Pentaprisma
Il pentaprisma ha il compito di invertire la destra con la sinistra dei raggi luminosi provenienti dall’obiettivo e ribaltati verso l’alto dallo specchio reflex, per consentire la visualizzazione ad occhio della scena inquadrata, la composizione e le congiunte operazioni di messa a fuoco. Premendo a fondo il pulsante di scatto lo specchio reflex si alza, il diaframma viene chiuso al valore prescelto, il mirino si oscura e l’otturatore si apre per consentire l’esposizione del sensore d’immagine posto sul piano focale. Il penta specchio leggermente meno luminoso riduce l’aspetto peso, perché costituito da uno schema pentagonale di specchi ad elevata riflettenza al posto della realizzazione piena prismatico ottica. Tra lo specchio reflex ed il pentaprisma trova posto lo schermo di messa a fuoco, che costituisce il punto dove si forma l’immagine vista dal mirino assieme alle aree AF ed eventuali linee guida illuminate di reticolo previste dallo specifico modello di fotocamera. Dal punto di vista ottico, lo schermo di messa a fuoco si trova alla stessa distanza del piano focale e attraverso una precisa taratura dello specchio reflex rispetta la planarità e centratura con l’asse ottico comune al piano focale.

Figura 7: sensore di esposizione Color Matrix 3D II
L’immagine proiettata dall’obiettivo sul piano focale risulta invertita alto/basso, ma anche destra/sinistra. L’immagine vista su macchine fotografiche a pellicola con visione dall’alto a pozzetto risulta infatti raddrizzata alto/basso dallo specchio reflex comunque presente, ma mostrando a sinistra ciò che nella scena inquadrata è a destra e viceversa. Il pentaprisma propone pertanto l’immagine che si forma sullo schermo di messa a fuoco e vista ad occhio nel mirino, correttamente orientata. Le fotocamere reflex sono dunque precisi strumenti ottici, caratterizzati da tre specifici percorsi che l’immagine percorre per raggiungere i sensori AF posti nella parte inferiore del box specchio, l’oculare passando dallo specchio reflex, schermo smerigliato quindi pentaprisma ed infine il sensore d’immagine all’atto dello scatto. Ciò aiuta a comprendere quanta precisione è necessaria tra i tre distinti percorsi che, per evitare differenti punti di fuoco, devono corrispondere in forma micrometrica. Eventuali urti subiti dalla fotocamera potrebbero portare gravi sfalsamenti provocando seri problemi di messa a fuoco AF, visione di messa a fuoco nel mirino incoerente e, peggio ancora, immagini sfuocate anche solo su un lato.
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