Retouch
Il Retouch è uno dei nuovi strumenti di correzione avanzata di Aperture 2 e assomiglia moltissimo alla funzione Timbro clona e al “cerotto” di Photoshop. Il Retouch non è altro che un pennello correttivo con cui potete eliminare elementi indesiderati da una fotografia. Per esempio, pensate a una foto di un matrimonio, dove accidentalmente dietro la testa dello sposo compaiono un paio di rami di una pianta, particolare che potrebbe essere davvero offensivo. Con il pennello Retouch potete cancellare i due rami indesiderati senza che si noti alcun intervento di post produzione, conservando così uno scatto ben riuscito e mantenendo intatto l’orgoglio dello sposo.
Non pensate però che l’impiego del pennello Retouch sia un caso limite, poiché spesso vi sono troppi elementi indesiderati in una foto, per esempio i cavi dell’alta tensione che compaiono a rovinare un bel panorama. Se siete fotografi analogici, per quanto possiate avere cura dei negativi che scansionate, un po’ di polvere sarà sempre presente sopra i negativi, ma grazie al Retouch potete eliminarla con molta facilità. Anche i fotografi digitali possono avere problemi di “sporco” con le loro foto. Alcune fotocamere digitali modernissime, per esempio le Canon EOS 400D, 450D, 40D, 1D Mark III e 1Ds Mark III hanno una funzione per la pulizia del sensore. Quando in una reflex cambiate obiettivo, il calore e l’elettromagnetismo del sensore attirano la polvere verso di esso. Per rimuoverla, dovete portare la macchina fotografica presso centri specializzati oppure acquistare gli appositi e costosi strumenti per farlo. Per evitare formazioni di polvere all’interno della fotocamera digitale occorre prestare le seguenti attenzioni:
- mai rimuovere l'obiettivo a fotocamera accesa e/o dopo aver effettuato una serie di scatti, poiché il sensore è caldo e attirerà molta più polvere;
- tenere sempre puliti gli obiettivi, specialmente la parte della lente rivolta verso il sensore. Portarsi con sé un panno antistatico o un piccolo pennellino da fotografo con soffietto sarà molto utile al caso;
- evitare di cambiare obiettivo all'aperto con forte vento e in posti polverosi (spiagge, campagna, luoghi abbandonati ecc.);
- cambiare obiettivo molto velocemente con la fotocamera rivolta verso il basso.
Tuttavia, se doveste trovare macchie sulle vostre fotografie dovute a polvere sul sensore o ad acidi di sviluppo mal conservati, vediamo come utilizzare al meglio lo strumento Retouch.
Nell’immagine visibile in figura 16, vediamo una festa medievale con un fastidioso cavo elettrico nel cielo. La correzione di questo problema non è delle più semplici, in quanto il cavo attraversa anche una bandiera. Iniziamo a ritoccare la foto selezionando lo strumento Retouch, evidenziato di rosso nella figura 16, oppure utilizzando il tasto X della tastiera.

Figura 16: l’impiego dello strumento Retouch per eliminare un fastidioso cavo elettrico che rovina il panorama
Appare un HUD dove possiamo selezionare le opzioni dello strumento. L’impiego di Retouch si divide in due modalità Repair (funziona come lo strumento Healing Brush di Photoshop) e Clone (funziona come il Timbro clona di Photoshop). Per la correzione di questa fotografia vengono utilizzati entrambi i sistemi, che hanno i loro pro e contro.
La funzione Repair è molto comoda, poiché è sufficiente selezionare e trascinare le parti indesiderate per rimuoverle, ma qualora la superficie non sia abbastanza coerente, si possono creare delle sbavature. Se è necessario essere molto precisi, conviene dunque utilizzare la modalità Clone selezionando la parte da clonare e premendo in contemporanea il tasto Alt. Le modalità Repair e Clone si selezionano dall’HUD di Retouch, nel quale si deve scegliere il raggio (Radius) per determinare la dimensione del pennello correttivo. Se avete un mouse originale Apple, Mighty Mouse con cavo o wireless, potete utilizzare la pallina per determinare la dimensione del raggio.
