualizzabile dagli utenti.
Si tratta, quindi, di un buon modo per sintetizzare i temi trattati nella pagina web, nonché il luogo ideale ove inserire le keyword in base alle quali si vuole posizionare il proprio sito.
La facilità di utilizzo improprio di questo strumento ne ha via via svilito l’importanza e la considerazione da parte dei motori di ricerca, cosicché attualmente gli spider di Google sono impostati in modo da attribuir loro un valore vicino allo zero. L’utilizzo dei meta tag non migliora in maniera rilevante il posizionamento su Google e va aggiunto che, proprio per la ragione appena descritta, un uso scorretto e fuorviante degli stessi potrebbe causare penalizzazione o cancellazione permanente dall’indice. Ciò premesso, esistono alcuni meta tag che ricoprono ancora una funzione significativa, come vedremo nei prossimi articoli.

Nota
Esistono diversi tool per generare i meta tag utilizzati dai principali motori di ricerca, come: SEO Book e SEO Centro.

Per comprendere le sezioni che andremo a spiegare è necessario avere una certa dimestichezza con il codice HTML, in quanto mostreremo pezzi di codice che saranno esemplificativi per capire le azioni da compiere nel sorgente delle nostre pagine web.
Dobbiamo altresì precisare che tutto quello che andremo a illustrare è valido per pagine web statiche o dinamiche (.php, .jsp, .aspx ecc.), in quanto il rendering della pagina per il browser web e per gli spider risulta sempre essere semplicemente codice HTML. Tanto meglio sarà strutturato tale codice, più probabilità avremo di essere posizionati nei motori di ricerca. La struttura del nostro codice deve essere:

  • Priva di errori nel codice: molto spesso, infatti, capita di dimenticarci di chiudere tag, di utilizzare strutture HTML errate e non conformi. Per controllare che le nostre pagine web siano sintatticamente perfette, possiamo utilizzare questo tool. È bene ricordare che in Italia i siti istituzionali e della pubblica amministrazione devono essere accessibili e seguire la netiquette W3C sull’accessibilità.
  • Semplice e ben organizzata: sia l’utente, sia lo spider devono trovare facilmente le informazioni all’interno della nostra pagina. Non è consigliato utilizzare immagini di sfondo contrastanti con il testo o utilizzare tabelle annidate o tag a cascata innestati dentro altri tag. Il codice deve risultare il più pulito possibile. Questo aiuterà anche noi nell’eventuale processo di aggiornamento delle pagine.
  • Facilmente modificabile: un buon prerequisito è quello di poter aggiornare le nostre pagine web in maniera facile ed efficace. È quindi buona norma utilizzare i fogli di stile (CSS), template per organizzare la grafica del sito web e mettere istruzioni JavaScript in file esterni.
  • Leggera: per leggera intendiamo il peso in termini di byte complessivi della pagina. Infatti, Google ha da poco reso noto un brevetto in cui è illustrato come, tra i paramentri presi in considerazione per il posizionamento, vi sia il tempo di caricamento della pagina. Più veloce sarà a caricarsi, meglio sarà per noi, poiché lo spider impiegherà meno tempo nell’analizzarla e non si correrà il rischio che l’utente abbandoni la visita perché la pagina impiega troppo tempo a visualizzarsi nel browser. Quindi ottimizzare le immagini e ridurre le animazioni flash sono buone norme da seguire; le analizzeremo nei prossimi articoli.

Nota
Per scrivere pagine web pulite, accessibili e indicizzabili, è bene seguire le raccomandazioni W3C.


Autore: Marco Maltraversi – Consulente SEO – Tratto da: SEO e SEM – Edizioni FAG

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