La relazione tra dimensioni e risoluzione
La corretta relazione tra dimensioni e risoluzione può influire pesantemente sulla riuscita o l’insuccesso di un lavoro al momento dell’output, quello che cioè concretizza su una stampa o a video il frutto del vostro lavoro. Da un altro punto di vista le dimensioni giuste sono importanti anche se si sta semplicemente provando qualche effetto speciale, per il solo gusto di sperimentare. Sovente mi capita di vedere studenti che vorrebbero vedere rapidamente il risultato dell’applicazione di qualche filtro, ma che a causa di documenti dalle dimensioni spropositate perdono letteralmente ore nell’attesa, a volte anche con risultati diversi da ciò che si aspettavano, proprio per le dimensioni eccessive.
La logica raster e la visualizzazione
Ogni immagine digitale aperta in Photoshop (quanto segue vale, comunque, per qualsiasi cosa venga rappresentata su un display o un monitor) è composta da pixel, da poche centinaia fino a svariati milioni. Più si procede con l’ingrandimento di un’immagine, più diventano visibili questi elementi (pixel = picture element, ossia il più piccolo elemento costituente un’immagine digitale) e lo zoom massimo consentito in Photoshop, 6400%, è molto di più di quanto realmente serva nella quotidianità (i latini, profondi utilizzatori di Photoshop, dicevano melius abundare quam deficere, ovvero “meglio abbondare che scarseggiare”, ma questa logica nella grafica digitale non è sempre valida, anzi, per questo motivo la lingua latina non ha trovato molta diffusione tra i grafici…).

Figura 1: Un esempio di immagine digitale ingrandita per visualizzare i suoi elementi costitutivi
Fintanto che si opera su un display o un monitor l’unica unità di misura con cui è importante relazionarsi è proprio il pixel. Infatti, se pensate alle fotocamere digitali una delle informazioni circa la bontà del sensore di acquisizione è il numero di pixel che è in grado di catturare (per esempio 10 Megapixel, ossia 10 milioni di pixel). Il video, a sua volta composto da pixel, mostra le immagini mettendo in relazione il pixel della foto con il pixel dello schermo, e a seconda di questa relazione ciò che vedremo a video sarà una rappresentazione più o meno fedele dell’immagine di partenza. La condizione di visibilità ottimale è quella denominata a pixel reali, a indicare che ogni pixel della foto è rappresentato esattamente da un corrispondente pixel sullo schermo, ed è ciò che si verifica con uno zoom del 100%.