Inoltre, potete scegliere quanto la correzione applicata sia soffice o dura (Softness), ossia quanto sfumi tra i bordi e il centro della correzione, e anche l’opacità (Opacity) della pennellata.
Tornando all’immagine dell’esempio, i problemi iniziano quando il cavo si incrocia con la bandiera. Per rimuovere il cavo dalla parte interna, operazione ancora abbastanza semplice, si utilizza il Retouch in modalità Repair. In questa parte del lavoro è fondamentale utilizzare lo zoom per visualizzare l’immagine in dimensione reale (al 100%), che si attiva tramite il tasto Z sulla tastiera. Premetelo di nuovo se volete vedere nuovamente l’immagine adattata alla finestra.
Una volta ingrandito il particolare, visibile in figura 17, spostate l’immagine utilizzando il navigatore, che è comparso nella parte destra della fotografia, fino a raggiungere la porzione di foto interessata. Con molta pazienza è possibile eliminare ogni elemento indesiderato e qualora lo strumento Repair non fosse efficace, ridimensionatelo in piccolo per essere più dettagliati oppure cambiatelo con la modalità Clone.

Figura 17: l’immagine con lo strumento Retouch attivo
Se vi accorgete di aver commesso un errore, tornate indietro. Per farlo ci sono tre possibilità:
- selezionare la voce Delete sulla scheda Retouch nell’inspector degli aggiustamenti o nell’HUD degli stessi. Ogni volta che premete Delete cancellerete un ritocco eseguito in ordine di tempo, dal più recente al più vecchio;
- utilizzare la combinazione di tasti cmd+Z comune a tutti i software su piattaforma Mac, che serve ad annullare l’ultima operazione effettuata;
- eseguire un ennesimo ritocco sulla sbavatura.
Se vi accorgete che ritoccando un’immagine non viene eseguita alcuna modifica, vuol dire che non state lavorando su una fotografia in RGB, ma in scala di grigi o CMYK, oppure non avete aggiornato ad Aperture 2.1.
Red Eye Correction (Occhi Rossi)
Tale funzione non è certo quella più impiegata dai fotografi professionisti, ma è giustamente presente in Aperture. La presenza degli occhi rossi nelle fotografie si verifica qualora il flash della fotocamera sia posto troppo in asse rispetto all’obiettivo e al soggetto. Tale fenomeno capita specialmente con fotocamere compatte, poiché le reflex possiedono un flash incorporato posto più in alto, per non parlare del flash professionale accessorio, posto ancora più in alto.
Qualora questo fenomeno si verifichi, è molto semplice rimuoverlo. Nella toolbar in basso dell’interfaccia di Aperture, vicino al pennello Retouch, trovate anche un’icona a forma di occhio: quello è lo strumento Red Eye Correction (presente anche nella toolbar della modalità a pieno schermo). Una volta selezionato lo strumento, compare l’HUD di Red Eye Correction, dove possiamo determinare il raggio a seconda della dimensione dell’occhio rosso nella fotografia. Per essere più precisi lavorate al 100%, premendo il tasto Z. Una volta individuato l’occhio rosso, fatevi clic sopra: l’occhio verrà cerchiato di giallo e il difetto dovrebbe essere sparito. Qualora non lo fosse, andate sulle impostazioni di questa correzione nell’inspector degli aggiustamenti o nell’HUD relativo, dove troviamo un paio di slider. Il primo è sempre quello per aumentare o diminuire l’ampiezza del raggio, mentre il secondo, Sensivity, aumenterà la tonalità della correzione da rosso a nero a seconda della regolazione. Utilizzate questo slider soltanto quando la correzione automatica non vi soddisfa, altrimenti potreste creare degli occhi molto spenti.

