Come fare a...
Web
Come fare a...

La fotografia notturna

Impostazioni e scatto

Pagine: Pagina precedente 3 di 5 Pagina successiva
Autore: Gian Guido Zurli - Tratto da: Effetti speciali per la fotografia digitale - Edizioni FAG Milano

Configurare la fotocamera digitale

Prima di uscire di casa di notte per andare a fotografare, la prima volta, passate qualche minuto con la vostra fotocamera in mano e il relativo manuale di istruzioni. Siccome la varietà di reflex digitali è enorme, vi devo per forza rimandare al manuale a essa allegato. Dovete cercare e imparare alcune funzioni. Per prima cosa dovete scoprire come mettere la fotocamera in modalità Manuale, completamente manuale.
Dovete scoprire anche come regolare i tempi e i diaframmi della fotocamera in tale modalità. In genere c’è una ghiera che si usa nelle modalità a priorità di tempi, per cambiare appunto i tempi di scatto, e una modalità a priorità di diaframmi per modificare l’apertura dell’obiettivo. Per eseguire questi cambiamenti, si utilizza sempre la stessa ghiera, ma in modalità manuale, che servirà a cambiare o i tempi o i diaframmi. Per eseguire la modifica della restante parte delle impostazioni, dovrete premere un pulsante in più. Scoprite qual è nel manuale di istruzioni.
Imparate a cambiare l’impostazione da P (Program – automatica) a manuale velocemente. Vi servirà per avere una lettura esposimetrica da cui partire per impostare manualmente la macchina. Se avete sempre utilizzato la fotocamera in modalità automatica, allora sarà opportuno che impariate anche le modalità a priorità di tempi e di diaframmi e, nel caso della fotografia notturna, quella a priorità di diaframmi. Scoprite come modificare la sensibilità ISO, se già non lo sapete fare, e se la vostra fotocamera ha un’impostazione per ridurre il rumore a ISO alti. Nel caso ne sia dotata, impostatela per funzionare.
Alcune fotocamere hanno due modalità di riduzione. La prima è basata su una semplice correzione durante l’elaborazione finale da parte del processore, mentre la seconda è un po’ più noiosa. La fotocamera, dopo aver scattato la prima volta, scatta una seconda immagine a otturatore chiuso, e quindi nera, per la stessa durata del tempo in cui è stata esposta la foto. Quindi, se fate uno scatto di 30 secondi, serviranno altri 30 secondi per avere la fotocamera nuovamente disponibile per l’uso. Inoltre date una ripassata alla messa a fuoco. Sì, lo so che sapete usare la fotocamera, è la vostra, ma la fotografia notturna o in scarse condizioni di luce è molto difficile. Le fotocamere digitali reflex hanno in genere da 6 a 51 punti di messa a fuoco, a seconda delle varie marche e modelli. Tutti questi punti di messa a fuoco sono stati studiati per funzionare correttamente con una discreta quantità di luce. Trovate il modo di impostare la messa a fuoco solo sul punto centrale: in questo caso sarà tutto più facile.

Lo scatto a lunga esposizione

Per tutti gli scatti che, come tempo, richiedono meno di 1/30 di secondo (1/10 se l’obiettivo è stabilizzato), è consigliabile utilizzare il treppiede. Non fidatevi troppo del display LCD della vostra fotocamera; una volta scaricata la scheda di memoria sul vostro computer, potreste avere delle brutte sorprese, come un’immagine fastidiosamente micromossa.


Figura 5: una fotografia notturna scattata a lunga esposizione: da notare le strisce luminose in cielo causate dallo spostamento dell’asse terrestre durante lo scatto. Canon EOS 400D, 10 minuti di esposizione, f.3.5, ISO 100. Elaborazione con Adobe Photoshop e Nik Software Dfine

