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Ridurre la latenza in Pro Tools

Cos'è la latenza

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Autore: Stefano Colonna - Scrivi all'autore dell'articolo
La latenza è un fenomeno inevitabile nella maggior parte delle registrazioni audio consumer su hard disk, possiamo però sfruttare al meglio le potenzialità della nostra DAW (digital audio workstation) così da rendere questo ritardo impercettibile. In questo articolo vedremo come affrontare queste problematiche con Pro Tools LE, precisando però che i concetti che vedremo sono comuni anche ad altri programmi di registrazione come Logic di Apple e Cubase della Steinberg.

La latenza

È fondamentale capire che per latenza si intende il tempo in millisecondi che passa fra il segnale di input e quello di output. Più alto sarà il valore di latenza e maggiormente sarà percettibile il ritardo del nostro segnale in ascolto. Molti software però, non indicano il valore del ritardo in millisecondi, come nel caso di Pro Tools dove viene descritto in campioni “samples”, che a loro volta definiscono la dimensione del buffer (memoria tampone, essenziale per rendere l'input e l'output lineari pur passando attraverso un computer che non svolge operazioni in tempo reale).
Selezionando dal menu Setup, l'opzione Playback Engine, apparirà la finestra Playback Engine visibile nella figura1, che tramite il parametro H/W Buffer Size, utile a ridurre la latenza, ci permetterà di scegliere diverse quantità di samples. In questo caso, utilizzando una scheda audio 003 Digidesign è consentito arrivare fino ad un valore di 32 samples. Ciò significa che lavorando ad una frequenza di campionamento di 44,1 kHz avremo una latenza di soli 0,75 millisecondi circa. Se però cambiamo questo valore con 1024 samples, avremo invece un ritardo nettamente più alto, 23 millisecondi circa.


Figura 1: la finestra Playback Engine

Appurato quindi che diminuendo la grandezza del buffer avremo un ritardo accettabile in registrazione, dobbiamo tener conto che questo aumenterà enormemente il peso sulla CPU del nostro computer, provocando molto probabilmente due tipi di errori, -6097 e -6086 rappresentati in figura 2 e in figura 3. È per questo motivo che in fase di registrazione, per poter ridurre il più possibile la dimensione del buffer, conviene utilizzare la minor quantità di plug-in. Mentre in fase di mix, dove abbiamo bisogno di sfruttare le potenzialità di routing e missaggio del nostro programma, è necessario alzare il numero di samples.


Figura 2: la finestra di errore -6097 per ridurre la dimensione del buffer è necessario ridurre i plug-in


Figura 3: la finestra di errore -6086, per sfruttare le potenzialità di routing e missaggio, è necessario alzare il numero di samples

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