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La risoluzione e la profondità colore in Photoshop CS3

Metodi di interpolazione

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Autore: Tiziano Fruet - Tratto dal libro: Photoshop Guida all'uso edita da Edizioni FAG Milano

L’interpolazione

Fatte queste considerazioni, è necessario che vi metta in guardia da un pensiero malsano che a volte passa per la mente dei più smaliziati: “se devo stampare più grande sempre a un’alta risoluzione, allora ingrandisco l’immagine con Photoshop che tanto ci riesce”.
Questa però è fantascienza, per il semplice fatto che Photoshop non ha alcuna possibilità di immaginare i dettagli che non sono già presenti nell’immagine di partenza.
Ciò che fanno vedere nei film di 007, dove scattano con un telefonino (notoriamente di ultima generazione al momento dell’uscita del film) da distanze anche oltre i 50 metri e acquisiscono immagini nitide con ogni genere di dettaglio, è chiaramente impossibile. Anche gli ingrandimenti delle telecamere a circuito chiuso in tanti film d’azione hanno dell’assurdo, “Jack, fammi uno zoom di quel dettaglio vicino all’orecchio del secondo passante sulla sinistra, quello dopo l’incrocio prima dell’ambulanza… ecco, di più… di più… ecco: quel microchip sul lobo è la prova che cercavamo”.
Nella realtà non funziona così, per cui tenetevi stretti i pixel nativi perché sono le uniche informazioni di cui potete disporre.
Qualsiasi variazione di dimensioni applicata a un’immagine opera secondo processi di interpolazione, ovvero vengono aggiunti o tolti pixel. Esistono diversi metodi di interpolazione (o ricampionamento) come il bicubico, il bilineare e il vicino più prossimo, ma nemmeno quelli utilizzati dalla NASA possono inventarsi i dettagli che mancano all’immagine iniziale.
Aprendo la finestra Dimensione Immagine, selezionando dal menu Immagine (Image) l'opzione Dimensione immagine... (Image Size...), potete scegliere, nella parte in basso, i diversi metodi di ricampionamento da utilizzare per i vostri ingrandimenti (o riduzioni); oltre a quelli accennati poc’anzi troverete il bicubico più morbido e il bicubico più nitido.


Figura 6: Dalla finestra Dimensione immagine potete scegliere quale interpolazione adottare, bicubico è il più versatile

Nella maggior parte dei casi l’impostazione di default (bicubico) andrà più che bene. Occasionalmente potreste optare per le sue due varianti, che danno risultati migliori in caso di forti ingrandimenti (bicubico più morbido) e forti riduzioni (bicubico più nitido), mentre i restanti due metodi sono pressoché inutilizzati (a parte rarissime eccezioni che non tratteremo in questa sede).
Quando deselezionate la casella di spunta Interpolazione Photoshop porrà automaticamente un vincolo alle dimensioni in cm e alla risoluzione, mantenendo fisse le dimensioni in pixel iniziali (che infatti risultano in questo caso non modificabili); questa situazione è quella di cui abbiamo parlato nel paragrafo dedicato alla stampa.

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