I riempimenti veloci
Quando prima ho parlato dell'inutilità dello strumento Secchiello, molti di voi si saranno chiesti perché. La risposta è rapida e indolore: per il 99,9% dei casi viene usato solo per riempire delle aree selezionate o dei livelli interi e nel caso (rischioso) in cui ci si trovi direttamente su un'immagine si rischiano campiture disomogenee a causa della tolleranza dello strumento (analoga a quella della Bacchetta magica).
Per questo motivo è meglio evitare rischi usando direttamente due combinazioni da tastiera: Alt + Backspace per riempire con il colore di primo piano; Ctrl (o Mela) + Backspace per riempire con il colore di sfondo.
Per i temerari c'è anche Maiusc + Backspace, che accede direttamente alla finestra di dialogo Riempi del menu Modifica.
In Photoshop CS5 è stata introdotta una nuova voce nel menu a tendina di quest'ultima finestra di dialogo, il Riempimento sensibile al contenuto, di cui abbiamo parlato nell'articolo "Riempi in base al contenuto in Photoshop CS5", e che serve a ricostruire porzioni di fotografia con un avanzato algoritmo di calcolo che ha del miracoloso.
I riempimenti sfumati
Photoshop è il software Adobe che tra tutti fornisce più varianti per lo strumento Sfumatura e le tipologie che analizzeremo nelle righe che seguono si ritrovano anche nei livelli di riempimento sfumato e negli effetti di livello.
Lo strumento è di facile utilizzo: una volta selezionato, basta portarsi sul documento, fare clic con il mouse in un punto e trascinare il puntatore (con il tasto premuto) in un'altra regione del documento.
Il punto iniziale serve a definire il punto da cui parte la sfumatura; il punto in cui rilasciamo è il termine della sfumatura; il segmento che unisce i due punti determina l'ampiezza e la direzione della sfumatura.
Naturalmente, a seconda del tipo di sfumatura, questa spiegazione sommaria può subire delle variazioni, ma si tratta comunque di comportamenti logici, legati alla diversa natura grafica di ciò che viene creato.
Le cinque tipologie di sfumatura sono: Lineare, Radiale, Angolare, Riflessa e Rombi.

Figura 6: la sfumatura lineare

Figura 7: la sfumatura radiale

Figura 8: la sfumatura angolare

Figura 9: la sfumatura riflessa

Figura 10: la sfumatura a rombi
Una semplice sfumatura standard da bianco a nero (o da primo piano a sfondo con i colori di default) è sufficiente per farsi un'idea di massima, ma le icone sui pulsanti sono sufficientemente chiare in questo senso.
L'Editore Sfumatura
Facendo clic sulla sfumatura nella barra delle opzioni in alto, si accede all'Editore sfumatura oppure, facendo clic sul piccolo triangolo a fianco, si accede all'elenco dei gradienti disponibili. Lo stesso elenco è chiaramente disponibile anche all'interno dell'editore, per cui ci concentreremo maggiormente su quello, dove possiamo modificare posizione, numero dei colori e caratteristiche di trasparenza di ognuno di essi.
Quando selezionate uno dei gradienti a disposizione nel riquadro dei Predefiniti viene aggiornata la visualizzazione della sfumatura nella parte bassa dell'Editore sfumatura, in modo da poter intervenire sui parametri che la definiscono: gli indicatori nella parte bassa impostano i colori mentre quelli nella parte alta impostano i valori di trasparenza.
Facendo clic su ciascuno di essi, possiamo variare la posizione percentuale rispetto all'intero gradiente e i parametri di opacità o di colorazione, mentre facendo clic dove non esistono indicatori ne creeremo di nuovi da poter poi personalizzare a piacere (trascinate tenendo premuto il tasto Alt se volete duplicare un interruttore conservandone le caratteristiche).
Anche il piccolo simbolo romboidale che appare tra due indicatori è importante: grazie a esso possiamo spostare il punto medio di incontro dei due indicatori e creare transizioni personalizzate.

Figura 11: la finestra di dialogo dell'Editore sfumatura: per aggiungere una sfumatura è possibile anche fare clic in uno spazio vuoto nell'area dei predefiniti
Quando avete terminato di personalizzare la vostra sfumatura non dimenticate di fare clic sul pulsante Nuovo, solo in questo modo diventerà disponibile tra i predefiniti; usate inoltre il pulsante Salva… per salvare l'intero set di sfumature che si trova nei predefiniti, magari eliminando quelle standard che si trovano già tra la dotazione del software. A proposito delle dotazioni standard: dal piccolo pulsante della sezione Predefiniti (quello con il triangolino nero al centro) potete richiamare altre librerie di sfumature dagli effetti molto interessanti, come Metalli, Spettri, Effetti speciali e altre ancora. Non che le restanti siano di bassa qualità, tutt'altro, ma data la natura di questa pubblicazione (più grafica che fotografica) mi preme maggiormente sottolineare prima le soluzioni più fantasiose. Per il pubblico fotografico segnalo l'introduzione di un gradiente denominato Densità neutra, adatto a simulare il filtro fotografico omonimo e scurire la porzione sovraesposta di una foto senza alterare il resto (sono chiamati neutri perché tutte le componenti della luce vengono filtrate in egual misura, evitando dominanze cromatiche nelle foto).
Utilizzi interessanti delle sfumature e spunti operativi
Mentre alcuni comportamenti con sfumature semplici (tipo da bianco a nero) sono facilmente prevedibili o persino identici a quelli esemplificati dai cinque pulsanti, altri sono decisamente più interessanti: selezionate il gradiente Strisce trasparenti o Spettro (sono presenti nel set di default) e osservate quali risultati si ottengono variando le cinque tipologie di sfumatura disponibili.
Attingendo poi alle librerie aggiuntive, troverete a mio avviso stuzzicante fare dei tentativi con i gradienti Arcobaleno di Russel e Strisce grigie nel set Effetti Speciali, specialmente se dopo i primi trascinamenti cominciate a cambiare anche i metodi di fusione dello Strumento Sfumatura, per esempio in Scurisci o Sovrapponi.
Un'altra opzione che vi invito a provare è presente nel menu a tendina Tipo sfumatura: invece di Omogeneo provate la modalità Disturbo e vedrete che la parte bassa della finestra cambierà completamente aspetto offrendo opzioni altrimenti non possibili.
Dal menu a tendina Metodo colore potete scegliere tra RGB, HSB (Hue, Saturation e Brightness cioè Tonalità, Saturazione e Brillanza) e LAB, da cui cambieranno anche i cursori immediatamente sottostanti.
Sulla destra troverete due caselle di spunta: Limita colori e Aggiungi trasparenza. Limita colori cercherà di evitare la supersaturazione dei colori e provvederà quindi a "spegnerne l'intensità"; Aggiungi trasparenza aggiungerà alla casualità di alternanza cromatica anche quella dell'opacità.

Figura 12: composizione di più sfumature combinate con i metodi di fusione
|