Non tutti gli adjustment sono a portata di mano
Gli adjustment sono le correzioni che potete eseguire su un’immagine. Aprendo la scheda Adjustments dell’inspector o l’HUD, avete accesso ad alcuni tipi di correzioni, mentre altri dovete andarveli a cercare, come visibile nella figura 4. Sia nella scheda Adjustments, sia nell’HUD trovate nella parte alta un icona con un +. Selezionandola apparirà un menu a comparsa con una serie di correzioni che vengono utilizzate forse meno spesso, ma che sono comunque interessanti.

Figura 4: alcuni tipi di correzioni si visualizzano attivando l’icona con il + posta nella parte alta del pannello degli aggiustamenti o dell’HUD
RAW Fine Tuning
Utilizzando il controllo RAW Fine Tuning è possibile modificare il modo in cui il sistema operativo decodifica i file RAW.
Il sistema operativo Apple definisce il formato RAW per ciascuna fotocamera digitale supportata da Aperture. Si tratta di una sorta di calibrazione di colori che, nella maggior parte dei casi, non dovrebbe essere corretta. Il comando RAW Fine Tuning può essere utilizzato quando è necessario rendere i colori di un file RAW più o meno profondi. Tale funzione include i seguenti parametri:
- Boost: serve per sottrarre o aumentare il contrasto dell’immagine. È un parametro in più da utilizzare con il controllo del contrasto già presente negli adjustment;
- Sharpening: serve a rendere i contorni dell’immagine più o meno netti. Tale funzione incide abbastanza sui dettagli dell’immagine a seconda del tipo di fotocamera utilizzata;
- Moire e Radius: si utilizzano in quelle immagini che contengono una sorta di texture naturale, come un muro pieno di mattoni a vista o un ritratto con un vestito dai dettagli particolari. Questi comandi influiscono sul dettaglio, ossia su come verranno renderizzate le immagini RAW;
- Auto Noise Compensation: è un aiuto in più al comando Noise Reduction, che vedremo più avanti, per tentare di eliminare il rumore video generato dalla fotocamera settata su valori ISO molto alti.

Figura 5: il pannello di correzione RAW Fine Tuning
Nel corso della sua storia, Aperture ha utilizzato diverse versioni di motore rendering RAW. Tutte le nuove immagini importate in Aperture 2, vengono renderizzate con il motore RAW 2.0 che, tra le altre cose, fornisce supporto a nuove fotocamere digitali professionali come la Canon EOS 1Ds Mark III, Nikon D3 e D300, Hasselblad CF-22 e CF-39, Leaf Aptus 75s e Sony DSLR-A700. Tutto questo a patto di avere Aperture 2 installato su Mac OS X Leopard.
Se avete nella vostra libreria delle immagini importate con Aperture 1.0 o 1.5, avrete bisogno di migrarle in RAW 2.0 per poter utilizzare tutte le caratteristiche della nuova versione del programma.
Per farlo, selezionate il progetto contenente le vecchie immagini, andate in alto sul menu File e scegliete Migrate Images. Apparirà una finestra, visibile in figura 6, che vi chiederà alcune istruzioni. La prima opzione vi chiede se volete aggiornare tutti i file RAW esistenti nel progetto, mentre la seconda vi chiede se volete creare nuove versioni per le immagini RAW già esistenti nel progetto. In questo modo si preserveranno le immagini RAW su cui si è già lavorato e verranno create nuove versioni utilizzando il nuovo motore RAW 2.0. Inoltre, verrà richiesto se si desidera applicare la modifica a tutte le immagini presenti nel progetto, con o senza correzioni.

