Gli strumenti per il testo
Photoshop venne dotato di adeguati parametri per la gestione del testo con un certo ritardo rispetto ad altri applicativi di grafica, e per lungo tempo è stato ritenuto scadente non soltanto per la gestione ma anche per l’output.
Personalmente non credo che questo allora fosse troppo problematico. Photoshop alla fine (anzi, da come stanno ora le cose sarebbe più giusto dire “all’inizio”) è un programma per il ritocco delle immagini e il testo non era certo una delle sue priorità; nei tempi in cui le prestazioni dei computer erano limitate, i programmatori giustamente si impegnavano nell’ottimizzare le prestazioni per le attività legate al fotoritocco piuttosto che alla composizione grafica. A ogni modo, il concetto di testo modificabile (con quasi tutte le formattazioni di carattere e paragrafo che abbiamo ancora oggi) è stato inserito nel lontano 1999 con Photoshop 5.5, mentre per la qualità “vettoriale” bisognerà aspettare la versione 7. Da allora di tempo ne è passato e vale la pena approfondire la questione (generalmente glissata dai manuali di Photoshop per la fotografia per comprensibili ragioni).
Attenzione! Il fatto che la gestione del testo sia quasi completamente uguale a quella che troviamo, per esempio, in Illustrator, non vuol dire che Photoshop si possa equiparare a un programma di impaginazione.
Se il testo è integrato all’interno dell’immagine, magari con mascherature più o meno complesse, effetti articolati o cose del genere, allora sicuramente Photoshop ha diverse marce in più rispetto a un qualsiasi software di impaginazione; c’è anche da dire che la funzione del testo in questo caso assume sfumature più figurative che informative.

Figura 1: testo titolazione illustrata
Se desiderate un testo dai contorni perfetti, vettoriali nella fattispecie, anche e soprattutto in fase di output, dovete prestare attenzione al formato di salvataggio che viene scelto: per esempio, se salvate il documento in TIFF, il vostro testo verrà inevitabilmente rasterizzato alla risoluzione che avete impostato nella finestra Immagine > Dimensione Immagine; se invece scegliete PDF o EPS (un formato non più molto consigliabile per svariati motivi, ma in questo caso senza controindicazioni), il testo conserva le sue informazioni vettoriali e vengono rispettate in fase di stampa.

Figura 2: differenza tra testo vettoriale e testo bitmap
I controlli di testo in Photoshop sono piuttosto completi e articolati, ma non sono esattamente “rapidi”. In altre parole, più testo scrivete e più aumentano i motivi per usare un software di impaginazione vero e proprio, pena il rallentamento progressivo e inesorabile di tutte le operazioni di formattazione.
In sintesi: se state progettando un biglietto di invito, piccole locandine, pieghevoli a 2 o 3 ante, oppure titolazioni molto effettate che si integrano con l’immagine (o le immagini) di sfondo, allora Photoshop è un buon strumento; se invece dovete inserire diverse righe di testo, programmi come Indesign sono decisamente più indicati (anche Illustrator non è particolarmente indicato per testi lunghi e, contrariamente a quanto ci si possa aspettare, il motore di testo è identico a quello di Photoshop, non a quello di Indesign).
Creare blocchi di testo
Molti di coloro che usano Photoshop da anni usano lo strumento Testo semplicemente facendo clic sul documento e iniziando a scrivere. Niente da ridire: questo funziona, ma se avete bisogno di più righe di testo (e di formattarle come paragrafo), la procedura del clic singolo è un disastro, perché costringe ad andare a caporiga in maniera manuale, usando il tasto Invio.
L’alternativa è creare un blocco di testo: quindi fate clic e trascinate sul foglio per delimitare l’area che dovrà essere riempita con il testo desiderato.

Figura 3: il numero 1 è una cornice di testo paragrafo, mentre il numero 2 è un testo indipendente. L’aspetto può essere lo stesso, ma le regole nei due casi sono molto diverse
Tale area è ridimensionabile a piacere e non intaccherà le dimensioni o le proporzioni del testo al suo interno.
Quando avete terminato l’inserimento del testo, confermate l’immissione premendo il tasto Invio del tastierino numerico (quello in basso a destra) oppure fate Ctrl/ Command Invio o, ancora, fate clic sul pulsante nella barra delle opzioni con il simbolo della V di spunta.
Il tasto Invio da solo indica l’interruzione di paragrafo, cioè manda a capo e segna l’inizio di un nuovo paragrafo. Abbinando anche il tasto Maiusc, andate a capo con una interruzione di riga forzata, cioè indicate al programma di andare a capo ma di non considerare finito il paragrafo.
Questa differenza, in apparenza sottile e inutile, in realtà prende significato, e ne prende molto, quando si utilizzano le opzioni presenti nel pannello Paragrafo. Nelle prossime pagine vedremo qualche esempio. Per annullare l’immissione di testo premete Esc oppure il pulsante con il divieto di sosta nella barra delle opzioni, in alto a destra.
Modificare i livelli di testo
Ogni immissione di testo genera automaticamente un livello nuovo con caratteristiche proprie, identificato nel pannello Livelli con una lettera T al posto della miniatura con anteprima.
Una volta creato, ci sono diversi modi per modificarlo, sia che si tratti di un testo indipendente (fatto con un clic) sia che si tratti di un testo paragrafo (fatto con clic e trascinamento):
- fate doppio clic sulla miniatura del testo nel pannello Livelli, ma attenzione a dove fate doppio clic: sopra il nome del livello editerete il nome stesso e in altre parti adiacenti aprirete la finestra di dialogo Stile livello;
- prendete lo strumento Testo e fate clic sopra al testo da modificare; se avete agito correttamente, vedrete il cursore di immissione lampeggiare esattamente dove vi serve; diversamente verrà creato un nuovo livello di testo (premete Esc per cancellare il nuovo livello e riprovate);
- quando il livello di testo è selezionato nel pannello Livelli e state usando lo strumento Testo, fate clic con il tasto destro sopra il testo stesso e dal menu contestuale selezionate Modifica testo.
Fintanto che uno o più livelli di testo sono attivi nel pannello Livelli e state usando lo strumento Testo, potete usare la barra delle opzioni, il pannello Carattere o il pannello Paragrafo per applicare formattazioni di vario genere al blocco di testo per intero, senza bisogno di selezionare manualmente i caratteri al suo interno.
Rasterizzare o non rasterizzare?
Dato che i livelli di testo hanno natura vettoriale (esattamente come nei livelli forma), non si può intervenire con pennelli o filtri o qualsiasi altro tipo di attività che ha a che fare con la modifica diretta dei pixel.
Se avete bisogno di farlo, è necessario rasterizzarlo (convertire in pixel) selezionando la voce Livello > Testo > Rasterizza.
Per conservare la massima qualità possibile, è opportuno applicare tutte le trasformazioni e gli effetti di livello che ci servono prima della rasterizzazione; altrimenti rischiamo di “sgranare” o “pixellare” l’immagine a causa delle continue interpolazioni.
Nota
“Sgranare” è un termine che in realtà ha ben poco a che fare con l’immagine digitale: è stato preso in prestito dalla fotografia tradizionale e più precisamente dall’operazione di ingrandimento, che metteva in mostra la grana della pellicola. Dato che l’immagine digitale è composta da pixel, il termine più adatto sarebbe qualche neologismo tipo “pixellare”, ma è ormai di uso comune utilizzare ugualmente “sgranare”.
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