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La stampa digitale degli scatti fotografici

La stampante

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Autore: Giuseppe Maio - Tratto dal libro: Fotografia digitale reflex edito da Edizioni FAG Milano

Scegliere una stampante

Così come nella fotografia a pellicola, anche nella fotografia digitale il sistema risulta incompleto senza chiudere il processo con una stampa su carta. La fotografia digitale estende le possibilità di maggiore flessibilità permettendo di stampare su carta fotografica attraverso i tradizionali processi chimici offerti dai laboratori di stampa professionale oppure attraverso la scelta di una delle numerose tecnologie di stampa oggi disponibili, da preferire in base ai costi ed alle qualità ricercate. Non esiste infatti un metodo univoco di stampa ideale, in grado di soddisfare le esigenze di qualità e costi di tutti. Si sceglierà di stampare in laboratorio per mantenere il tipico aspetto fotografico; si stamperà con una stampante laser per impieghi da ufficio o per cataloghi di piccola tiratura su carta comune; si stamperà su una stampante a sublimazione per formati ridotti oppure con una a getto per la massima versatilità nella scelta del formato e del supporto carta, oltre a disporre di un’ampia scelta di inchiostri che permettono di raggiungere elevati risultati qualitativi.

Stampanti laser

Le stampanti laser, nate originariamente come le fotocopiatrici per stampe di testo e grafici in bianconero ed evolutesi nel tempo per stampe anche di immagini a colori, esistono sul mercato da molto tempo ma solo di recente sono scese di prezzo, anche se restano notevolmente più costose rispetto alla più economica tecnologia a getto d’inchiostro. Costituiscono certamente il mezzo che permette di stampare velocemente su carta comune con il minor costo per copia, ma i risultati qualitativi non si potranno neanche lontanamente paragonare a quelli ottenuti con la stampa fotografica, anche in bianconero. Non permettono di stampare su carta patinata e non producono un’immagine a vero tono continuo, anche se la retinatura di trama risulta molto piccola. Le stampanti laser costituiscono dunque un’ottima scelta per stampe aziendali e per la produzione di considerevoli quantità di documenti a colori, magari da rilegare come alternativa ai cataloghi divulgativi non stampabili con la tecnica tipografica CMYK, che offre prezzi competitivi abbinati esclusivamente a quantitativi davvero elevati.

 

Stampanti a sublimazione di colore

Le stampanti a sublimazione di colore prendono il nome dal processo fisico che permette la conversione di un solido in gas senza passare attraverso lo stato liquido. Un esempio è stato il ghiaccio secco, che sublima a temperatura ambiente sciogliendosi da un blocco solido e diventando vapore senza passare dallo stato liquido. Il funzionamento delle stampanti a sublimazione consiste quindi nel far aderire il colorante solido, depositato su una pellicola “ribbon”, su una carta speciale. Il trasferimento, normalmente in diverse fasi attraverso i tre coloranti della sintesi sottrattiva ciano, magenta e giallo, avviene grazie al passaggio della pellicola colorata su una testina termica, che scalda ogni singolo pixel di immagine da trasferire sul supporto carta. Molti modelli aggiungono anche un quarto passaggio per il trasferimento di una pellicola di protezione all’ultravioletto, per attenuare il decadimento dei colori della stampa nel tempo. Le stampanti a sublimazione offrono una vera stampa a tono continuo, anche se questa stessa caratteristica di fluidità e morbidezza rende difficile la riproduzione di contorni molto netti di fini dettagli. La tecnologia di stampa a sublimazione non può stampare su carta comune e richiede le pellicole colore della specifica marca, rendendo a oggi le stampe particolarmente onerose. Questa tecnologia, comunque più lenta di quella laser, intende offrire un’alternativa alle getto d’inchiostro, anche se potrebbe eventualmente competere con queste sui soli formati cartolina tipo 10x15.

 

Le stampanti a getto d’inchiostro

Le stampanti a getto d’inchiostro costituiscono certamente la soluzione ideale per la fotografia, sia a colori sia in bianconero, attraverso le numerose innovazioni introdotte e dedicate a ogni esigenza. Tra le numerose offerte sul mercato è bene orientarsi su quelle esplicitamente dedicate alla fotografia digitale, che di fatto potranno adempiere ai normali compiti da ufficio, ma nel contempo garantire anche la qualità cromatica e le prestazioni in risoluzione necessarie alle esigenze fotografiche. Le stampanti a getto d’inchiostro offrono inoltre interessanti potenzialità di stampa su lucidi per ottenere da questi intriganti soluzioni, da utilizzare in abbinamento alla stampa chimica bianconero da camera oscura. La tecnologia a getto d’inchiostro consiste a grandi linee nello spruzzare, sui supporti carta di diversa natura, microscopiche particelle di inchiostro, talmente piccole con le stampanti a elevata risoluzione da risultare indistinguibili all’occhio, anche attraverso una visione ravvicinata.
Le stampanti a getto d’inchiostro dedicate alla stampa fotografica supportano una gamma cromatica più estesa di quella offerta dalle stampanti laser, possono produrre stampe più nitide e sature rispetto a quelle a sublimazione e possono stampare su molti più tipi di supporto carta e in alcuni casi anche su tela. Spesso risultano anche più veloci di quelle a sublimazione, potendo “pennellare” a colori il supporto in un unico passaggio. Le stampanti a getto d’inchiostro sono certamente più economiche delle laser o di quelle a sublimazione e il costo di una singola stampa varia in base alla qualità richiesta e all’abbinamento tra la carta e gli inchiostri adottati. Sebbene le stampanti a getto d’inchiostro offrano la possibilità di scegliere tra inchiostri e supporti, è bene sapere che variandoli si alterano le qualità offerte dal produttore, che ha calibrato con precisione gli inchiostri, le prestazioni delle testine e l’assorbimento carta attraverso il pilotaggio driver. Le stampanti a getto d’inchiostro possono essere tendenzialmente suddivise in tre categorie: stampanti in quadricromia, quadricromia estesa e in esacromia.
Le prime usano gli stessi quattro colori utilizzati nella stampa tipografica e quindi cyan, magenta, giallo e nero, le seconde aggiungono due colori intermedi, cyan e magenta, per rendere più fluide le transazioni medie, in modo da produrre toni chiari più morbidi e toni scuri rafforzati.
Le stampanti con tecnica colore a esacromia aggiungono altri due colori, per estendere la gamma colore in tutte le sue saturazioni.


Figura 2: una stampante fotografica

Normalmente, le stampanti a getto di inchiostro distribuiscono sulla carta le goccioline di inchiostro in quantità maggiore o minore, così da ottenere l’effetto chiaroscuro che produce i vari passaggi di tono. Nei dispositivi con tecnologia inkjet piezo (stampanti Epson o plotter Roland, che montano testine Epson) è possibile variare, oltre alla distribuzione delle goccioline, anche la loro dimensione e ottenere sfumature ancora più morbide.

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