Figura 6: le opzioni di migrazione delle vecchie immagini RAW importate con le precedenti versioni di Aperture
White Balance (Bilanciamento del bianco)
Il problema della corretta corrispondenza dei valori del bianco è sempre esistito fin dalle prime pellicole a colori. La luce sul bianco risponde in modo diverso se la fonte è il sole o sono le lampade da studio, le alogene o se siamo all’interno di un’abitazione o all’esterno. Per questo sono state create delle pellicole da luce diurna e da interni.
Con il digitale si è soltanto rimandato il problema. La fotocamera digitale, non utilizzando una pellicola ma un sensore che si può adattare via software a qualsiasi tipo di illuminazione, richiede l’intervento sulla fotocamera o in fase di post produzione.
Controllate i settaggi della vostra fotocamera e troverete certamente una voce relativa al bilanciamento del bianco. La fotocamera vi suggerisce il tipo di illuminazione oppure, le più evolute, vi faranno puntare a una zona bianca per scegliere il tipo di bilanciamento in modo più preciso. Tale procedura, noiosa e facile da dimenticare, è praticamente obbligatoria solo se scattate in JPEG, un file compresso che, pur essendo ad alta risoluzione, si presta poco a interventi di post produzione.
Se invece utilizzate il formato RAW, non avete bisogno di intervenire con il bilanciamento del bianco durante le riprese, lo farete in post produzione. Aperture fornisce un comodo sistema di correzione del bilanciamento del bianco. Lo trovate nella scheda Adjustments o nel relativo HUD alla voce White Balance.
Le opzioni di questo pannello, visibile in figura 7, non sono molteplici, ma possono fare la differenza nel risultato finale.

Figura 7: il controllo del bilanciamento del bianco in Aperture
In teoria si dovrebbe procedere con i valori K della temperatura del colore e della tinta. Tuttavia, non volendoci addentrare nella fisica dei colori, Aperture ci viene incontro con uno strumento molto comodo se utilizzato correttamente. Alla sinistra del controllo del bilanciamento del bianco, c’è una pipetta che gli utenti di Final Cut Pro o di Photoshop conoscono già. In Photoshop viene utilizzata per clonare un determinato colore nella tavolozza, mentre in Final Cut si utilizza nel controllo del bilanciamento del bianco come in Aperture. Facendo clic su tale pipetta appare sul monitor il loupe, quindi cercate una zona di colore medio (un grigio), magari aiutandovi con il lentino, e selezionatela con il mouse. I colori cambieranno per magia mostrandovi tonalità molto più fredde e realistiche. Ma se ciò non dovesse accadere, significa che non avete selezionato una zona corretta (in questo caso annullate l’operazione con la freccina posta in alto a destra di White Balance e riprovate), oppure non era necessaria un’operazione di bilanciamento del bianco.
Le meraviglie della fotografia digitale fanno purtroppo dimenticare basi fondamentali della fotografia, come l’utilizzo di determinati filtri. Aperture del resto non può fare i miracoli se la fotografia è stata scattata male. Certe lampade moderne che creano fasci di luce molto bianca, generano immagini praticamente impossibili da correggere in fase di post produzione. Se scattate una fotografia in RAW in questo tipo di ambiente e cercate di correggere il bilanciamento del bianco, otterrete immagini o troppo fredde o troppo calde come tonalità. Per risolvere questo problema bisogna tornare agli strumenti della fotografia analogica. Un filtro Hoya 80B di aspetto bluastro correggerà in automatico il bilanciamento del bianco durante lo scatto. Qualora questo filtro non fosse abbastanza efficace, riuscirete comunque meglio a correggere il problema in post produzione con Aperture.
Non utilizzate il filtro Hoya 80B in luce diurna, altrimenti otterrete immagini bluastre che sembreranno scattate di notte o al crepuscolo, come visibile in figura 8.
L’immagine seguente è stata scattata con una Canon EOS 30D in condizioni di luce precaria. La macchina è stata settata a ISO 1600 e l’obbiettivo era un 50mm f 1.8 al massimo della sua apertura. Nella parte alta vedete l’immagine RAW originale dalle tonalità troppo calde, mentre in basso l’immagine corretta nel suo bilanciamento del bianco risulta troppo fredda. L’utilizzo di un filtro blu 80B avrebbe reso più semplice ed efficace il bilanciamento del bianco in post produzione. Tuttavia, il bilanciamento del bianco è generato correttamente se confrontate gli angoli in basso a destra delle due immagini, ma il risultato non è stato quello sperato.

