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Sviluppo digitale degli scatti con Adobe Photoshop Lightroom 1.4.x

Come interpretare l'istogramma

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Autore: Roberto Insalata - Tratto dal libro: Adobe Photoshop Lightroom edita da Edizioni FAG Milano

Interpretare l’istogramma

All’interno dei moduli Library e Develop è disponibile il pannello Histogram, contenente un grafico a barre, posto nella zona superiore destra dell’interfaccia. Questo grafico è in grado di fornirci una rappresentazione "tecnica" della nostra immagine.


Figura 2: il pannello Histogram (modulo Library)

I fotografi digitali non sono nuovi a questa funzionalità, disponibile nelle fotocamere di qualsiasi fascia, anche se spesso se ne ignora l’importanza valutando la bontà dello scatto esclusivamente in base all’anteprima (JPEG) del monitor LCD interno. Anche gli utilizzatori di Adobe Photoshop sono a conoscenza di questo grafico, lo abbiamo visto nell'articolo "Regolare colori e toni con i livelli di Adobe Photoshop CS3", disponibile come pannello dedicato nell’interfaccia, così come gli strumenti di regolazione Livelli e Curve, grazie ai quali è possibile modificare la distribuzione dei pixel (sebbene con logica differente), per conferire - per esempio - un maggiore contrasto alle immagini (la famosa curva a “S”).
L’istogramma di Lightroom è uno strumento tecnico di misurazione in grado di evidenziare come i pixel dell’immagine (o meglio la loro distribuzione percentuale) si raffrontano alla luce (o scala tonale), suddivisa idealmente in quattro intervalli di luminosità crescente: ombre, mezzi toni, luci e alte luci. La scala delle tonalità è rappresentata fedelmente sull’istogramma che, a partire da sinistra, ci restituisce le zone più scure (ombre) fino all’estrema destra, ossia la zona di concentrazione delle alte luci. Senza addentrarci negli aspetti teorici dell’istogramma, cerchiamo di comprenderne i reali vantaggi pratici.
Per ragioni di coerenza con gli altri strumenti (Quick Develop), la versione disponibile nel modulo Library non consente alcuna interazione, limitandosi quindi a svolgere la sua funzione di base.
Le diverse colorazioni del grafico sono dovute ovviamente alla presenza dei canali primari RGB (rosso, verde e blu), ma in realtà ci sono anche zone di grigio, ciano, magenta e giallo (concettualmente simili al metodo CMYK), che rappresentano rispettivamente le intersezioni dei tre primari, le combinazioni Verde + Blu, Rosso + Blu e Rosso + Verde.
Nella parte inferiore del grafico sono riportati i metadati di scatto (EXIF) più importanti riferiti all’immagine selezionata, come sensibilità ISO, lunghezza focale, apertura di diaframma e velocità dell’otturatore. Malgrado le insostituibili potenzialità dell’occhio umano nel valutare percettivamente un’immagine, l’istogramma ci offre una visione di natura scientifica, dalla quale emergono facilmente zone affette da criticità assai ricorrenti, come l’assenza di informazioni ai due estremi (basso contrasto), la pronunciata concentrazione di pixel sulla destra (sovraesposizione) o a sinistra (sottoesposizione). In ogni modo, le fasi di lettura e successiva analisi dell’istogramma non possono prescindere dal contenuto informativo dell’immagine, le cui caratteristiche potrebbero invalidare i suddetti casi di criticità. Come potremo apprezzare nel modulo Develop, l’istogramma costituisce un indispensabile alleato per le notevoli capacità di recupero e ottimizzazione tonale, che lo promuovono a pieni voti nella categoria degli strumenti operativi.

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