Le selezioni
Dal momento che lavorate con Photoshop, la pressoché totalità delle vostre elaborazioni si riconduce all'ambito dei pixel e in minima parte all'ambito vettoriale (se le proporzioni fossero sbilanciate verso l'uso dei vettori, sarebbe il caso che riconsideraste l'utilizzo che ne fate, dato che Photoshop non è né un programma di impaginazione, né un programma orientato agli oggetti, cioè vettoriale).
Tutto ciò che viene fatto su un'immagine o, in generale, in un documento richiede di solito una selezione, sia che si tratti di specifiche aree dell'immagine, sia che si tratti di determinati intervalli tonali o livelli specifici (per esempio livelli di forma o livelli di testo). Potete selezionare su quali parti dell'immagine desiderate intervenire utilizzando gli appositi strumenti oppure, da queste selezioni, potete creare dei canali o delle maschere; se ci pensate bene, se non ci fosse la possibilità di circoscrivere un particolare ambito operativo, non sarebbe possibile fare praticamente niente.
Per questi e altri motivi, le selezioni sono uno degli argomenti più importanti di tutto l'applicativo e la loro comprensione diventa indispensabile e basilare per arrivare poi alle funzioni più avanzate.
Prima di iniziare è bene affrontare un concetto importante: l'anti-alias.
Questa opzione è disponibile in tutti gli strumenti di selezione, a parte quella rettangolare, e può essere attivata o disattivata a piacere; tutte le selezioni che verranno create dopo aver agito su quella casella ne verranno influenzate.
L'anti-alias, di fatto, cerca di compensare un difetto inevitabile e intrinseco nella natura stessa dell'immagine digitale: la composizione a pixel.
Dato che i pixel sono squadrati, qualsiasi linea diversa non orizzontale o verticale dovrà essere approssimata da più o meno vistose scalettature, visto che i pixel non possono essere ruotati per farci un favore; l'anti-alias smussa i bordi scalettati creando una lieve sfumatura tra i pixel del bordo e i pixel dello sfondo, dando l'impressione di una transizione morbida e armonica.
Per motivi di natura pratica ed estetica, il mio consiglio è di tenere questa casella sempre spuntata, quindi attiva, altrimenti le selezioni che ne derivano avranno i contorni seghettati; qualora si rivelasse necessario disabilitarla, probabilmente avrete anche le competenze per poterlo fare con cognizione di causa.

Figura 1: gli strumenti di selezione possono aiutarci a isolare le aree di intervento, ma ogni situazione richiede lo strumento adeguato. Il soggetto iniziale scontornato con il semplice uso della bacchetta magica presenta evidenti e inevitabili seghettature
Quando è che una selezione può definirsi ottimale?
La risposta è immediata: selezioni ottimali sono rapide da realizzare, semplici da gestire, e soprattutto, estremamente precise e adatte alla situazione.
A volte non possono coesistere tutti questi attributi, perché alcune selezioni sono tutto fuorché semplici o facili da realizzare; tuttavia, la caratteristica più importante è la precisione, senza la quale nessun lavoro potrebbe andare avanti.
Esistono diverse tipologie di selezione e ognuna di esse richiede l'uso di strumenti specifici, magari in combinazione con opportuni tasti modificatori che, una volta imparati, vi aiuteranno moltissimo in ogni occasione; a ogni modo, possiamo riconoscere una selezione generica perché i suoi contorni sono visualizzati con dei trattini bianchi e neri animati, quelli che in inglese vengono definiti "formiche in marcia" (ah… se non ci fosse l'inglese...).
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