Figura 8: l’immagine originale, ma con tonalità troppo calde (in alto) e la stessa immagine corretta con il bilanciamento del bianco, ma con tonalità troppo fredde (in basso)
Exposure (Esposizione)
Uno stop in più o in meno può fare la differenza. Se l’esposimetro della macchina vi ha ingannato dicendovi che l’esposizione corretta a ISO 200 era 1/25 sec. a f 3.5 e vi accorgete che la fotografia è troppo scura, significa che avreste dovuto settare la macchina a 1/25 f 2.8 oppure a 1/10 f 3.5. Questa differenza in fotografia si chiama stop.
Se avete commesso l’errore in JPEG, non riuscirete a recuperare molto, se invece la fotografia è stata scattata in RAW potrebbero succedere dei miracoli.
Per spiegare la funzione Exposure, fate riferimento alla figura 9. L’immagine è stata scattata in un edificio buio senza utilizzare il flash e risulta essere molto scura. La luce che penetra dalle finestre ha creato un controluce che ha ingannato l’esposimetro della macchina. L’immagine in alto è appunto l’originale scuro, quella in basso è l’elaborazione effettuata con Aperture.
Nella parte alta del pannello degli adjustment o dell’HUD, trovate un’icona con il simbolo del diaframma di un obiettivo (per chi non lo sapesse, in inglese si chiama Aperture!). Nella figura 9 è stata evidenziata in rosso.
Se l’immagine con cui si sta lavorando è stata scattata in RAW, questa icona sarà attiva e selezionabile, mentre se l’avete scattata in JPEG non sarà attiva. Infine, la comodità di tale icona e del RAW è quella di poter aggiustare l’esposizione di una fotografia con un solo clic. La differenza di correzione tra le due immagini che vedete sta solamente nell’utilizzo dell’icona di esposizione automatica. Tale differenza di esposizione è più o meno di uno stop, cambiando così decisamente i connotati alla fotografia e recuperando dei dettagli che altrimenti non sarebbero mai stati visibili.
La correzione dell’esposizione può essere effettuata anche a mano utilizzando lo slider Exposure. Se avete scattato in JPEG, oltre a non poter recuperare molto, dovrete obbligatoriamente utilizzare questo slider.

Figura 9: un esempio di come l’Auto Exposure di Aperture può recuperare i dettagli di un’immagine
Ciò che abbiamo appena visto non è l’unica possibilità di recupero di dettagli perduti. Una fotografia può avere aree sottoesposte o sovraesposte. Nella fotografia tradizionale, l’errore peggiore è la sottoesposizione, poiché se nessuna informazione è stata registrata sul negativo fotografico apparirà per forza nera. Al contrario, se una parte risulta troppo esposta (bruciata), il negativo può contenere delle informazioni che possono essere recuperate in fase di stampa con alcune compensazioni.
Nella fotografia digitale tutto questo si annulla, salvo che l’immagine non contenga aree troppo o poco esposte. Aperture 2 è in grado di recuperare informazioni da aree sottoesposte e sovraesposte con estrema facilità. Nella figura 10 trovate un esempio: in alto vi è la fotografia originale senza alcun intervento sui controlli di esposizione; al centro la stessa fotografia con evidenziate le aree sovraesposte (in rosso) e le aree sottoesposte (in blu); infine in basso trovate il risultato finale, dove i dettagli sono stati recuperati con successo e la fotografia mostra molte più informazioni dell’originale.
Vediamo ora in dettaglio come si è proceduto. L’occhio non sempre è molto allenato a visualizzare le aree sottoesposte o sovraesposte, quindi Aperture può darci una mano a individuarle e a visualizzarle, come accade per l’immagine al centro della figura 10. Andate in alto nel menu View e selezionate Highlight Hot & Cold Areas, oppure utilizzate la combinazione di tasti alt+shift+H.
Le aree sottoesposte diventeranno blu e quelle sovraesposte diventeranno rosse. Utilizzate il controllo Recovery alla voce Exposure negli adjustment per recuperare i dettagli nelle aree sovraesposte. Vedrete l’overlay rosso calare fino a scomparire, mentre muoverete lo slider da sinistra verso destra. Per recuperare informazioni dalle parti sottoesposte, utilizzate il controllo sottostante Black Point muovendo lo slider da destra verso sinistra. Vedrete scomparire gradualmente l’overlay blu fino a rivelarvi dettagli non visibili nel RAW originale visualizzato.

