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Fotografia HDR con Photoshop CS4 e Photomatix Pro

Dallo scatto all'elaborazione digitale

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Autore: Gian Guido Zurli - Tratto da: Effetti speciali per la fotografia digitale - Edizioni FAG Milano
Acquista il libro online La tecnica dell’HDR finalmente spiegata. Creazione di fotografie dall’ampia gamma dinamica, dallo scatto all'elaborazione con Adobe Photoshop CS4 e Photomatix Pro, per ottenere immagini simili alla vista umana. Vedrete inolte come ottenere un HDR "Dragan", applicando l'effetto inventato dal famoso fotografo Andrzej Dragan.

Che cos’è l’HDR

HDR è l’acronimo di High Dynamic Range (Alta Gamma Dinamica, o elevata latitudine di posa). La classica latitudine di posa, o gamma dinamica, è il dettaglio sulle ombre che viene registrato su una pellicola o su un sensore digitale. L’occhio umano, rispetto alla pellicola o agli attuali sensori digitali, è molto più sensibile. Infatti, i nostri occhi sono in grado di vedere dettagli scarsamente illuminati, che nessun apparecchio fotografico potrebbe catturare.
L’esposizione fotografica si ottiene sulle luci o sulle ombre, o meglio ancora facendo una media di entrambi i valori EV (Exposure Value) per ottenere maggiori dettagli. Tuttavia, dovremo per forza sacrificare le alte luci o le ombre più scure. I nostri occhi sono molto più sofisticati. Provate a mettervi a un paio di metri da una finestra dove non batte il sole e, guardando fuori, vedrete tutto normalmente, come al solito, ma vedrete anche i contorni della finestra e ciò che la circonda all’interno della casa. Insomma, la vostra vista è in grado di percepire molti dettagli, contemporaneamente, anche se state focalizzando una scena illuminata in modo così diverso: l’esterno illuminato e l’interno in penombra.
Provate a realizzare una fotografia che sia in grado di cogliere gli stessi dettagli della vostra vista: è praticamente impossibile, a meno di non usare tecnica HDR.
L’HDR è una tecnica inizialmente introdotta in computer grafica per consentire che i calcoli sull’illuminazione potessero essere fatti a una latitudine di posa molto più ampia e si potessero visualizzare i valori di illuminazione sia sulle ombre sia sulle alte luci.
Le informazioni memorizzate in un'immagine HDR, di solito, corrispondono ai valori fisici della luminosità che possono essere osservati nel mondo reale. In questo differiscono dalle informazioni memorizzate nelle normali immagini digitali che registrano solo quali colori vanno riprodotti sullo schermo.
I file contenenti immagini HDR richiedono un maggior numero di bit per colore rispetto alle immagini tradizionali.
Per rappresentare i pixel HDR sono spesso utilizzate immagini da almeno 16 o 32 bit. Tuttavia, non vi dovrete preoccupare molto di questo dato. Infatti, come vedrete, ci penseranno i software che generano l’HDR ad applicare la conversione in bit in automatico.


Figura 1: un esempio di immagine HDR in grado di cogliere dettagli all’interno di una stanza e fuori da una finestra. Immagine ottenuta da tre scatti da -2, 0 e +2 EV, con una Canon EOS 350D. Elaborazione con Photomatix Pro e Adobe Photoshop

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