Figura 18: il sistema di correzione del difetto degli occhi rossi in Aperture
Spot & Patch
Spot & Patch è un sistema creato nelle precedenti versioni di Aperture, prima dell’introduzione del pennello correttivo Retouch, e proprio per questo non è stato eliminato, evitando così di perdere la compatibilità con le vecchie foto corrette con le precedenti funzioni. Spot & Patch non ha mai funzionato in modo entusiasmante, quindi spesso era operazione comune esportare la fotografia in Photoshop e correggerla utilizzando strumenti più precisi.
Per attivare Spot & Patch bisogna attivare l’icona evidenziata in rosso nella figura 19; appare così un HUD nel quale è possibile definire il raggio della correzione da applicare.
Per ogni clic fatto sulla foto, verrà creato un cerchio giallo che indica dov’è avvenuta la correzione. Potete copiare una porzione di foto, avendo così l’impressione di aver utilizzato uno strumento di clonazione. Per farlo andate nell’inspector degli adjustment o nel relativo HUD e selezionate Patch dal pannello Spot & Patch.

Figura 19: il vecchio sistema Spot & Patch per rimuovere gli elementi indesiderati dalla foto, come macchie causate dalla polvere sul sensore della fotocamera
Vignette & Devignette
Il fenomeno della vignettatura ha accompagnato da sempre la storia della fotografia. Inizialmente, erano lenti imprecise e mal costruite, poi l’arrivo dei filtri fotografici e la loro sovrapposizione ha potuto contribuire al proseguimento di questo fenomeno. La vignettatura può essere fastidiosa per alcuni, ma anche molto apprezzata da altri. È un sistema che rende in fondo più drammatica una foto, spesso con l’idea di un’immagine onirica o del passato. In commercio si trovano fotocamere a pellicola tradizionale che hanno questo tipo di difetto e sono ricercatissime. Sono le Lomo e le Holga, che possiedono caratteristiche sfocature e colori molto saturi dovuti allo sviluppo invertito (diapositiva sviluppata come negativo o viceversa) e alla bassa qualità delle lenti, spesso in plastica, che creano così un fenomeno di vignettatura.
Per replicare tale fenomeno, si utilizza il comando Vignette, che compare nella parte alta dell’inspector degli adjustment o nell’adjustment HUD premendo l’icona con il + oppure premendo la combinazione di tasti ctrl+V.
Una volta selezionato questo tipo di correzione, potete vedere un nuovo pannello nell’inspector degli adjustment o nell’HUD, evidenziato in rosso nella figura 20, dove è possibile selezionare il tipo di vignettatura da creare, se basata sull’esposizione o sulla gamma. Per un maggior effetto drammatico, si consiglia di attivare la voce Gamma; tramite la regolazione degli slider si darà l’effetto desiderato.

Figura 20: una vignettatura creata in digitale con Aperture
Ovviamente, è possibile intervenire anche in modo contrario, ossia eliminando una vignettatura indesiderata creata dalla sovrapposizione di più filtri o da un obiettivo che presenta tale particolare difetto. Per farlo, si dovrà attivare la voce Devignette tramite l’icona caratterizzata dal + posta nella parte alta dell’inspector degli adjustment o nell’adjustment HUD. Anche qui appaiono due slider per controllare l’intensità dell’effetto.
Straighten (Raddrizzare le foto)
Una foto storta è una brutta foto. A volte può essere un effetto voluto, ma in quel caso lo si capisce subito. Infatti, una foto intenzionalmente storta è molto diversa da una foto venuta storta per caso, dove l’errore è davvero palese. Purtroppo, se non si utilizzano il treppiede e la bolla per verificare il perfetto allineamento, risulta molto difficile ottenere una foto perfettamente diritta sul campo. Raddrizzarla in post produzione non è barare, anzi è fondamentale e lo facevano già i fotografi di una volta in camera oscura, modificando addirittura prospettive architettoniche facendo basculare l’obiettivo di speciali ingranditori. Oggi con la tecnologia digitale è molto più semplice raddrizzare una foto, mentre modificare la prospettiva è un’operazione molto avanzata, che si effettua con programmi specializzati quali Adobe Photoshop.