Figura 10: un esempio di recupero dei dettagli in una fotografia che mostrava aree sottoesposte e sovraesposte
Qualora questo sistema si rivelasse insufficiente, potete provare a utilizzare anche gli slider Exposure e Brightness, oppure i controlli della categoria Highlights & Shadows, di cui parleremo successivamente.
Enhance
Alla voce Enhance avete tutti gli strumenti per un aumento immediato del contrasto e della saturazione e due nuovi controlli chiamati Vibrancy e Definition.
Con Enhance avete anche uno strumento di correzione colore molto simile a quello di Final Cut Pro, che influisce sugli aumenti di colore e di contrasto dell’immagine.
Il primo slider dell’aumento del contrasto aggiunge o sottrae contrasto all’immagine, ma attenzione a non esagerare se non volete perdere dei dettagli. Se avete paura che il vostro occhio vi inganni, utilizzate sempre il comando alt+shift+H per controllare se state perdendo dettagli nelle luci o nelle ombre.
Nella figura 11 potete vedere un esempio di operazione di aumento dei dettagli e della saturazione. L’immagine originale, in alto, è leggermente fuori fuoco su alcuni dettagli lontani e i colori, pur essendo presenti in molte sfumature nella stanza, risultano essere poco accesi.
Si è intervenuti per togliere un po’ di contrasto nella fotografia, aumentando la definizione (Definition) fino a far risaltare i contorni degli oggetti più lontani. Anche il muschio sulle mattonelle per terra, grazie a Definition, presenta molti più dettagli. Il controllo di saturazione (Saturation) enfatizza la presenza di colori nell’immagine ma, abusandone, si rischia di perdere alcuni dettagli. Aperture 2 ha introdotto anche il comando Vibrancy, che aumenta la saturazione delle immagini in modo più intelligente rispetto a Saturation, preservando i dettagli dell’immagine.
Vibrancy riesce ad aggiungere vivacità ai colori più spenti di un’immagine, preservando i toni dell’incarnato nei ritratti e i dettagli nei panorami. I colori saturati da Vibrancy assomigliano ai colori pastello molto accesi della diapositiva Fuji Velvia.
Infine, esiste un controllo di correzione colore nel pannello Enhance, si chiama Tint e lo potete aprire facendo clic sul triangolino posto a sinistra. Una volta aperto, Tint vi mostra tre pallini pieni di colore gradiente con tre icone per ciascuno: Black, Gray e White. Facendo clic su uno di questi controlli, il cursore del mouse si trasformerà in loupe e potrete andare a scegliere il colore selezionato da modificare. Per esempio, se volete rendere i neri più bluastri, potete andare a selezionare un colore azzurrino nell’immagine utilizzando il lentino. Potete anche muovere con il mouse il pallino al centro di uno dei tre cerchi colorati per virare il colore, ma è un controllo fin troppo preciso e ci vuole molto tempo prima di ottenere l’effetto desiderato; utilizzatelo come punto di partenza per correggere di poco un colore che non vi soddisfa in pieno.