Utilizzate il treppiede e il telecomando per lo scatto remoto. Avendo la comodità di utilizzare una fotocamera digitale, potete eseguire alcuni scatti di prova per vedere in modo approssimativo come si presenterà il risultato finale. Eseguite il primo scatto in P (modalità automatica o Program) sulla base delle indicazioni fornite dall’esposimetro della vostra fotocamera. In scarse condizioni di luce, l’esposimetro viene ingannato, quindi molto probabilmente otterrete un’immagine troppo scura. Sarebbe buona regola aumentare l’esposizione di un paio di stop al di sotto del tempo di scatto di 1 sec., ma a volte non basta. Potete provare a impostare la macchina fotografica in bracketing con intervalli di esposizione di 2 stop. In ogni caso sovraesporre in digitale è sempre un rischio. Se nella scena sono presenti fonti di illuminazioni molto forti, anche se lontane, rischiate di bruciare in modo irrimediabile parti dell’immagine. Dovrete decidere voi, in questo caso, cosa è più importante nella composizione della fotografia.
La messa a fuoco è, come sempre, importante. Gli obiettivi autofocus non funzionano molto bene in scarse condizioni di luce e potrebbero non mettere affatto a fuoco. Se il soggetto da fotografare si trova abbastanza vicino, puntategli contro una luce proveniente da una torcia elettrica: in questo modo aiuterete il meccanismo di messa a fuoco. Più punti di messa a fuoco avrà la vostra fotocamera, maggiori saranno le possibilità di successo nell’utilizzo dell’autofocus. Se proprio non riuscite a mettere a fuoco automaticamente, disattivate l’autofocus e provate a focheggiare a mano. Se state fotografando un soggetto lontano, come un panorama, impostate la messa a fuoco su Infinito: funzionerà sicuramente.
Siccome avete posizionato la fotocamera sul treppiede, questo vi darà una discreta libertà di scelta nelle impostazioni. Non impostate la sensibilità della macchina fotografica al valore ISO più alto ma, a seconda della situazione, a un valore intermedio. Se la vostra fotocamera ha un disturbo accettabile, fino a 800 ISO, impostatela a 640 o 800 ISO. Se impostate la fotocamera a ISO bassi, per esempio 100 ISO, vi richiederà un tempo di scatto molto lungo, anche diversi minuti, e un sensore in funzione in continuazione, per diversi minuti, produce molto più rumore.
Se state fotografando un panorama, anche la profondità di campo avrà un valore fondamentale. Essendo buio, l’istinto vi porterà ad aprire il valore al diaframma più basso disponibile (per esempio f.2.8). Dato che state usando il treppiede e tempi di scatto lunghi, impostate un valore medio che sia un buon compromesso, come f.5.6, che vi aiuterà un pochino di più con la messa a fuoco, nel caso sia leggermente starata, e vi garantirà un po’ più di dettaglio in lontananza.
Se il vostro scatto richiederà più di 30 secondi, allora dovrete impostare la posa B, modalità in cui l’otturatore della fotocamera rimane aperto finché il pulsante di scatto è premuto. Se siete abbastanza accorti da trovare un panorama privo di illuminazione artificiale di fronte a voi (se lo avete alle spalle vi sarà di grande aiuto), magari in una notte di luna piena, con un tempo di scatto molto lungo potreste ottenere un effetto molto surreale. La scena verrà ben esposta in ogni dettaglio, quasi come se fosse stata scattata di giorno. Il cielo nero della notte, grazie a una lunga esposizione, si schiarirà e diventerà blu. Nel cielo si formeranno delle righe bianche: non spaventatevi, non si è rotta la vostra fotocamera, sono le stelle in cielo che si sono spostate durante lo scatto. Per ottenere questo effetto sulle stelle, sono sufficienti anche solo cinque minuti di esposizione.

Lo scatto a mano libera

Per operare in scarse condizioni di luce a mano libera, avete bisogno di due cose: una fotocamera digitale con estrema sensibilità ISO, almeno 6400, e un obiettivo molto luminoso, almeno f.2.8. Se la vostra fotocamera può operare fino a 12800 o 25600 ISO, potete tentare anche con aperture come f.4, ma il rumore sarà maggiore. Se invece avete obiettivi fissi ancora più luminosi, con aperture tipo f.1.2, 1.4 o 1.8, potete tentare di utilizzare un valore ISO più basso, come 1600 o 3200.
Se la scena da riprendere è statica, come una panoramica, allora potreste utilizzare un obiettivo stabilizzato, che vi regalerà qualche stop in più nel caso non sia molto luminoso. Se invece state riprendendo una scena in movimento, come delle persone, non ci sono alternative a un obiettivo molto luminoso e valori ISO alti. Tutte queste specifiche si applicano alla “street photography” notturna ovvero a un paesaggio urbano con illuminazione di lampioni per le strade. Un panorama in aperta campagna richiederà sempre l’uso di un treppiede e di tempi lunghi di esposizione.

Continua: Pagina precedente 3 di 5 Pagina successiva
Condividi

Edizioni FAG Milano

Vedi anche...

Sempre aggiornato





Abbonati alla newsletter di Come fare a... Sottoscrivi l'RSS di Come fare a... Usi Windows Live Messenger? Abbonati ai nostri Windows Live Alerts Diventa fan di Come fare a... su Facebook Seguici su Twitter Scarica il Widget per Mac OS X