Nella immagine visibile in figura 21, potete vedere una fotografia storta, realizzata in questo modo per ritrarre più personaggi, dove l’orizzonte è decisamente inclinato. Raddrizzarlo con Aperture è operazione molto semplice e per farlo vi sono tre opzioni:
- attivare l’icona col + nell’inspector degli adjustment o nell’adjustment HUD e scegliere Straighten;
- selezionare la sesta icona partendo da sinistra della toolbar in basso, tra viewer e browser;
- premere il tasto G sulla tastiera.
Una volta selezionato il comando, il cursore del mouse cambierà. Andate sulla fotografia, fatevi clic sopra e trascinate il mouse in alto o in basso, a seconda dell’orientamento che desiderate dare alla foto. Fatelo lentamente, poiché questo comando è molto sensibile (un mouse con tecnologia a puntamento laser darà maggiore precisione di quelli a puntamento ottico o con semplice pallina). Mentre ruotate l’immagine, Aperture crea un reticolo giallo per mostrarvi il giusto asse di riferimento per raddrizzare l’immagine. Qualora abbiate difficoltà con la rotazione dell’immagine, potete farlo più lentamente e con maggior precisione andando nell’inspector degli adjustment o nell’adjustment HUD e scegliendo il pannello Straighten, dove potete utilizzare un slider o un valore numerico.

Figura 21: La griglia gialla che appare durante il raddrizzamento di una foto per aiutarvi nell’operazione di rotazione
Crop (Ritaglia)
Oltre a raddrizzare una foto, può essere utile anche tagliarla per scopi specifici. Per esempio, una foto da stampare deve avere la proporzione di 3:2 in orizzontale e 2:3 in verticale, ma se scattate foto con una fotocamera digitale con sensore 4:3, come le Olympus e le Panasonic, troverete dei bordi bianchi in fase di stampa, poiché non esiste una carta 4:3. Oppure, rimpiangendo il formato quadrato delle Rollei o delle Hasselblad, vedete che in una particolare immagine sta bene un ritaglio simile, quindi vorrete tagliarlo in proporzione 6x6 come la pellicola a medio formato.
Aperture fornisce un comodo strumento di ritaglio dell’immagine chiamato Crop.
Tale strumento si attiva facendo clic sulla settima icona partendo da sinistra della toolbar posta in basso, tra viewer e browser, oppure premendo il tasto C sulla tastiera. Il cursore del mouse sarà ora diverso e apparirà un HUD per aiutarvi nel ritaglio. Di default, il ritaglio è libero e in base alla vostra fantasia, ma lo potete vincolare a delle porzioni ben precise. Nell’HUD è presente un menu a comparsa, visibile in figura 22, dove potete scegliere dei vincoli classici, che sono espressi in pollici e riguardano generalmente i formati di carta. Quando acquistate una confezione di carta fotografia, è riportata la misura sia in centimetri sia in pollici in base alla quale potete regolarvi per il ritaglio. Inoltre, potete vincolare il ritaglio in modo diverso scrivendo nei campi dell’HUD il valore desiderato.

Figura 22: il sistema di ritaglio (Crop) di Aperture è molto semplice e può essere vincolato a proporzioni
precise della carta
L’overlay di ritaglio può essere comodamente ridimensionato tramite un clic e trascinandone i bordi in qualsiasi angolo. Potete anche spostare il ritaglio facendovi clic sopra e trascinando il centro dell’overlay di ritaglio. Una volta scelto il ritaglio giusto, premete il tasto Invio sulla tastiera per confermare.
Monochrome Mixer (Bianco e nero)
Il bianco e nero digitale non esiste. I sensori delle fotocamere concepiscono l’immagine a colori, quindi ogni tentativo di desaturazione applicata via software renderà un’immagine in bianco e nero molto piatta e poco convincente. Ancora oggi l’utilizzo di pellicole in bianco e nero resta l’unica alternativa per chi vuole fare bianco e nero Fine Art. Esistono software e plugin che tramite complesse operazioni rendono una fotografia digitale simile a una fotografia scattata con pellicola Kodak Tri-X o Ilford Delta 3200, ma sarà appunto simile e non una reale fotografia in bianco e nero scattata a pellicola.