Figura 11: l’immagine in alto presentava pochi dettagli nelle mattonelle ricoperte di muschio e un leggero fuori fuoco degli oggetti lontani. Con i controlli presenti in Enhance si è potuto procedere al recupero dei dettagli e all’aumento di saturazione nei colori più spenti, usando i due nuovi comandi di Aperture 2: Definition e Vibrancy
Levels (Livelli)
Gli utilizzatori di Photoshop conoscono già questa funzione. I livelli (Levels) sono rappresentati da un istogramma dove viene mostrata, in percentuale, la presenza di tonalità scure, medie e chiare (ombre, mezzitoni e luci). L’istogramma viene rappresentato in questo modo, vedi figura 12: a sinistra abbiamo le ombre e la parte più scura dell’immagine, al centro i mezzitoni rappresentati dalle parti più grigie o più correttamente esposte della foto e a sinistra le alte luci, ossia le parti più chiare.
Una buona fotografia dovrebbe avere l’istogramma più pieno nella parte centrale, ma non sempre può essere indicato come dato definitivo. Correggendo i livelli, è possibile recuperare dettagli nelle ombre o nelle alte luci, cercando di bilanciare l’immagine in modo da renderla perfetta. Si esegue il controllo trascinando con il cursore del mouse una delle tre linee rappresentanti il nero, il grigio e il bianco verso la parte più piana dell’istogramma. Non si deve però esagerare; se l’immagine è davvero molto scura bisognerà fare diversi tentativi, trascinando la parte meno presente nell’istogramma verso l’altra, molto lentamente. Infatti, se si esagera potreste vedere molti più dettagli, ma di conseguenza aumenterà moltissimo il rumore video (anche se l’immagine è stata scattata a ISO bassi) o la grana, qualora l’immagine sia il risultato della scansione di un negativo analogico. Un consiglio è provare a giocare con la parte dei grigi, che spesso risolve molti problemi. Per essere più precisi, in Aperture è possibile controllare anche dei valori intermedi tra le ombre e i mezzitoni e tra le luci e i mezzitoni. Per farlo dovete attivare l’icona posta nella parte destra del pannello dei Livelli, evidenziata in rosso nella figura 12.

Figura 12: la correzione dei livelli in Aperture
Tuttavia la tecnica dei livelli non si applica soltanto ai valori di luminanza, bensì anche a quelli di crominanza e ai valori RGB (Red, Green e Blu). Nel pannello dei livelli, alla voce Channel vi è un menu a comparsa con le seguenti opzioni: RGB, Red, Green e Blu. Questo significa che potete operare sia sui valori RGB dell’immagine sia sui singoli canali di colore, ottenendo quindi un risultato simile alla correzione colore eseguita con Tint, ma molto più precisa.

Figura 13: la correzione dei livelli sui valori RGB
Highlights & Shadows (Alteluci e ombre)
In complesse condizioni di luce dove non è stato possibile, per ragioni tempistiche o altro, studiare la corretta esposizione di un’immagine, il risultato fotografico può essere deludente. Per esempio, potremmo trovare delle aree molto sottoesposte, perdendo così alcuni dettagli importanti della fotografia.
I controlli Recovery e Black Point, già visti alla voce Exposure, non fanno miracoli, li abbiamo già utilizzati per evitare la presenza di nero e bianco assoluto nelle immagini, qualora nel file RAW ci sia davvero qualcosa di recuperabile.
Highlights & Shadows vi aiuta a correggere l’esposizione delle aree più scure (Shadows) di un’immagine non correttamente esposta oppure potete utilizzarlo per recuperare dettagli in aree estremamente chiare. Tuttavia, provate sempre a utilizzare Recovery e Black Point prima di Highligths & Shadows, poiché quest’ultimo è stato introdotto in precedenti versioni di Aperture, quando ancora non era disponibile Recovery e Black Point.
Per aggiustare le alte luci di un’immagine, selezionate una foto e cercate il controllo Highlights & Shadows nell’inspector o nell’HUD. Di default, lo slider delle alte luci (Highlights) si trova posizionato all’estremo lato sinistro. Trascinatelo verso destra fino a ottenere il risultato desiderato, quindi provate a fare la stesso anche con il controllo delle ombre (Shadows), fino ad ottenere l’effetto desiderato.
Non esiste un sistema univoco dove posizionare questi slider, dipende sempre dalla foto su cui stiamo lavorando e dal gusto personale. Con questo controllo, sperimentando correttamente, si possono ottenere immagini color pastello e vellutate oppure simili all’effetto HDR ottenibile con Adobe Photoshop o Photomatix Pro.
Esistono anche controlli avanzati per Highlights & Shadows. Per aprirli basta fare clic sul triangolino posto in basso a questo pannello con la scritta Advanced. Non appena aperto, si presentano alcune opzioni che esaminiamo una a una:
- Radius: imposta l’area per determinare una certa tonalità di pixel;
- Color Correction: imposta la quantità di saturazione applicata durante un aggiustamento di ombre o alteluci;
- High Tonal Width: imposta la gamma di toni modificata nelle alte luci;
- Mid Contrast: imposta la quantità di contrasto sui mezzitoni (grigi). Utilizzate questo effetto per creare immagini simili all’effetto soft focus spostando lo slider verso sinistra;
- Low Tonal Width: imposta la gamma di toni modificati nelle ombre.

