Assorbimento e diffusione
Sono questi altri spiacevoli fenomeni legati all’acqua. L’assorbimento si riferisce alla trasformazione della luce che, come si sa, è costituita da onde elettromagnetiche in calore. Un semplice paragone rende facile comprendere cosa avviene. Immaginiamo che invece che l’acqua si abbia un vetro: se da un lato del vetro si ha il sole, dall’altro lato si vede la luce del sole; molto semplice fin qui. Ora invece prendiamo in esame un vetro nero: la luce del sole non passa. Ma cosa capita al vetro? Ne più ne meno quello che capita a un oggetto scuro lasciato al sole; la luce viene assorbita e l’oggetto si scalda. Se la luce viene quindi trasformata in qualcos’altro, ossia l’energia termica, addio luce. L’assorbimento è un fenomeno che, in funzione della distanza coperta dalla luce nell’acqua, comporta una diminuzione della quantità di luce. In parole povere… più si scende e più è buio. Per fortuna dei subacquei, c’è ancora una buona visibilità alle profondità a cui l’uomo si può spingere. Va tenuto presente però che, in assenza di una sorgente luminosa, il flash, ci sarà meno luce a disposizione per la fotocamera così che si avranno tempi di posa sempre più lunghi all’aumentare della profondità. Un altro fenomeno che occorre tenere presente è dovuto alla presenza nell’acqua di materiali in sospensione.
Micro organismi, quali il plancton, sono sempre presenti. In aree tropicali il periodo della riproduzione dei coralli è caratterizzato da grandi presenze di uova disperse nell’acqua, ma la vera “regina della nebbia” è la sabbia.

Figura 5: era quasi mezzogiorno; uno degli ultimi giorni di vacanza; il mare era grosso e le onde arrivavano anche ai tre metri. Si sapeva fin dall’inizio che immergendosi in quelle condizioni non sarebbe stato possibile scattare delle belle foto a causa della molta sabbia in sospensione nell’acqua. Il risultato è ben visibile: il paesaggio pare avvolto dalla nebbia e nulla appare nitido
Sia essa sollevata dal fondale a causa del mare grosso o portata per esempio da fiumi, la sabbia più di ogni altra cosa è capace di fare apparire un panorama subacqueo come se fosse avvolto dalla nebbia. La luce, colpendo i materiali in sospensione, viene infatti riflessa in ogni direzione così che tutto appaia sfocato e privo di dettagli come la cernia che qualche occhio attento riesce a individuare al centro esatto della fotografia precedente. Questo fenomeno, evidente in situazioni limite come quella della foto, è però presente sempre dato che nell’acqua la presenza di elementi in sospensione è un fattore comune.
Visto che la diffusione, anche nelle migliori condizioni climatiche, è un fenomeno che riduce i dettagli e la nitidezza dei soggetti lontani, risulta evidente che per ovviare si ha una soluzione unica: lavorare a distanza molto ridotta fotografando così i soggetti stando loro vicini.
Ora è chiaro, che un subacqueo che adotta un sistema più silenzioso ha maggiori opportunità di scattare fotografie d’effetto potendosi avvicinare maggiormente ai soggetti.
Resta però un fatto importante: con le normali custodie, tutti gli obiettivi aumentano la loro lunghezza focale riducendo così l’angolo di ripresa e costringendo, per fare stare tutto il soggetto in un fotogramma, a riprendere da distanze maggiori rispetto a quanto si farebbe sulla terra.
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