Tuttavia, se non volete o non potete rispolverare dall’armadio la vostra vecchia reflex analogica, Aperture vi fornisce uno strumento molto semplice ed efficace per trasformare le vostre fotografie digitali a colori in bianco e nero. Tale strumento si chiama Monochrome Mixer e lo potete applicare tramite l’icona col + nell’inspector degli adjustment o nell’adjustment HUD, oppure con la combinazione di tasti ctrl+M.
Una volta aperto, l’immagine viene desaturata e appare in bianco e nero. Tuttavia, chi fa o ha fatto fotografia analogica in bianco e nero sa che l’applicazione di filtri colorati davanti all’obiettivo può cambiare il look di un’immagine. Un filtro rosso rende scura la vegetazione e rende il cielo e le nuvole molto più contrastate, mentre un filtro verde schiarisce la vegetazione e rende più piacevoli i toni dell’incarnato, infine un filtro blu schiarisce il cielo e la vegetazione. Vi sono poi altri filtri intermedi, il giallo e l’arancione, che forniscono maggior contrasto all’immagine e si collocano tra l’assenza di filtro e il filtro rosso. Tutti questi filtri non possono essere applicati a una fotocamera digitale, poiché l’effetto sarebbe deleterio: una fotografia virata in un solo colore, per esempio rossa e nera. L’unico filtro applicabile a una fotocamera digitale (oltre al filtro polarizzatore, che non è propriamente un filtro) è un filtro infrarosso tipo Hoya R72 completamente nero opaco, che lascia passare soltanto le radiazioni di luce infrarossa. Con una lunga posa su treppiede potete così ottenere un’immagine a infrarossi, che comunque non avrà la qualità di una pellicola Kodak HIE o Rollei Infrared. Tutti questi filtri, a eccezione del filtro infrarossi, potete trovarli all’interno di Aperture, una volta selezionato il Monochrome Mixer. Le opzioni compaiono nell’inspector degli adjustment o nell’adjustment HUD. Da qui, attraverso un comodo menu a comparsa, potete scegliere quale tipo di filtro applicare all’immagine o crearne uno voi giocando con gli slider presenti.

Figura 23: una fotografia digitale può essere trasformata in bianco e nero emulando anche l’uso dei filtri della fotografia analogica in bianco e nero
Sepia Tone (viraggio in Sepia)
Le immagini seppiate hanno sapore di antico, poiché ricordano le foto degli antenati ingiallite dal tempo. Tuttavia quelle non sono autentiche immagini seppiate, ma immagini mal conservate. Affinché nel tempo si noti meno la rovina di una stampa in bianco e nero, o soprattutto per questioni di look, sono state inventate delle polveri chimiche che vengono mischiate nel bagno di sviluppo della carta fotografica. Tali polveri sono chiamate toner e colorano la carta fotografica, dandole il look sepia. Potete richiedere questo procedimento a un laboratorio fotografico specializzato, oppure farlo in casa in digitale con Aperture.
Come sempre, attivate l’icona con il + nell’inspector degli adjustment o nell’adjustment HUD e scegliete Sepia Tone: la foto viene immediatamente virata in sepia, come visibile in figura 24. È possibile controllare il livello di intesità dell’effetto (come si faceva in camera oscura con la quantità di polvere di toner utilizzata) nell’inspector degli adjustment o nell’adjustment HUD, regolando lo slider Intensity di Sepia Tone.

