I filtri di visualizzazione
Fate clic su una delle caratteristiche presenti nella palette Filtro per aggiornare la visualizzazione dei file in base alle diverse classificazioni, cioè per tipo di file, parole chiave, data di creazione e molto altro ancora, vedi figura 4.
Le tipologie di file per la classificazione vengono rese disponibili in base ai documenti contenuti nella cartella. Sarà quindi impossibile forzare la visualizzazione solo dei file CAMERA RAW se la cartella in questione contiene unicamente le JPEG: l’opzione semplicemente non sarà disponibile.
Per esempio, selezionate Immagini JPEG sotto Tipo di file e Ritratto sotto Orientamento per isolare soltanto le immagini JPEG verticali. Se volete terminare la sessione di visualizzazione filtrata fate clic su Cancella filtro, nell’angolo in basso a destra della palette Filtri, in modo da tornare alla visualizzazione completa, oppure deselezionate la voce che avevate precedentemente attivato facendoci nuovamente clic sopra.

Figura 4: la palette per i filtri di visualizzazione
Modificare i criteri di visualizzazione non elimina mai i file dalla cartella, quindi prima di preoccuparvi perché alcune immagini sembrano sparite controllate che tutti i filtri di visualizzazione siano disabilitati.
I metadati
Quando un’immagine è selezionata se ne possono visualizzare i metadati nell’apposito pannello, generalmente in basso a destra nella finestra di Adobe Bridge CS3, visibile in figura 5. I metadati sono informazioni relative a un file, per esempio il nome dell’autore, la risoluzione, lo spazio di colori, il copyright e, per estensione, le parole chiave associate (nel pannello vicino).
Alle consuete informazioni si sono ora aggiunte quelle della fotocamera (nella zona superiore), che ricalcano la simbologia e la struttura delle più comuni fotocamere digitali, utili per trovare a colpo d’occhio le informazioni circa l’apertura del diaframma al momento dello scatto, i relativi tempi di otturazione, la sensibilità ISO e così via.
L’utilizzo delle parole chiave, inoltre, consente di catalogare una o più foto a seconda dei soggetti in esse contenuti.

Figura 5: la palette per i metadati
Supponiamo di aver scattato qualche centinaio di foto durante un pomeriggio al mare, in occasione di una festa di compleanno. Tra le parole chiave sarà opportuno crearne qualcuna come compleanno, il nome della località, il nome della persona festeggiata ed eventuali altre parole come amici o familiari. Al momento della cernita possiamo attribuire una o più parole chiave alle varie foto che abbiamo scattato, e grazie ai filtri di visualizzazione possiamo vedere soltanto le foto che riprendono i soggetti desiderati.
L’utilizzo delle parole chiave diventa pressoché obbligatorio se lavorate con tante immagini e avete l’esigenza di recuperare in fretta i contenuti in esse ripresi. Sostanzialmente si tratta dell’alternativa digitale (molto più evoluta) alla scatola da scarpe scritta a pennarello con dentro le diapositive, con tutti i vantaggi che ne possono derivare.

Figura 6: Il manifesto Metadati sintetizza le informazioni sullo scatto alla maniera del display di una fotocamera
Lo stack
Lo stack (pila di immagini) è una raccolta virtuale di immagini che riprende la logica degli album fotografici, dove immagini simili vengono inserite nello stesso raccoglitore una sopra all’altra. Potrete infatti collassare qualsiasi serie di foto selezionate preventivamente sotto una singola miniatura che avrà l’aspetto di una pila di foto.
Per provarne il funzionamento selezionate più immagini e dal menu contestuale (PC: tasto destro, MAC: Ctrl+clic) selezionate Stack e quindi l'opzione Raggruppa in Stack.
Fate clic sul numero in alto a sinistra di ogni stack (il numero indica quante immagini vi sono comprese) per espanderne e ricomprimerne la visualizzazione, tenendo comunque presente che nella palette di anteprima si riescono a visualizzare contemporaneamente fino alle prime nove immagini dello stack.
Trascinate l’indicatore nella parte superiore dello stack per cambiare l’immagine mostrata nella miniatura principale, oppure premete il tasto Play adiacente per scorrere rapidamente i contenuti dello stack, vedi figura 7.

Figura 7: la tipica miniatura di un insieme di immagini impilate in stack
Se l’indicatore di trascinamento non dovesse essere visibile, provate ad aumentare le dimensioni delle miniature con l’indicatore di zoom nella parte inferiore del Bridge.
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