Suggerimenti per la fotografia di viaggio
Turisti e viaggiatori fotografano in due modi completamente diversi: i primi si limitano a fotografare quanto gli sta intorno, immagini da mostrare orgogliosi ai propri amici; i secondi sono cacciatori curiosi, alla ricerca di un particolare, un volto, uno scorcio, che evochi uno stato d’animo, un ricordo, perfino un profumo.
Detto questo la distinzione ovviamente non è poi così netta: il turista ogni tanto è anche curioso e si lascia catturare dal fascino di un’immagine particolare, un po’ diversa da quelle cui è abituato; il viaggiatore non è poi un personaggio così serio e indagatore e naturalmente vorrà portare a casa anche un ricordo più “tradizionale” di un viaggio.
Chi, in un viaggio a Parigi, saprebbe resistere alla tentazione di fotografare la Tour Eiffel? Nessuno, giustamente, ma naturalmente c’è modo e modo di rappresentare anche un oggetto così noto.
Fotografie di monumenti
Durante un viaggio probabilmente scopriremo palazzi, templi e antiche vestigia che vale la pena di fotografare. Dedichiamo qualche scatto a fotografie “tradizionali” del tipo che possiamo immaginare su una cartolina: per esempio in un palazzo, collochiamoci esattamente sull’asse centrale e arretriamo finché il grandangolo non abbraccerà l’intero edificio o quanto meno la sua parte più significativa, come nell'esempio di figura 1).

Figura 1: la classica foto ricordo di un palazzo: basta collocarsi (se lo spazio lo consente) sull’asse
centrale usare il grandangolare alla massima ampiezza e scattare
Poi però proviamo a cambiare prospettiva, ad avvicinarci o a spostarci di lato, a cogliere qualche altro elemento da porre in primo piano e da utilizzare insieme al monumento per ottenere uno scatto più personale o più significativo, come in figura 2. Pensiamo allo stato d’animo che voleva evocare l’architetto e cominciamo a osservarlo in quest’ottica, individuando scorci insoliti e suggestivi.

Figura 2: una fotografia di questo tipo è molto più personale ed espressiva, grazie alla presenza dei soggetti in primo piano
Poi proviamo a indugiare con il teleobiettivo (meglio se dotato di un’estensione almeno 10✕) sui particolari architettonici: sulla facciata dell’edificio individueremo probabilmente tanti particolari, volti, parapetti, finestre, statue e tanti altri elementi che normalmente sfuggono a un occhio disattento, vedi figure 3 e 4. Nella scelta dei particolari possiamo applicare e affinare il nostro gusto estetico e ricercare nella città o nel paese che gli stili architettonici e artistici che preferiamo.

Figura 3: per scattare fotografie architettoniche avremo talvolta bisogno di un buon grandangolare. Verifichiamo se per la nostra fotocamera è previsto un aggiuntivo ottico grandangolare.
Possiamo lasciar spaziare lo sguardo verso l’alto, lontano dalla strada, dove talvolta troviamo particolari insospettabili, magari proprio “dietro casa”.
Se un particolare curioso attrae la nostra attenzione, fotografiamolo: uno scatto in più non ci costerà nulla e, una volta tornati a casa, ci ricorderà una determinata situazione e un determinato stato d’animo, anche se magari decideremo di non mostrarlo ad altri o stamparlo su carta ma ci limiteremo a osservarlo sul monitor del PC.
Tutte queste considerazioni hanno un’implicazione tecnica: per riuscire a scattare agevolmente fotografie di edifici di grandi dimensioni è utile che la fotocamera sia dotata di un obiettivo sufficientemente grandangolare. Purtroppo molte fotocamere digitali non offrono una grande estensione in questo campo.
La soluzione può essere duplice: acquistare, se disponibile, un aggiuntivo grandangolare in grado di ampliare il campo visivo della fotocamera; in questo caso dovremo solo preoccuparci di non eccedere e di curare la linearità delle rette che passano verso i margini della fotografia, le quali subiranno la caratteristica curvatura introdotta dalla deformazione prospettica dovuta alla lunghezza focale grandangolare. Inoltre ricordiamoci di non utilizzare l’aggiuntivo grandangolare con l’obiettivo zoom in posizione tele: otterremmo risultati di pessima qualità.

Figura 4: indugiando con il teleobiettivo e con un occhio curioso, potremo invece individuare molti dettagli che facilmente sfuggono al turista disattento
La seconda soluzione consiste nell’eseguire scatti multipli da impiegare per creare una composizione, utilizzando l’impostazione offerta da alcune fotocamere: tali scatti potranno poi essere riuniti in un’unica fotografia utilizzando un apposito software.
All’estremo opposto, per cogliere i particolari di una facciata, dobbiamo poter contare su un buon teleobiettivo e dunque su uno zoom da 10✕, 12✕ e oltre. Se ciò non fosse possibile, dovremo procurarci l’eventuale aggiuntivo ottico teleobiettivo per la nostra fotocamera (ma a questo punto la dotazione comincia a farsi un po’ troppo pesante).
Per scattare fotografie notturne, adottiamo i suggerimenti presentati in precedenza nell'articolo "Scatto delle foto di amici e familiari": usiamo un supporto stabile nelle vicinanze (un muretto, una panchina o anche una ringhiera) e, se possibile, scattiamo la fotografia con l’autoscatto. Scegliamo se possibile l’impostazione fotografia notturna della fotocamera, altrimenti scegliamo la modalità programmata o a priorità dei tempi o manuale e sottoesponiamo la fotografia di 1 f-stop. In questo modo otterremo una resa più corretta della fotografia notturna, con neri pieni e luci ben dettagliate.
 |
 |
 |
 |
|