Figura 24: il viraggio in sepia con Aperture
Color Monochrome (altri viraggi)
I viraggi che esistono sono diversi, quello in sepia è soltanto il più famoso. Per esempio, la tecnica Lith Print rende più fredda l’immagine in bianco e nero, operando sempre con dei toner in fase di stampa. Come prevedibile, in digitale tutto è più semplice e pratico, basta selezionare la funzione tramite l’icona con il + nell’inspector degli adjustment o nell’adjustment HUD e scegliete Color Monochrome. Di default, l’immagine viene virata in un colore seppiato simile al Sepia Tone, che può essere però modificato, come visibile in figura 25. A differenza del Sepia Tone, avete un’opzione in più oltre allo slider: una casella di colore tramite la quale attivare il comando di scelta dei colori, comune a tutte le applicazioni Apple. Per virarla con toni più freddi provate a scegliere un colore azzurrino.

Figura 25: un viraggio freddo con Aperture e la funzione Color Monochrome
Noise Reduction
Una fotografia può essere scattata a diversi tipi di sensibilità. Quest’ultima viene espressa in scala ISO (ex ASA e DIN), dove potete avere dei valori come 50 ISO o 3200 ISO. Più alto è il numero di ISO, meno tempo sarà necessario allo scatto della fotografia e minore sarà la quantità di luce necessaria affinché sia correttamente esposta.
Se per un panorama in una giornata di sole potete scattare a 1/100 f.16 (100 ISO), non è possibile farlo se la vostra sensibilità è di 3200 ISO, altrimenti rischiereste di bruciare l’immagine. La scala ISO è presente in tutte le pellicole in commercio, ma anche nelle impostazioni delle fotocamere digitali, e il principio è identico. A differenza della fotografia analogica, con il digitale non dovete cambiare rullino, ma solo le opzioni sulla propria fotocamera. Nella fotografia analogica, una pellicola con valore ISO alto produce un’immagine granulosa, che viene spesso utilizzata per scopi artistici. La differenza sostanziale con la fotografia digitale sta nel fatto che il sensore è elettronico e non ha una grana formata da elementi chimici, ma la nitidezza dell’immagine viene meno come nella fotografia analogica, anzi peggio.
In una fotografia digitale scattata a valori ISO alti, avrete un fastidioso effetto rumore (noise) rappresentato da tanti piccoli puntini colorati sparsi per l’immagine e anche la nitidezza non sarà buona, soprattutto se volete fare un ingrandimento. Più il sensore della vostra fotocamera è piccolo e più megapixel possiede, quindi le foto scattate a ISO alti avranno questo tipo di problema. A parità di dimensioni del sensore, una Canon EOS 30D con sensore da 22x18mm a 8.2 megapixel produce meno rumore di una nuova Canon EOS 40D con sensore 22x18mm a 10.2 megapixel.
Tuttavia, specie se la nostra fotocamera è sprovvista di flash incorporato, potremmo trovarci a dover scattare in scarse condizioni di luce a ISO alti. Aperture dispone di una funzione di riduzione del rumore chiamata Noise Reduction. Trovate questa funzione attivando l’icona col + nell’inspector degli adjustment o nell’adjustment HUD, oppure tramite la scorciatoia da tastiera Ctrl+N. Le opzioni non sono tante, ma se utilizzate in modo corretto possono ridurre il fastidioso rumore senza eliminarlo completamente. Nella figura 26 potete vedere in alto un particolare al 100% di una fotografia scattata in condizioni estreme: a 1600 ISO con una Canon EOS 30D in scarse condizioni di luce a 1/15 di secondo e apertura f.1,8. Questo tipo di fotocamera con l’obiettivo Canon EF 50mm f.1,8, utilizzato in quel momento, non avrebbe potuto fare di meglio, in quanto il peso della macchina e l’obiettivo non stabilizzato non avrebbero permesso di aumentare di più il tempo di scatto senza rischiare quasi certamente di ottenere una foto terribilmente mossa.
