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Scopriamo Camera RAW di Adobe Photoshop CS3

Cosa sono e perché usare i formati RAW

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Autore: Tiziano Fruet - Tratto dal libro: Photoshop La tua prima guida edita da Edizioni FAG Milano
Il formato di file RAW, di cui si sente così tanto parlare nell’ambito della fotografia digitale di fascia alta, non è altro che un insieme di dati non formattati; un file RAW, infatti, contiene semplicemente i valori di luminosità acquisiti dal sensore. In questo articolo vi spiegheremo i vantaggi e gli svantaggi di questo formato, la proposta di Adobe con il suo formato DNG (Digital Negative) ma soprattutto vi mostreremo come manipolarli con Camera RAW di Photoshop CS3.

Il RAW, questo sconosciuto…

Ci sono molteplici varianti di file RAW, dipendenti dalla marca e/o dal modello della fotocamera, e ognuna di esse può avere estensioni differenti (come .crw, .cr2, .nef ecc..) o caratteristiche speciali incompatibili con le altre.
Di fatto il RAW non è uno standard, rappresenta più che altro una tipologia di file, ed è per questo che è necessario aggiornare di volta in volta le librerie di traduzione di Camera RAW, il plug-in di Photoshop che gestisce i diversi formati RAW, così da poter interpretare correttamente anche i file provenienti dalle fotocamere più recenti.
Proprio a causa del fatto che non esisteva uno standard, nel 2004 Adobe introdusse un tipo di file aperto con l’intento di uniformare questa miriade di formati diversi: il DNG (digital negative) di cui abbiamo parlato nell'articolo "DNG: cos'è il negativo digitale".
Dato che le continue innovazioni delle fotocamere digitali già hanno creato alcune discrepanze tra i formati RAW più datati e quelli più attuali, la conversione in DNG riesce in parte a sopperire permettendo il recupero di archivi RAW vecchi di diversi anni.
In questo modo si riesce ad assicurare nel corso degli anni un formato leggibile con le applicazioni a venire, mantenendosi all’interno di determinati criteri che garantiscano le qualità di tutti i file RAW e il relativo utilizzo.

Perché usare il RAW

Le fotocamere che salvano nel formato RAW registrano dati che non sono ancora immagini, fintanto che non vengono aperte e processate, per esempio, in Camera RAW, visibile in figura 1.


Figura 1: la tipica finestra di dialogo che si presenta all'apertura di Camera RAW

Quando invece si salvano le proprie foto in JPEG (quasi sempre) o in TIFF (ormai molto raramente), la fotocamera restituisce immediatamente delle immagini già processate in modo più o meno automatico.
Il primo vantaggio è che il file RAW, in questo modo, non viene mai sovrascritto, dato che Camera RAW funziona da camera di sviluppo (o camera oscura digitale, se preferite) e le informazioni riguardanti le regolazioni tonali o cromatiche che vengono effettuate sull’immagine sono salvate in un file collaterale XMP, lasciando integro il RAW di partenza.
Il secondo vantaggio è dato dalla quantità di dati che il RAW può contenere: rispetto al JPEG, infatti, può arrivare a 16 bit di informazioni per canale, che tradotto in soldoni significa poter gestire immagini con 65.536 gradazioni per canale al posto delle consuete 256 (delle immagini a 8 bit per canale).
Se nelle immagini a 8 bit il numero totale di colori possibili arriva a 16,7 milioni circa, che di per sé sembra già un numero elevatissimo, considerate che le immagini a 16 bit per canale (48 totali) possono arrivare teoricamente a più di 281 mila miliardi di colori…
Quando salvate in formato RAW, proprio perché si tratta di file grezzi, generalmente potete ignorare la maggior parte delle impostazioni che avete dato in fase di scatto (basta che non siano l’apertura del diaframma, il tempo di otturazione, l’ISO e naturalmente la messa a fuoco).
Tutto il resto si può fare con gli strumenti di Camera RAW, visibili in figura 2: regolare l’esposizione, il bilanciamento del bianco e la saturazione, sistemare piccole imperfezioni dovute allo sporco sull’obiettivo e via discorrendo.


Figura 2: in Camera RAW in alto a sinistra si trovano gli strumenti, sulla destra ci sono i pannelli per le regolazioni

I rischi del RAW

Attenzione, perché usare profondità colore molto elevate (i 16 bit di cui si parlava prima) e il formato RAW non è sempre una scelta azzeccata.
È vero che si tratta di soluzioni professionali, e come tali possono portare a immagini ottimali, ma il punto è che bisogna anche avere il tempo per processarle adeguatamente e, soprattutto, bisogna saperlo fare.
Nessuno si sognava di improvvisarsi sviluppatore di negativi quando c’erano soltanto le macchine fotografiche a pellicola, e allo stesso modo il formato RAW e il Camera RAW non sono giochini per principianti.
Se il proprio intento è fare delle foto belle rapidamente, con i colori vivaci e i dettagli definiti, non c’è niente di meglio che appoggiarsi alle regolazioni automatiche delle fotocamere digitali di fascia consumer, che sono talmente ricche di funzioni correttive da restituire quasi sempre immagini valide con file non eccessivamente pesanti.
Se poi ci si vuole cimentare nei lavori da professionisti allora Camera RAW sarà anche la vostra camera da lavoro e da letto, per parecchio tempo…


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