Come fare a...
Web
Come fare a...

Fotografia subacquea: l'acqua e la luce

I fenomeni di assorbimento e diffusione della luce dentro l'acqua

Pagine: Pagina precedente 2 di 5 Pagina successiva
Autore: Enzo Borri- Tratto dal libro: Fotografia subacquea per turisti digitali edito da Edizioni FAG Milano

Assorbimento e diffusione

Sono questi altri spiacevoli fenomeni legati all’acqua. L’assorbimento si riferisce alla trasformazione della luce che, come si sa, è costituita da onde elettromagnetiche in calore. Un semplice paragone rende facile comprendere cosa avviene. Immaginiamo che invece che l’acqua si abbia un vetro: se da un lato del vetro si ha il sole, dall’altro lato si vede la luce del sole; molto semplice fin qui. Ora invece prendiamo in esame un vetro nero: la luce del sole non passa. Ma cosa capita al vetro? Ne più ne meno quello che capita a un oggetto scuro lasciato al sole; la luce viene assorbita e l’oggetto si scalda. Se la luce viene quindi trasformata in qualcos’altro, ossia l’energia termica, addio luce. L’assorbimento è un fenomeno che, in funzione della distanza coperta dalla luce nell’acqua, comporta una diminuzione della quantità di luce. In parole povere… più si scende e più è buio. Per fortuna dei subacquei, c’è ancora una buona visibilità alle profondità a cui l’uomo si può spingere. Va tenuto presente però che, in assenza di una sorgente luminosa, il flash, ci sarà meno luce a disposizione per la fotocamera così che si avranno tempi di posa sempre più lunghi all’aumentare della profondità. Un altro fenomeno che occorre tenere presente è dovuto alla presenza nell’acqua di materiali in sospensione.
Micro organismi, quali il plancton, sono sempre presenti. In aree tropicali il periodo della riproduzione dei coralli è caratterizzato da grandi presenze di uova disperse nell’acqua, ma la vera “regina della nebbia” è la sabbia.


Figura 5: era quasi mezzogiorno; uno degli ultimi giorni di vacanza; il mare era grosso e le onde arrivavano anche ai tre metri. Si sapeva fin dall’inizio che immergendosi in quelle condizioni non sarebbe stato possibile scattare delle belle foto a causa della molta sabbia in sospensione nell’acqua. Il risultato è ben visibile: il paesaggio pare avvolto dalla nebbia e nulla appare nitido

Sia essa sollevata dal fondale a causa del mare grosso o portata per esempio da fiumi, la sabbia più di ogni altra cosa è capace di fare apparire un panorama subacqueo come se fosse avvolto dalla nebbia. La luce, colpendo i materiali in sospensione, viene infatti riflessa in ogni direzione così che tutto appaia sfocato e privo di dettagli come la cernia che qualche occhio attento riesce a individuare al centro esatto della fotografia precedente. Questo fenomeno, evidente in situazioni limite come quella della foto, è però presente sempre dato che nell’acqua la presenza di elementi in sospensione è un fattore comune.
Visto che la diffusione, anche nelle migliori condizioni climatiche, è un fenomeno che riduce i dettagli e la nitidezza dei soggetti lontani, risulta evidente che per ovviare si ha una soluzione unica: lavorare a distanza molto ridotta fotografando così i soggetti stando loro vicini.
Ora è chiaro, che un subacqueo che adotta un sistema più silenzioso ha maggiori opportunità di scattare fotografie d’effetto potendosi avvicinare maggiormente ai soggetti.
Resta però un fatto importante: con le normali custodie, tutti gli obiettivi aumentano la loro lunghezza focale riducendo così l’angolo di ripresa e costringendo, per fare stare tutto il soggetto in un fotogramma, a riprendere da distanze maggiori rispetto a quanto si farebbe sulla terra.

Continua: Pagina precedente 2 di 5 Pagina successiva
Condividi

Edizioni FAG Milano

Vedi anche...

Sempre aggiornato





Abbonati alla newsletter di Come fare a... Sottoscrivi l'RSS di Come fare a... Usi Windows Live Messenger? Abbonati ai nostri Windows Live Alerts Diventa fan di Come fare a... su Facebook Seguici su Twitter Scarica il Widget per Mac OS X