Nell’immagine master, potete vedere l’orribile risultato del rumore (noise) nella sua dimensione al 100% di ingrandimento. Nell’immagine sottostante, potete vedere come sia il risultato finale dopo la correzione Noise Reduction con Aperture. Con queste alte sensibilità conviene giocare con i due slider presenti per questa funzione: Radius ed Edge Detail. Il valore Radius di default è di 0,10. Portatelo tranquillamente verso destra fino a ottenere il valore massimo di 2,00 per far sparire il rumore. Tuttavia, spesso questo non è sufficiente e se vogliamo a tutti i costi eliminare ogni residuo di disturbo, dovremo portare il valore di default di Edge Detail a 0,00, perdendo però un po’ di dettaglio. Se le vostre fotografie sono destinate alla stampa, il difetto del rumore non sarà sempre molto forte, poiché in fase di stampa è normale perdere un po’ di dettaglio.

Figura 26: Il problema del disturbo a ISO alti può essere eliminato con la correzione Noise Reduction
Sharpen ed Edge Sharpen
Quando vogliamo rendere più dettagliata una fotografia, possiamo utilizzare i controlli Sharpen ed Edge Sharpen. Il controllo Sharpen è un comando introdotto con la prima versione di Aperture e rimasto al suo interno nei successivi aggiornamenti per mantenere una compatibilità con il passato. Tuttavia, è un comando un po’ impreciso e per tale ragione nelle più recenti versioni di Aperture è presente il comando Edge Sharpen. Per attivarlo bisogna attivare l’icona col + nell’inspector degli adjustment o nell’adjustment HUD e selezionare Edge Sharpen, oppure utilizzare la combinazione di tasti ctrl+S.
Si utilizza il controllo Edge Sharpen quando si vuole enfatizzare un dettaglio in un’immagine. Questa funzione aggiusta i valori di luminanza in una foto aumentando il contrasto tra i pixel più chiari e quelli più scuri, creando così una sorta di superficie.
Aumentando il contrasto tra questi pixel più chiari e più scuri, la fotografia mostrerà contorni molto più affilati rispetto al normale.
Per utilizzare tale controllo sull’immagine selezionata, si parte spostando verso destra lo slider Intensity per aumentare il dettaglio applicato all’immagine, oppure verso sinistra per ridurlo.
Per determinare quali pixel costituiscono la superficie da modificare e quali no, si sposta lo slider Edge verso destra per aumentare l’area totale dove incrementare il dettaglio, mentre verso sinistra per ridurlo.
Conclusioni
In questo articolo dello Speciale su Aperture 2, abbiamo visto tutti gli strumenti di correzione di base e avanzata di Apple Aperture 2.
Il libro
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Apple Aperture 2 per fotografi digitali
Questo volume, il primo in Italia su Aperture, esamina in dettaglio tutte le funzioni del rivoluzionario software Apple dedicato al flusso di lavoro fotografico. Con Aperture si possono immagazzinare immagini provenienti da fotocamere digitali ed elaborarle con strumenti di correzione e ritocco potenti e molto sofisticati, ma al contempo semplici da controllare. Aperture offre anche un’efficace e flessibile gestione degli archivi fotografici e, grazie a questo insieme di funzionalità e prerogative, è diventato rapidamente il software di riferimento per numerosi fotografi professionisti. Il libro mette in grado di padroneggiare perfettamente il nuovo Aperture 2.0, di utilizzarlo al massimo e di acquisire trucchi e segreti per esaltarne l’efficienza e ottimizzare il workflow fotografico. |
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La recensione del libro
Per conoscere e approfondire gli argomenti trattati nel libro è disponibile la recensione di questo manuale. Visita la pagina Apple Aperture 2 per fotografi digitali.
L'autore: Gian Guido Zurli
Fotografo e consulente informatico. Organizza corsi di formazione su piattaforma Apple di Photoshop, Aperture, Keynote e Mac OS X. È socio fondatore del Final Cut Pro User Group Italia (FCPUG.it), il primo gruppo di appassionati di software per il video digitale di Apple in Italia. Nel 2006 ha ottenuto la certificazione Apple su Mac OS X e ha collaborato con alcuni Apple Premium Center. Il suo sito è raggiungibile all'indirizzo www.gianguidozurli.com.
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