Lo scatto per l’HDR
Qualsiasi fotocamera digitale è in grado di memorizzare file adatti alla successiva elaborazione dell’HDR. Tuttavia, è necessario almeno uno di tre requisiti: la possibilità di esporre la fotografia manualmente, la possibilità di eseguire il bracketing o la memorizzazione dei file in formato RAW. Se la fotocamera digitale è completamente automatica, come quella dell’iPhone, per esempio, non potrete preparare file HDR.
In genere le fotocamere reflex digitali si prestano molto bene per questo tipo di tecnica, ma anche le compatte avanzate o le fotocamere bridge, ossia quelle che somigliano a una reflex ma hanno l’obiettivo non sostituibile e il mirino elettronico (EVF, Electronic Viewfinder).
La prima tecnica, utilizzando la macchina in manuale, si ottiene in questo modo. Mettete la fotocamera in modalità completamente automatica e fate un’esposizione di prova, per vedere con quali valori l’immagine è stata registrata. Per esempio, 1/40 di secondo e f.4. Per ottenere un’immagine HDR, dovete eseguire almeno altri due scatti con valori di esposizione diversi. Mettete la vostra fotocamera in modalità manuale e calcolate +2 stop rispetto ai valori espressi nella fotografia precedente, quindi circa 1/13 f.3.5. I tempi di scatto variano a seconda del tipo di fotocamera utilizzato. Se non avete 1/13, mettete 1/10 e f.4 o 1/20 f.2.8 e così via. In questo modo avete ottenuto un’immagine da +2.0 EV. Ora dovete realizzare un’immagine da -2.0 EV. Quindi, lasciate la fotocamera in modalità manuale e calcolate -2 stop sul dato di scatto della prima immagine (1/40 f.4), quindi 1/80 f.5.6.
Avete creato tre immagini pronte per essere elaborate e trasformate in una fotografia HDR. Scorretele sul display della vostra fotocamera o scaricatele e guardatele sul computer. Noterete che avete registrato tutte le informazioni della scena in tre scatti diversi. Avete a disposizione tutti i dettagli, tuttavia non sapete ancora come fonderli assieme. Non è un problema, lo vedremo più avanti.
Un metodo più comodo per realizzare scatti HDR è quello di sfruttare la funzione bracketing della fotocamera digitale. Se la vostra fotocamera ne è fornita, ed è molto facile che lo sia, fatene tesoro. Il bracketing vi consente di effettuare in automatico l’operazione precedentemente descritta, senza dovere calcolare manualmente i valori EV sul primo scatto. Impostate quindi il bracketing a +1 o superiore, meglio +2 se volete ottenere maggiori dettagli. Mettete la fotocamera completamente in automatico e questa scatterà tre immagini simili a quelle di figura 2, con valore EV diverso a seconda di come lo avete impostato dal menu. Per impostare il bracketing sulla vostra fotocamera, fate riferimento al manuale utente che trovate nella scatola.

Figura 2: tre immagini scattate in sequenza con l’uso del bracketing impostato a +2.0, 0 e -2.0 EV con una Canon EOS 350D a ISO 100. La prima immagine, quella sovraesposta, è stata scattata a 1/100 f.5.6, l’immagine al centro a 1/200 f.8 e l’ultima immagine, quella sotto esposta, a 1/400 f.11
Per allineare via software queste tre immagini, avete bisogno che esse siano state scattate esattamente nello stesso punto senza alcun cambiamento dell’inquadratura, altrimenti otterrete strani artefatti. È consigliabile, quindi, l’utilizzo del treppiede, sia con la tecnica completamente manuale sia col bracketing, soprattutto se vi sono richiesti tempi di scatto lunghi. Se i tempi di scatto sono brevi e operate in bracketing, potete fare a meno del treppiede. Ci penserà poi il software di elaborazione ad allineare le immagini.
Se invece non vi va di portare con voi un pesante treppiede, potete utilizzare quest’ultima tecnica che personalmente preferisco alle precedenti. Per sfruttare questa tecnica, avete bisogno di una fotocamera digitale che registri sulla scheda di memoria il formato RAW. Avete anche bisogno di una scena ben illuminata, in modo da consentirvi uno scatto a mano libera da almeno 1/30 sec, oppure di incrementare drasticamente la sensibilità ISO della fotocamera.
La tecnica consiste nello scattare semplicemente una sola fotografia. Il formato RAW è veramente flessibile e versatile. Una volta scaricato il file sul computer, potrete ottenere con estrema facilità versioni JPEG di questo scatto con valori di esposizione diversa, pur avendo scattato un solo frame. Dovrete aprire in Aperture, Lightroom o Camera RAW il file e, alla voce Esposizione, incrementare o ridurre il valore EV. Una volta incrementato questo valore, salvate l’immagine in JPEG, poi salvatene una versione con l’EV diminuito e una con EV a zero. Avrete ottenuto lo stesso risultato di tre scatti realizzati con la tecnica del bracketing.
Al fine di ottenere un’immagine HDR il valore ISO, ossia la sensibilità alla luce del sensore, è indifferente. Tuttavia, la regola vale come per qualsiasi genere fotografico: più alto sarà il valore ISO e maggiore sarà il rischio di ottenere immagini con disturbi visivi o artefatti, detti “rumore”. Vedrete, in dettaglio maggiori informazioni sul rumore in un prossimo articolo, dedicato alla fotografia notturna.
Le immagini HDR sono generalmente costituite da tre fotografie esposte in modo diverso. Potete tuttavia usarne molte di più: tre è solo il numero minimo. Più scatti realizzerete a valori EV diversi e più dettagli sarete in grado di evidenziare. Potete generare, quindi, cinque file con valori EV diversi: -2.0, -1.0, 0, +1.0 e +2.0. Per farlo dovrete scattare una singola fotografia in formato RAW e ricavare cinque versioni JPEG con valore EV diverso, o calcolare manualmente questo tipo di esposizione durante lo scatto. Potete anche usare il bracketing: basta impostare la fotocamera a variare i valori EV a -1.0 e +1.0 e scattare tre fotografie, poi cambiare ancora le impostazioni a EV -2.0 e +2.0 e scattare altre tre fotografie. Otterrete sei immagini, di cui due identiche a EV 0. Una di queste è assolutamente inutile ai fini della creazione dell’immagine HDR, potete quindi cancellarla.
Le immagini HDR possono essere ottenute anche con la fotografia tradizionale a pellicola. Tuttavia sarà necessario acquisire con uno scanner i negativi esposti a valori diversi, dato che è assolutamente impossibile ottenere un’immagine HDR con le tecniche tradizionali di camera oscura.

Figura 3: altre tre immagini scattate in sequenza con la tecnica del bracketing impostato a +1.0, 0 e -1.0 EV con una Canon EOS 350D a ISO 100. La prima immagine, quella sovraesposta, è stata scattata a 1/100 f.5.6, l’immagine al centro a 1/125 f.7.1 e l’ultima immagine, quella sottoesposta, a 1/200 f.8
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