Figura 14: un esempio di correzione di Highlights & Shadows in Aperture
Color
Con Aperture è possibile eseguire una correzione del colore selettiva. Le singole tonalità e la saturazione di un colore possono essere trattate separatamente, generando così particolari effetti creativi. Color è l’ultimo pannello di default dell’adjustment inspector o dell’HUD. La funzione Color è stata introdotta con Aperture 1.5, ma nella nuova versione 2.0 è stata notevolmente migliorata. Ora possiamo essere in grado di individuare una tonalità di colore precisa sull’immagine e correggerla selettivamente.
I colori che Aperture ci propone di correggere sono sei: rosso, giallo, verde, azzurro, blu e rosa.
Prima di esercitarci nella modifica selettiva dei colori è bene dare un’occhiata alle funzioni di ciascuno slider. Lo slider Hue modifica la tonalità di un colore fino ad arrivare ad un vero e proprio cambiamento della tonalità. Per esempio, se prendete la tonalità rossa, potete cambiarla in magenta oppure variare la tonalità gialla fino a quella verde. Potete intuire questo cambiamento cromatico dal colore della pista in cui si muove lo slider: verso destra ha un determinato colore, mentre verso sinistra ne ha un altro.
Il controllo della saturazione aumenta o diminuisce l’intensità di un colore. Di default, lo slider di Saturation si trova al centro e spostandolo verso destra aumenterete il valore di saturazione, mentre verso sinistra lo diminuirete fino a rendere quel colore monocromatico (in bianco e nero). Con molta pazienza, lavorando su diversi colori, potreste ottenere un’immagine in bianco e nero con un solo colore presente nella foto: immaginate un ritratto dove potete vedere un solo colore, per esempio il rosso delle labbra.
Il controllo Luminance serve per aumentare o diminuire i valori di luminanza di un singolo colore, ossia quanto questo colore sia luminoso e brillante. Utilizzate tale controllo soltanto qualora lo troviate necessario.
Il parametro Range estende la gamma della correzione su un singolo colore. Si tratta di impostare la tolleranza su sfumature simili di colore. Di default, questo slider si trova al centro e spostando il cursore verso sinistra si diminuisce il valore, mentre verso destra lo si aumenta.

Figura 15: un esempio di correzione del colore selettiva utilizzando il parametro Color
Nell’immagine visibile in figura 15 potete notare un esempio di correzione colore selettiva e personalizzata. È possibile modificare uno o più colori di default utilizzando la pipetta posta alla sinistra dei riquadri colorati. Il cursore del mouse di trasforma in un lentino, grazie al quale potete scegliere in modo preciso una singola tonalità di colore da cui partire per ottenere la correzione di colore desiderata.
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