Business con i wiki

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Collaborare è la parola d’ordine per ottenere la massimizzazione del risultato, in modo più efficiente ed efficace di qualsiasi altro metodo. Scopriamo perché in questo articolo del nostro speciale sull’e-business in cui parleremo di wiki.

Wiki

Quando le persone si organizzano in massa per creare beni, servizi e intrattenimento condiviso, creano nuove sfide e nuove opportunità. Le comunità di collaborazione come Flickr, sito Internet multilingua che permette ai propri iscritti di condividere le proprie fotografie personali con i propri conoscenti, ovunque si trovino, con la comunità di fotoamatori più grande del mondo via Internet in un ambiente web 2.0, MySpace, comunità virtuale che offre ai suoi utenti blog, profili personali, gruppi, foto, musica e video e Wikipedia rappresentano una nuova forma di collettivismo on line che sta mutando con il suo approccio le politiche sociali, ma anche le metodologie di lavoro.

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Figura 1: la home di Wikypedia, uno degli esempi di Wiki più famosi

Wiki è un sito web (o comunque una collezione di documenti ipertestuali) che permette a ciascuno dei suoi utilizzatori di aggiungere contenuti, come in un forum, ma anche di modificare i contenuti esistenti inseriti da altri utilizzatori (definizione da Wikipedia Italia).
Il software Wiki fu creato nel 1995 da Ward Cunningham, come soluzione per scrivere e discutere per le comunità web, e deve la sua popolarità soprattutto al progetto di Wikipedia.
Wikipedia è un’enciclopedia on line, multilingue, a contenuto libero, redatta in modo collaborativo da volontari e sostenuta dalla Wikimedia Foundation, un’organizzazione senza fini di lucro. Il suo modello organizzativo è una sfida radicale al business tradizionale. È basato su una fiducia amplissima verso utenti e collaboratori, con pochi controlli e senza gerarchie.
Si tratta di un collettivismo che inizia a sedurre multinazionali come IBM, con lo scopo di eliminare gli sprechi in termini di perdita di creatività e produttività a causa di organizzazioni troppo rigide.
Infatti, IBM ha lanciato due anni fa gli “internal wiki”, blog aziendali che possono essere continuamente aggiornati e che sono aperti a tutti. Come risultato, a oggi 100.000 dipendenti sono collegati a Wiki-Central, un portale simile a Myspace, che aggiorna e suggerisce nuove politiche e metodologie di vendita e produzione, contribuendo in questo modo alla riforma dell’organizzazione del lavoro.
Analogo progetto è stato avviato dall’ONU, che ha lanciato il Global Compact Office, ovvero un programma che coinvolge già 2.000 imprese, che ha l’obiettivo di raggiungere il consenso su un programma soprannazionale per la responsabilità sociale ed ecologica nelle aziende.

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Figura 2: la home della United Nations Global Compact

Collaborare sembra quindi la parola d’ordine per ottenere la massimizzazione del risultato, in modo più efficiente ed efficace di qualsiasi altro metodo a cui abbiamo assistito in precedenza, attraverso nuovi strumenti che garantiscano la conoscenza collettiva, le capacità e le risorse all’interno di una serie di reti orizzontali di partecipanti, che possano essere mobilitati per realizzare molto più di quanto può fare un’entità che agisce da sola.


Autore: Gian Carlo Manzioni e Paolo De Ritis – Tratto da: Marketing e innovazione – Edizioni FAG

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