Figura 2: La modalità di visualizzazione al 100% di zoom è detta "a pixel reali" ed è l’unica che permette una corrispondenza biunivoca tra l’immagine e lo schermo
Quando invece si usano fattori di zoom diversi dal 100% si incorre in quella che viene definita interpolazione video, cioè si cerca di trovare un compromesso tra le dimensioni dei pixel, per esempio del monitor, le cui dimensioni fisiche sono fisse, non cambiano da un momento all’altro, e le dimensioni dei pixel dell’immagine, che possono variare a seconda dell’ingrandimento o della riduzione.
Questo è perfettamente logico dal momento che il pixel è un’unità di misura adimensionale, ossia senza una dimensione precisa, ma questa affermazione presa da sola sicuramente non vi sarà molto d’aiuto. Fate una prova: aprite una qualsiasi immagine, selezionando dal menu File l'opzione Apri (Open), e osservate qual è il valore percentuale che appare nella barra del titolo. Se è composta da pochi pixel, anche su un monitor da 15” un po’ datato è molto probabile che quel numero sia 100%.
Al contrario, se i pixel sono “tanti”, e ormai anche le fotocamere compatte di fascia consumer offrono scatti da 5 o 6 Megapixel come fossero noccioline, quel numero potrebbe essere diverso, per esempio 66,6%, 50%, 33,3% e così via.
A uno qualsiasi di questi fattori di zoom (tranne il 100%) il monitor deve cercare di essere accomodante, visto che i suoi pixel non possono essere frazionati; pertanto, al 50% un pixel del monitor deve fare le veci di un quadrato formato da 4 pixel sull’immagine, al 25% questo quadrato sarà di 16 pixel (4x4) e così via. Nel caso dell’ingrandimento la dimostrazione è più semplice. Usando lo strumento Zoom (Zoom Tool) e facendo clic sul documento, oppure cambiando il valore nella barra di stato del documento in basso a sinistra, vedrete che i pixel dell’immagine si ingrandiscono fino a diventare dei quadrati di dimensioni piuttosto cospicue.
In effetti, al 200% i pixel dell’immagine sono grandi il doppio, quindi ci vorranno quattro pixel sul monitor (2x2) per visualizzarne uno dell’immagine, e al fattore di zoom massimo di 6400% il pixel della nostra foto sarà grande sul monitor quanto un’area composta da 64x64 pixel, cioè 4096 pixel. Fino qui dovrebbe essere tutto chiaro: ci si potrebbe anche chiedere come mai ci si stia concentrando così tanto su una questione apparentemente così banale.
I motivi di questa circostanziata introduzione sono molteplici. Tra di essi vi è anche la sorpresa che provo quando alcune persone mi dicono: “nell’immagine che mi hai mandato si vedono i pixel, la definizione è bassa!”, e io: “scusa, ma a che fattore di ingrandimento la stai guardando?”, l’altro: “al 6400%”. Certa gente dovrebbe parlare latino…
Tornando comunque a un aspetto che ora ci interessa di più, la situazione diventa articolata nel momento in cui i fattori di zoom sono diversi da queste dimensioni, diciamo, quadrate (cioè 100%, 50%, 25%, 12,5%). Se usate altri fattori di zoom predefiniti, come 66,67% o 33,33%, vedrete che diversi dettagli risultano quasi seghettati, e ciò che prima era di buona qualità ora può sembrare rovinato.
La situazione peggiora quando i numeri di percentuale sono oltremodo “strani”, come per esempio 39,3% o 77,51 e così via, dove le linee diagonali o curve sembrano persino essere spezzettate.

Figura 3: la stessa immagine visualizzata a fattori di zoom "rischiosi" comparata alla visualizzazione a pixel reali.
Gli artefatti di interpolazione video sono evidenti
In queste situazioni, infatti, la scheda grafica cerca di usare i pixel di cui dispone (quelli sul monitor) per la rappresentazione della nostra immagine, in cui i pixel richiederebbero però un frazionamento. Per esempio, al 33,3% un pixel a video deve rappresentarne circa 3 presenti sull’immagine e, dato che non è possibile dividere ulteriormente il pixel dello schermo, bisogna fare una media dei 3 pixel iniziali con tutte le approssimazioni che ne derivano.
Occasionalmente capita di non prestare attenzione al fattore di zoom che si sta utilizzando, e di ipotizzare interventi correttivi su aree dove in realtà non ce ne sarebbe bisogno, solo perché i dettagli non sono visualizzati correttamente a causa di questa interpolazione, e il rischio di cominciare dei lavori che poi risultano inutili, o peggio dannosi, è sempre presente. Ricordate sempre: se volete avere una visione di insieme fate zoom finché il display lo richiede, ma se dovete analizzare l’immagine per quella che è l’unico fattore di zoom da usare è il 100%.
Inoltre, sia che vi vogliate dedicare al fotoritocco sia che vi piaccia giocare con i filtri e gli effetti speciali, tenete sempre a mente che sottovalutare le dimensioni porta a uno spreco di tempo e a risultati di qualità inferiore. I documenti troppo piccoli, come molte immagini reperibili sul Web, non possono essere stampati con soddisfazione, e magari anche a video hanno troppo pochi pixel per definire i dettagli che vi interessano; invece, documenti troppo grandi richiedono tempi lunghi di elaborazione e non si possono visualizzare per intero sul monitor, a meno di non impostare zoom molto piccoli (12,5% o inferiori) o di utilizzare display molto grandi e costosi (e a volte non bastano nemmeno queste premesse).
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